L’assessore regionale alla Sanità della Regione Basilicata, Rocco Leone, è noto per dire sempre quello che pensa e senza peli sulla lingua. Il commento, amaro, su ritardi e inadempienze della sanità lucana circa i livelli essenziali di assistenza,è una conferma del fallimento di certa politica clientelare che ha varato riforme di autoconsumo e di accentramento, penalizzando territori, ospedali, personale medico e della filiera sanitaria e, sopratutto, i cittadini che hanno poca fiducia nell’offerta dei servizi territoriali. Non ci meravigliamo più di tanto se si continua nelle emigrazione o a rivolgersi a strutture private. Ma, caro assessore, non può essere solo ”Pantalone” a pagare. Se si è arrivati alla sua amara constatazione significa che ci sono delle responsabilità pregresse e in itinere. E allora le individui e le denunci, rimuovendo inadempienze che ci hanno fatto conquistare un altro triste primato, condiviso con altre quattro regioni.Magra consolazione. Serve un forte segnale di discontinuità. Il malato, la Sanità lucana, ha bisogno di scelte coraggiose, impopolari solo verso quanti sono abituati a gestire posizioni consolidate a servizio di certa politica mediocre e autoreferenziale.

LA NOTA DELLA REGIONE BASILICATA

Sanità, Leone su Lea e Piano nazionale cronicità

“La Basilicata nel 2018 non ha garantito i Livelli essenziali di assistenza (Lea) ed è tra le quattro regioni italiane che, a distanza di tre anni dalla sua approvazione, non hanno ancora recepito il Piano nazionale cronicità, finalizzato a migliorare l’assistenza alle persone con particolari patologie”.

Lo dichiara l’assessore alla Salute e Politiche sociali della Regione Basilicata, Rocco Leone, commentando i dati dell’Osservatorio civico sul Federalismo in Sanità, presentati oggi a Roma da Cittadinanzattiva.

“Faccio rilavare queste criticità – aggiunge Leone – per fotografare lo stato di salute in cui versa il sistema sanitario che abbiamo ereditato, ma anche per richiamare tutti i soggetti istituzionali in campo, opposizione compresa, a una comune azione di responsabilità per rilanciare il comparto nell’interesse esclusivo dei cittadini, abbandonando la logica dei campanili e la difesa delle rendite di posizione”.