L’associazione volontari donatori di sangue, l’Avis di Matera, e una compagnia assicuratrice materana, la Corazza di nome e di fatto, legate al doppio filo della solidarietà, della salute e della sicurezza, come abbiamo avuto modo di parlare in altri servizi, con una convenzione per i soci donatori che consente di guardare e programmare il futuro con un screening (è il caso di dire) minuzioso sugli aspetti previdenziali. E per rafforzare questo percorso comune, che potrebbe fare scuola in città, è partito un finesettimana all’insegna delle donazioni di sangue che si concluderà domani, domenica 10 ottobre. Sono 60 le prenotazioni raccolte con una APP messa a punto dalla compagnia assicuratrice, che sarà donata all’Avis per gestire al meglio i contatti con i donatori. E ne abbiamo avuto prova dell’interesse suscitato da un ”week end solidale” con la perfetta organizzazione dell’evento.

Automemoteca parcheggiata in via Cappelluti e operativa con il personale, i volontari e la dirigenza dell’Avis, a cominciare dai dinamici Pino Loperfido e Vito Cilla. Accoglienza e controlli negli uffici della Compagnia, con un itinerario in sicurezza (nel pieno rispetto delle norme anticovid).

E, allo stesso tempo, tematico in collaborazione con l’Associazione ”Maria Santissima della Bruna” e con le statue di cartapesta del carro trionfale. Un segno di ripresa e di attaccamento alla Città e ai suoi valori che il fondatore della compagnia Michele Corazza ha avuto modo di dimostrare con il restauro, a proprie spese, delle edicole votive di vico Case Nuove. All’arco di via Ridola, come è nella denominazione locale, laddove il 2 luglio sosta il quadro della Madonna della Bruna per la processione dei Pastori. E qui Michele, da 38 anni sulla breccia .., auspica che altri possano seguire il suo esempio per atti di solidarietà e di attenzione verso il patrimonio culturale e religioso della Città che va salvato dall’oblio. Principi e filosofia di vita che ha trasferito da buon padre e da imprenditore ai figli Giorgio e Annalisa che ne hanno raccolto l’eredità, con la competenza e l’umiltà che gli ha trasmesso. ”I giovani – commenta Michele Corazza- sono il futuro di Matera, un investimento che dobbiamo incentivare e favorire insieme alla difesa dei valori identitari e millenari della nostra città”. Un invito a donare, nel senso pieno del termine.