HomeSalute & BenessereSud e Sanità. A Grassano forum con le esperienze di 3 regioni

Sud e Sanità. A Grassano forum con le esperienze di 3 regioni

Fare rete, magari risparmiando risorse, evitando sovrapposizioni, doppioni per contenere, per quanto possibile, l’emigrazione sanitaria verso i presidi del Centro Nord, dopo un confronto con quanto si è fatto o si farà in regioni contermini come Campania, Puglia e Basilicata, naturalmente, dove spesso si rivolgono concittadine e concittadini delle province di Potenza e Matera. E l’occasione per parlarne,aldilà delle peculiarità e delle risorse delle tre regioni, verrà da una interessante iniziativa che si terrà a Grassano ( Matera) sul tema ” La sanità nel Mezzogiorno, analisi e prospettive. Esperienze a confronto Campania-Basilicata-Puglia) con la partecipazione di amministratori locali ed esperti. Una iniziativa promossa dal Comune di Grassano, con l’apporto di Provincia di Matera, Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno e delle aree interne e Federazione associazioni civiche del Sud.

A fare gli onori di casa, il sindaco Filippo Luberto, che nel recepente passato ha denunciato e protestato carenze e limite dell’offerta sanitaria del territorio, in relazione a mobilità, carenze di organici e via elencando verso una comunità costituita da anziani e categorie fragili.Servono risposte concrete per garantire servizi minimi ed efficaci. La bacchetta magica non c’è e né c’è da fare molte illusione sui ritorni del Pnrr salute, tra strutture da realizzare e completare e organici di personale medico e tecnico che è il tallone d’Achille della sanità pubblica del Belpaese. Si pagano tagli ed errori di programmazione del passato che hanno favorito e non poco quella privata, che non è gratuita. E qui ritorna l’aspetto sociale del diritto alla salute previsto dalla Costituzione. Come ne usciamo, aldilà dei piani sanitari(Basilicata) che non prevedono ”interventi” riorganizzativi sulle strutture sanitarie. E qui il ruolo della politica è fondamentale. Il Governo ha più volte richiamato al senso di responsabilità quelle regioni che ”drogano” i dati pur di andare avanti. Razionalizzare la spesa per evitare sprechi e doppioni anche nella formazione. La giovane facoltà di Medicina in Basilicata, a numero chiuso, se rapportata con esperienza e organizzazione di quelle di Napoli e Bari è di corto respiro. Quanti laureandi, che andranno a specializzarsi fuori regione, torneranno in una Basilicata e in un Sud dalla emigrazione giovanile (e non solo) che non conosce pause? E ritorniamo alla domanda iniziale : diritto alla salute e servizi di base efficienti. Tre regioni al confronto e che, magari, potranno essere d’esempio anche altre che procedono in ordine sparso favorendo quella emigrazione sanitaria extraregionale. Attendiamo dal confronto di Grassano proposte,riflessioni, mea culpa, e buone pratiche da proporre al ministro della Sanità Orazo Schillaci.

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