Regioni dallo stesso colore politico ma con una situazione comune, con storie e condizioni diverse: un sistema sanitario che fa acqua, largamente inferiore alle attese e con una migrazione sanitaria (sopratutto in Basilicata e in provincia di Matera in particolare) che è fallimentare e paradossale. Sopratutto dopo la stagione ancora in corso della pandemia da virus a corona e varianti. Forzature ed ed enunciazioni senza guardare in faccia la realtà, ascoltare cittadini, associazioni, operatori sanitari finiranno con l’affossare tutto o quasi. Il Sistema sanitario pubblico va, invece, rilanciato. C’è il Piano nazionale di ripresa e resilienza ”panacea ” per risolvere problemi vecchi e nuovi. Ma servono chiarezza e concretezza. La denuncia di Aiea sul piano Moratti Fontana e di cittadini, associazioni, consiglieri su tutto quello che non va dopo che l’ospedale Miulli di Acquaviva (Bari), punto di riferimento per tanti materani,
https://giornalemio.it/cronaca/dal-15-novembre-il-miulli-dice-stop-a-pazienti-fuori-regione-a-meno-che-emiliano/ , a seguito del depotenziamento del ”Madonna delle Grazie” è emblematico di cosa fare e non fare per dare risposte ai cittadini. La sanità pubblica non si tocca. Anzi, va potenziata…E il ministro della salute Roberto Speranza che dice, che fa? Va bene così come canta Vasco Rossi?

Riforma sanitaria Moratti-Fontana: un fiume di soldi per la sanità privata e un
fiume di code per liste d’attesa
COMUNICATO STAMPA
Iniziato il dibattito in Consiglio Regionale, le 57 associazioni del Coordinamento Lombardo per il Diritto
alla Salute:“In gioco la salvezza del servizio sanitario pubblico e il diritto alla salute dei cittadini:
scenderemo in campo contro l’ulteriore deriva della riforma Moratti-Fontana”
Milano, 12.11.2021 “Hanno fatto un deserto della sanità pubblica, sulla pelle dei cittadini, e l’hanno
chiamata parità pubblico/privato e libera scelta”, ha dichiarato Marco Caldiroli, Presidente di Medicina
Democratica, anche a nome delle associazioni lombarde che hanno manifestato il 23 ottobre in piazza
Duomo per il rilancio della sanità pubblica e territoriale. “E’ cominciato in Consiglio regionale il dibattito
per l’approvazione della non-riforma della sanità lombarda, la direzione non cambia, anzi approfittano del
PNRR per foraggiare ancora il privato, con gravi conseguenze per il diritto alla salute soprattutto per le fasce
più deboli, così come l’emergenza pandemica ha dimostrato con i suoi 35.000 morti anche per le gravi
inefficienze del servizio sanitario”. Il Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute, con le 57
organizzazioni aderenti, lancia un appello ai cittadini per partecipare ad una manifestazione di protesta in
concomitanza della discussione consigliare, con modalità che saranno definite a breve.
La Lombardia ha scelto un servizio sanitario ospedalocentrico, ha svuotato i territori di servizi e
professionalità. Il risultato è l’utilizzo improprio dei pronto-soccorsi e tempi di attesa lunghissimi per chi non
può pagare le prestazioni private. Il top si è toccato con la pandemia su cui il privato ha lucrato, proponendo
tamponi e ”pacchetti” di visite domiciliari fino a 450 euro a cittadini “rinchiusi” in casa, nella inutile attesa
del servizio pubblico.
Dal 1997 sono stati cancellati 22.239 posti letti nelle strutture pubbliche, mentre in quelle private sono
aumentati di 2.553 o trasformati in altre forme di assistenza. Il privato (2017) copre il 54,3 % degli acquisti
di servizi sanitari e si è “mangiato” il 62 % degli investimenti strutturali della regione. Gli operatori sanitari
pubblici sono diminuiti di 11.768 unità dal 1997 al 2017 con un – 11,9 %, mentre la media italiana è stata
del -7,3 %. C’è una grave carenza di medici di base e nei prossimi 5 anni ne mancheranno 4.167 per
pensionamento, ma per l’assessora Moratti è soltanto una “percezione” o un problema “organizzativo”,
causato dagli stessi medici. Non c’è stata programmazione, né concreti obiettivi di miglioramento della salute
pubblica ma solo di incremento di fatturato per i privati.

“Di fronte a tale sfacelo la Giunta regionale ripropone ancora lo sbilanciamento verso il privato anche per le
case e degli ospedali di comunità previsti dal PNRR”, sottolinea Angelo Barbato del Forum Nazionale per il
Diritto alla Salute. “Come indicato nel documento condiviso da 57 associazioni e dalle opposizioni regionali,
proponiamo ben altri obiettivi: un forte governo pubblico della sanità, basato su una chiara programmazione;
la medicina territoriale organizzata con bacini d’utenza limitati, per rispondere in modo mirato ai problemi di
salute dando priorità alla prevenzione della malattia anche attraverso la partecipazione della cittadinanza.
“Le Case e gli Ospedali di Comunità devono essere esclusivamente pubblici affinché siano perseguiti
risultati reali di salute e non utili economici. Le liste d’attesa devono essere trasparenti e il loro
contenimento deve essere un obiettivo primario. Eliminare la libera professione all’interno delle strutture
pubbliche. Le RSA devono essere parte del servizio sanitario nazionale e va ritirata la richiesta di autonomia
differenziata.” Per info. Carmìna Conte cell. 393 137 7616.