Abbiamo il regolamento sul benessere animale, dopo che il consiglio comunale di Matera lo ha approvato a valle di un lungo dibattito,  ma a quanto pare è destinato a restare per gran parte inapplicato perché non ci sono risorse, volontà e cultura giusta per passare dalle enunciazioni ai fatti  e contribuire a migliorare quella dimensione del decoro urbano, che comprende certe cose ma ne lascia inattuate altre.

E cosi si sprecano lamentele, post di turisti che segnalano il mancato monitoraggio delle inosservanze sul randagismo e sulle deiezioni canine in centro o nelle aree di alcuni parchi, delimitate come  sguinzagliamento, e con tanto di cartelli di divieti e avvertenze, puntualmente disattesi perché nessuno controlla nessuno.

 Gli esempi negativi non mancano . Nel parco di via IV Novembre, per esempio, i bambini e quanti fanno jogging non possono circolare perché c’è sempre qualche incosciente che libera cani di grossa taglia  per farli ‘’socializzare’’ con la natura. E  in piazza Vittorio Veneto accade la stessa cosa, mettendo a rischio la salute di cardiopatici, anziani e mamme con carrozzine.  Davanti alla scuola elementare ‘’G. Marconi’’, ma la situazione è uguale dove ci sono  edifici scolastici e istituti con giardini e marciapiedi, le imprecazioni dei cittadini si sprecano perché i piccoli studenti finiscono con il calpestare gli escrementi  portando le impronte a scuola o viceversa dal marciapiede in auto.

Informazione, prevenzione, sanzioni? Nemmeno l’ombra nonostante la massima maoista del “Punirne uno per educarne 100!’’. Non conviene? Non si vuole.  Non si puo’…ne più nemmeno come il servizio di rimozione forzata a chiamata, per rimuovere gli ostacoli di auto e moto parcheggiate male nei pressi degli incroci.

E questo è un altro pessimo biglietto da visita per una città turistica meta di un continuo transito di bus turistici. Soluzioni, proposte? Giriamo le doglianze e all’attuazione al futuro assessore al decoro e alla mobilità urbana, che dovrà fare i conti con le opportunità, le politiche di indirizzo e le risorse umane e finanziarie per passare dalle parole ai fatti.  Si partirà dal “Regolamento’’ che finirà negli open data della galassia 2.0.

Sull’argomento interviene il battagliero consigliere Angelo Cotugno (Pd), che  ricorda in una nota come ci siano voluti quasi quattro anni, tre assessori, 14 riunioni di commissione consiliare e 3 ore di consiglio per deliberare un regolamento composto di 58 articoli. ‘’Finalmente –commenta- ora abbiamo delle regole, un riferimento  che recepisce le norme nazionali, quelle regionali e sancisce alcuni importanti principi che dovrebbero regolare e migliorare la convivenza uomo-animale. L’inserimento all’interno del regolamento della PET-THERAPY (art.21) qualifica in modo positivo lo strumento che è stato approvato.  Si riconosce in questo modo la validità di alcune forme di cura che utilizzano la relazione con gli animali e soprattutto i benefici che le comunità possono trarre da una sana convivenza con gli animali. Allo stesso modo viene riconosciuto con l’articolo 5 il ruolo delle associazioni che si occupano della relazione e della convivenza con gli animali.

 Con queste l’amministrazione dovrà costruire e consolidare un rapporto di stretta collaborazion. Il dibattito in consiglio –osserva ancora Cotugno- è stato lungo ed articolato a volte anche eccessivo, in particolare quando ci si è soffermati sulle singole parole. La complessa articolazione che ha portato alla approvazione dello strumento regolatore cozza però con l’assenza di un piano di gestione delle regole che sono state scritte e con la mancanza di politiche che dovrebbero anche in questo caso fare in modo che si passi dalle parole ai fatti.  E veniamo alle note dolenti. Gli uffici comunali non sono organizzati per gestire il regolamento, manca il personale e manca il raccordo tra il “servizio benessere animale” e gli altri servizi. Mancano vere aree di sguinzagliamento, quelle esistenti sono poco più che recinti. Alle estemporanee ordinanze sulle deiezioni canine non seguono azioni concrete di educazione, controllo, repressione e pulizia. Pur avendo positivamente gestito il fenomeno del randagismo, a Matera quasi inesistente, si avverte la carenza dei controlli nelle campagne dalle quali provengono ancora animali abbandonati. Il servizio di gestione dei canili municipali è stato esternalizzato ma nonostante l’affidamento sia in proroga, non è ancora stato predisposto il bando e soprattutto gli indirizzi per la gestione.”

 Fin qui Cotugno, che da possessore di cane e vincitore di un paio di edizione di un  concorso canino per la sezione ‘’ Tale e quale’’, mette a nudo alcune pecche della macchina amministrativa chiedendone il rafforzamento per far crescere meglio la nostra comunità.

Moltissime famiglie materane – commenta ancora- hanno un animale con loro o sarebbe meglio dire in famiglia, il benessere animale quindi o ancora meglio la convivenza uomo-animale è di fatto uno degli elementi che ci deve appartenere”.  Il suo cane, un pastore australiano di nome Dafne, annuisce e sembra fare il verso alla nota canzone di Francesco De Gregori ‘’Quattro cani per strada…il primo è un cane da guerra e nella bocca ossi non ha…’’.

E ce n’è un quinto  che è  di razza  maremmana, dai denti affilati, di quelli dal pelo candido e villoso che scortano le nostre greggi, protetti da  un collare borchiato per evitare gli assalti dei lupi. Regolamento anche per lui ‘’abitante culturale animale’’ del comprensorio cittadino e murgiano?  Cotugno sfoglia il regolamento e si rifugia nel silenzio assenso…