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Tagli e riorganizzazioni. La Asm rassicura. Ma per Cifarelli c’è una regia regionale…

Il deficit della sanità di Basilicata è sempre lì,si aggrava e ha una storia cronicizzata che, di fatto, non aiuta a risolvere i problemi della domanda di assistenza puntuale ed efficace che viene dai cittadini. Come hanno dimostrato le tante proteste delle comunità locali e, soprattutto dei piccoli centri, dei giorni scorsi. Rassicurazione da Regione e Aziende sanitarie tante. Ma è fuoco che cova sotto la cenere. Il modello centralizzato fondato sull’azienda ospedaliere regionale di fatto ha aperto ha alimentato polemiche e la migrazione sanitaria extraregionale. Non avevamo dubbi, nonostante nella passata amministrazione regionale il Governo avesse provveduto a nominare il presidente della giunta ”commissario” per riequilibrare i conti in rosso della sanità lucana. La situazione non è cambiata, tra tante rassicurazioni sul Pnrr, i percorsi illusori di una inutile e onerosa facoltà di medicina a numero chiuso, i bandi per le assunzioni di personale. Fiducia? Non si nega a nessuno. Ma il botta e risposta tra il consigliere regionale Cifarelli, preoccupato per la riduzione oraria di prestazioni e servizi, con le rassicurazione della Asm, fanno emerge il quesito su una regia regionale nelle misure adottate per contenere la spesa. Vecchia storia. E ritorniamo alla gestione centralizzata della sanità lucana e al deficit che cresce. Cause diverse. Alcune nazionali altre locali. Ci sono volontà e responsabilità territoriali da rimuovere. Oltre gli interrogativi occorre prendere il toro per le corna. Se ne parlerà in commissione o nella prossima consiliatura?

COMUNICATO STAMPA
Sanità, Cifarelli: “La delibera dell’ASM parla chiaro: vengono ridotte ore, postazioni e servizi”.
“Leggo la nota diffusa dall’ASM di Matera nel tentativo di rassicurare cittadini e lavoratori, ma credo sia necessario riportare il dibattito sul terreno della verità amministrativa e della chiarezza istituzionale”.
Lo dichiara il consigliere regionale Roberto Cifarelli, Presidente della Seconda Commissione Bilancio e Programmazione della Regione Basilicata.
“La delibera n. 617 del 22 maggio 2026 adottata dall’ASM parla infatti in maniera esplicita di riduzione di ben 17.520 ore/anno per il servizio di trasporto ed accompagnamento dei pazienti e di 10.848 ore/anno di riduzione di attività di vigilanza. Nella delibera non si fa mai riferimento alla riduzione o eliminazione di straordinari, ma di eliminazione di postazioni e di misure di contenimento della spesa all’interno di un piano di riequilibrio economico-finanziario richiesto dalla Regione Basilicata. Questo è scritto negli atti ufficiali e non può essere semplicemente sostituito da una narrazione comunicativa più rassicurante”.
“Capiamo la difficile condizione in cui il Direttore Friolo è stato messo a causa della infelice decisione della Regione di scaricare totalmente su Asm e Asp il deficit del bilancio della sanità. Nessuno ha parlato di licenziamenti già disposti, ma la riduzione dei contratti di appalto portano con sé riduzione di personale. Il tema politico e istituzionale è un altro: la riduzione quantitativa di servizi, ore e presìdi produce conseguenze organizzative, sociali e occupazionali? E soprattutto, queste scelte sono compatibili con la situazione reale che stanno vivendo cittadini e operatori sanitari”?
“Le liste di attesa continuano ad aumentare, le disdette di prenotazioni senza nuove date stanno esasperando i cittadini, i CUP e i front office vivono quotidianamente situazioni di tensione e rabbia sociale. In questo contesto sinceramente colpisce leggere che si riducono servizi di vigilanza mentre servirebbe esattamente il contrario”.

“C’è poi un tema politico che la nota ASM non affronta: esiste o no una regia regionale su questi processi? Oppure ogni azienda sanitaria viene lasciata sola a rincorrere equilibri di bilancio attraverso tagli frammentati? Perché un piano di razionalizzazione privo di coordinamento con il Dipartimento Salute e con le altre aziende sanitarie rischia soltanto di scaricare i costi della crisi sui lavoratori e sui territori”.
“La stessa ASM introduce oggi il tema dell’internalizzazione di alcune attività grazie alle nuove assunzioni OSS. Bene. Ma allora la Regione spieghi quale sia il disegno complessivo: quali servizi verranno internalizzati, quali ridotti, quali rimodulati e con quale impatto sui lavoratori delle aziende esterne”.
“Infine resta una domanda fondamentale alla quale nessuno ha ancora risposto: se oggi si riducono i servizi di vigilanza nelle strutture esistenti, chi garantirà domani la sicurezza nelle Case di Comunità e negli Ospedali di Comunità previsti dal PNRR?”
“La Basilicata – conclude Cifarelli – ha bisogno di trasparenza, programmazione e verità. Non di operazioni semantiche nelle quali i tagli vengono semplicemente ribattezzati ‘ottimizzazioni’”.
Matera, 26 maggio 2026

