Questione datata…Le nozze con i fichi secchi, come riporta un antico adagio, si possono anche fare ma alla fine i convitati si alzano da tavola a digiuno e le proteste sono inevitabili. Ancora una volta la Uil Funzione pubblica di Basilicata interviene sulla questione della organizzazione e degli organici del servizio di emergenza e urgenza del 118, citando le ”ultime” che hanno coinvolto medici e unità del Materano. Una situazione che, alla fine, si ripercuote negativamente sull’efficacia e l’efficienza del servizio, in relazione alle peculiarità di un territorio che a causa della precarietà viaria ha bisogno di certezze e razionalità. Da qui, come riporta la nota, la richiesta di un confronto leale sulle cose da fare, con buon senso e responsabilità. Cominciando da due punti…UilFpl sanità, intanto, resta con le sirene accese.

LA NOTA DEL SINDACATO

Uil Fpl: Medici del 118 del materano sballottati come pacchi postali per fare fronte a scelte non coerenti con il sistema di emergenza territoriale
A quanto pare le istanze dei lavoratori non interessano a nessuno, almeno fino a quando non decideranno di abbandonare il 118, come hanno fatto in molti, nel recente periodo. I medici del 118 dell’area materana più volte hanno denunciato i loro disagi che producono malcontento e discrasie fra tutto il personale, prevalentemente assegnato alle ambulanze medicalizzate di Grassano e Matera. Nonostante le ripetute note sindacali ed una diffida legale, assistiamo tuttora a scelte irrazionali a danno di professionalità che quasi certamente, se le cose non dovessero migliorare, decideranno di dimettersi per ritornare in guardia medica.

Le rivendicazioni sono due:

1. fermo restante la disponibilità dei medici a garantire il servizio su entrambe le PTS, si chiede l’assegnazione prevalente ad una sola sede, così come il resto del personale medico del 118, e non su due sedi (PTS Grassano/Matera), come attualmente succede. La preoccupazione è che con l’arrivo di nuovi medici, i veterani rischierebbero di non poter rivendicar il diritto dell’anzianità di servizio maturata nella sede di Matera, rimanendo quindi costretti a ruotare anche a pieno regime di personale.
2. assegnazione di nuovi medici ai PPI e non alle PTS, nonostante queste ultime assicurerebbero il medico ad un territorio più ampio e non soltanto ad un’area abitativa circoscritta. Questa scelta, per giunta incoerente con le esigenze del sistema di emergenza territoriale, si riverbera sul personale medico assegnato alle PTS di Grassano e Stigliano, essendo costretto ad intervenire su di un’area decisamente più vasta con modalità per nulla rispettose e garantiste di una professione che dovrebbe essere maggiormente tutelata alla luce delle drammatiche carenze di personale.
Non chiedono molto, poche cose che garantirebbero loro di lavorare più serenamente con una distribuzione dei carichi di lavoro maggiormente omogenea.
A tal proposito, visto che ad oggi nulla è stato fatto, chiediamo l’intervento dell’Assessorato al fine di affrontare le rimostranze dei lavoratori.