Lo avevamo riportato con tagli diversi ma improntati alla correta informazione di chiamare le cose per quello che sono, per quelle che rappresentano, il ruolo che hanno e svolgono e i risultati ottenuti-con esperienze diverse- a Matera e a Policoro. E così i medici del Dipartimento di salute mentale di Matera, dopo quanto ascoltato dalle dichiarazioni istituzionali ( Regione Basilicata e Asm) e politiche di varia estrazione, sensibilità, ma anche strumentalizzazione invitano a ragionare con calma, mettendo da parte scontri politici, campanilismo e strumentalizzazione, affinchè i cittadini sappiano come stanno le cose e cosa rischiano se si fanno passi azzardati o ”cazzate” madornali che finirebbero con il compromettere una situazione affrontata con leggerezza (usiamo un eufemismo) ma senza il dovuto senso di responsabilità. La salute, in generale della sanità materana, e quella psichiatrica in questo caso vanno affrontate con un mimino di responsabilità e riflessione. Chissà cosa ne penserebbe, in questo manicomio…, il dottor Franco Basaglia che diede il via 40 anni fa a quel percorso di riforma per la chiusura degli ospedali psichiatrici. E che trovò, proprio a Matera terreno fertile per svilupparsi. Una esperienza unica al Sud, in Basilicata, che fece scuola. Ma ora non chiudetela…

COMUNICATO
MEDICI
DSM–‐MATERA
NE’ SCONTRO POLITICO NE’ CAMPANILISMO
EVITIAMO STRUMENTALIZZAZIONI… MA I CITTADINI DEVONO SAPERE.
Le dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dalla Direzione Generale ASM e dall’Assessore
Regionale dott. Rocco Luigi Leone, pur avendo lo scopo di rassicurare i cittadini circa la
chiusura temporanea, dal 1° luglio, del servizio psichiatrico ospedaliero di Matera (SPDC),
rischiano di mettere in cattiva luce l’attività dei medici che operano nel servizio di Matera.
In particolare nel comunicato di venerdì 21 scorso la Direzione Aziendale assicura che
saranno potenziate le attività territoriali e motiva la chiusura del SPDC di Matera
affermando che i dati di attività del servizio di Policoro “mostrano differenze significative
nel numero dei ricoveri e dei trattamenti sanitari obbligatori (TSO), nettamente superiore
nel polo di Policoro… nonostante il numero dei medici sia superiore a Matera”.
Il giorno successivo l’assessore Leone in un’intervista a TRM, invocando addirittura
Basaglia, fa allusioni sia sul fatto che negli anni scorsi “ci sarebbe stato un interesse
personale a rimanere in pochi”, sia sul dato che “quasi il 50% dei medici che lavorano a
Matera presenta limitazioni che non ne consentono la turnazione notturna”.
Sentiamo il dovere di prendere la parola per informare i cittadini, tutti quelli della Provincia
di Matera, sul nostro punto di vista: se ne facciano loro un’opinione.
1. I medici mancano a Policoro e non a Matera, e questo è un problema storico che
nel recente passato ha riguardato anche Matera.
2. I medici di Matera (anche quelli con l’esonero dalla turnazione notturna) sono
impegnati sia nelle attività territoriali del Centro Salute Mentale (CSM), sia in quelle
ospedaliere (SPDC), in una équipe unica e secondo un modello di gestione,
questo si Basagliano, affermatosi da tempo nella storia della salute mentale
nazionale.
In particolare dal CSM vengono gestite le attività ambulatoriali e domiciliari della
sede di Matera, dei punti ambulatoriali dei comuni (Bernalda, Tricarico, Grassano,
Montescaglioso, Ferrandina, Miglionico, Pomarico), l’attività ambulatoriale e di
équipe presso la Casa Circondariale, la gestione del Centro Integrato Polivalente di
Serra Rifusa e le attività di équipe presso le 5 strutture residenziali del territorio.
In ospedale, oltre i ricoveri ordinari e urgenti (TSO) e in Day Hospital, vengono
effettuate le consulenze presso il Pronto Soccorso e le consulenze intraospedaliere,
secondo turni giornalieri e di reperibilità notturna e festiva, turni in cui sono coinvolti
tutti i medici, anche quelli esenti dalle turnazioni notturne a norma di legge.
Presso la sede ospedaliera è attivo, inoltre, il Centro per i Disturbi del
Comportamento Alimentare.
3. I RICOVERI. La Direzione Generale ha motivato la scelta di chiudere il servizio
ospedaliero di Matera perché a Policoro ci sono più ricoveri (e più TSO).
E’ questa una questione di sostanza che bisogna chiarire subito.
Non per polemizzare, ma un basso numero di ricoveri e di TSO è indicatore di buon
funzionamento, soprattutto se si tiene conto che il bacino di utenza di Matera è di
gran lunga superiore, in termini di popolazione, rispetto a quello di Policoro e che
su Matera gravitano le richieste provenienti dalla vicina Puglia (almeno altri 150.000
abitanti). In sostanza, si cerca di ricoverare il meno possibile attraverso le attività di
consulenza presso il Pronto Soccorso (oltre 400 nel 2018) e le attività territoriali.
Questo dato dovrebbe rappresentare un risparmio per l’azienda in termini
economici, oltre che un buon indicatore di Salute Mentale.
4. SE PARLIAMO DI DATI PARLIAMO DI INDICATORI E NON DI PRESTAZIONI.
La SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica) ne individua tre per l’attività
ospedaliera (basso tasso di ospedalizzazione, meno ricoveri in TSO, basso numero
di riammissioni) e tre per l’attività territoriale (numero nuovi casi presi in cura,
numero di prestazioni per utente, continuità assistenziale tra ospedale/residenzialità
e territorio).
Fino ad oggi è stato possibile garantire questi risultati con l’applicazione del modello
dipartimentale sopra citato, anche in carenza di organico.
Dispiace dover fare tali precisazioni di carattere tecnico, ma sono aspetti di cui deve
essere messo al corrente ogni cittadino. Dispiace anche per le difficoltà che vive il
servizio di Policoro, che ha sempre dovuto fare i conti con la scarsità di risorse,
soprattutto di psichiatri. Del resto proprio il Direttore del DSM, dott. Domenico
Guarino, nella nota dell’11 giugno scorso ha proposto la chiusura del reparto di
Policoro per carenza di organico.
EVITIAMO INUTILI STRUMENTALIZZAZIONI E NON ALIMENTIAMO PREGIUDIZI
NEI CONFRONTI DEI “MEDICI CHE NON LAVORANO E CHE NON
RICOVERANO”.
LA CHIUSURA DEL SPDC DI MATERA COMPORTERÀ, INEVITABILMENTE,
FORTI RIPERCUSSIONI SULL’ATTIVITÀ TERRITORIALE E SULLA GESTIONE
DELLE URGENZE DI PRONTO SOCCORSO NEL PRESIDIO OSPEDALIERO DI
MATERA.