ASM MATERA: “NESSUN TAGLIO AI SERVIZI ESSENZIALI, MA SOLO INTERVENTI DI RAZIONALIZZAZIONE E OTTIMIZZAZIONE DEI COSTI”
In merito alle osservazioni diffuse nelle ultime ore sulle recenti deliberazioni adottate dall’ASM di Matera, l’Azienda sanitaria precisa che gli interventi programmati rientrano in un percorso di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse, finalizzato a migliorare l’efficienza organizzativa senza ridurre in alcun modo le prestazioni e i servizi sanitari ai cittadini.
L’ASM sottolinea che non è previsto alcun licenziamento né alcuna interruzione di rapporti lavorativi con le aziende interessate dai provvedimenti.
Per quanto riguarda il servizio di vigilanza, le misure adottate riguardano esclusivamente la riduzione di prestazioni straordinarie non ritenute necessarie, mantenendo invariati i livelli di sicurezza e controllo nelle strutture sanitarie aziendali.
Relativamente ai servizi di supporto esterno, l’Azienda evidenzia che le recenti assunzioni di operatori socio-sanitari consentono oggi di svolgere internamente alcune attività precedentemente affidate all’esterno, con un conseguente contenimento dei costi e una migliore valorizzazione del personale assunto.
Il Direttore Generale Maurizio Friolo sottolinea come il percorso avviato dall’Azienda punti esclusivamente ad un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili, attraverso una revisione delle attività non strettamente necessarie e una migliore organizzazione dei servizi.
“In una fase complessa per il Sistema Sanitario – evidenzia Friolo – è importante coniugare attenzione alla spesa pubblica e capacità organizzativa, adottando misure che consentano di evitare uno spreco di risorse finanziarie dovute alla sovrapposizione di medesimi servizi, così da salvaguardare i vincoli di bilancio, senza incidere sulla qualità dei servizi e senza alcuna ricaduta occupazionale”.
L’ASM ribadisce il proprio impegno nel garantire equilibrio tra sostenibilità economica, tutela occupazionale e qualità dell’assistenza sanitaria, in una fase particolarmente delicata per l’intero sistema sanitario regionale.

Pnrr, Latronico: “risorse impegnate all’89% e lavori al 78%, la macchina non è ferma”
L’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, analizza lo stato di avanzamento del Piano: “Evitare letture parziali e semplificazioni. Distinguere tra cantieri aperti e tempi della burocrazia per la rendicontazione”.
“I dati sull’attuazione del Pnrr in Basilicata meritano una lettura seria, completa e tecnicamente corretta, evitando eccessive semplificazioni. Limitarsi a fotografare solo i progetti formalmente chiusi e il livello della spesa rendicontata, non restituisce il quadro reale dell’avanzamento complessivo del Piano”. Lo dichiara l’assessore regionale alla Salute, Politiche della Persona e Pnrr, Cosimo Latronico, intervenendo nel dibattito sullo stato di attuazione degli investimenti europei in Basilicata.
Per l’assessore Latronico occorre analizzare l’evoluzione degli interventi attraverso quattro livelli distinti: risorse impegnate, avanzamento fisico, pagamenti effettuati e completamento formale degli interventi.
Sulla base di questo schema, i dati disponibili relativi agli investimenti che hanno come soggetto attuatore la Regione Basilicata, offrono un quadro più articolato. Nel dettaglio: la media dei pagamenti sugli interventi è superiore al 51%; l’avanzamento fisico dei lavori è pari al 78,7%; le risorse finanziarie impegnate raggiungono l’89,04% del totale.
“Questi numeri dimostrano che la macchina attuativa non è affatto ferma – sottolinea Latronico – al contrario, una quota imponente di risorse è già impegnata e la gran parte degli interventi presenta un avanzamento fisico significativo. La distanza tra i lavori eseguiti, pagamenti e il completamento formale è un fenomeno che va analizzato tecnicamente. Spesso i cantieri procedono spediti prima della chiusura contabile, mentre la rendicontazione segue i tempi rigidi e i controlli serrati definiti dalle regole europee del Pnrr”.
“Un intervento non ancora completato sulla carta non è un intervento fermo – precisa l’assessore – allo stesso modo, una spesa non ancora integralmente liquidata non significa assenza di attività, ma può indicare la presenza di cantieri regolarmente in corso, stati di avanzamento da certificare, collaudi, verifiche tecniche e controlli amministrativi obbligatori”.
Sono tre gli obiettivi concreti individuati in questa fase decisiva del Pnrr: accelerare la trasformazione degli impegni in pagamenti effettivi, riducendo i tempi amministrativi; portare a chiusura gli interventi già in avanzato stato fisico, così da aumentare la quota dei progetti formalmente completati; rafforzare il monitoraggio sugli enti attuatori, distinguendo le criticità reali dai fisiologici tempi di realizzazione e rendicontazione.
“Con un avanzamento fisico delle opere pari al 78,7% e impegni di spesa vicini al 90% – conclude Latronico – il tema centrale non è l’assenza di programmazione, ma la necessità di accompagnare la fase finale del Piano con maggiore rapidità amministrativa e capacità di rendicontazione. Il giudizio sul Pnrr deve fondarsi sul rigore tecnico e su tutti gli indicatori combinati, non su una selezione parziale dei dati. Regione, enti locali e soggetti attuatori continueranno a lavorare per trasformare questi impegni in opere concluse e servizi immediatamente disponibili per i cittadini, le imprese e i nostri territori”.

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