Paradossale a Matera l’esperienza ultratrentennale della legge 180 sulla riforma dei manicomi, con tutto quello che di positivo è stato fatto per superare la realtà manicomiale, rischia di finire nell’insipienza e nei fallimenti delle cronache di oggi. Qualcuno si meraviglierà sulla situazione davvero paradossale, ma annunciata, che sta interessando periodicamente la Sanità della Basilicata che sta scontando le deleterie politiche di accentramento avviate in passato, ma senza tener conto della qualità, dei programmi, degli organici e delle esigenze del territorio.

E i nodi vengono al pettine, con la peculiarità tutta politica (naturalmente) cominciata con il programma di fusione delle aziende sanitaria 4 di Matera e 5 di Montalbano, che ha portato via via a non pochi disagi e a un livellamento in basso dei servizi come abbiamo riscontrato e segnalato- anche con note di sindaci, sindacati e operatori in passato. E quando si stringe il limone le cose non possono che peggiorare, con l’altro sciagurato progetto di accentramento regionale e con tutti i posizionamenti da compromesso politico che sappiamo- ed evidenziato anche da inchieste giudiziarie, oltre che nelle basse strategie dei passati governi di centrosinistra.

A questo si aggiunge la crisi di organico del personale medico che riguarda il BelPaese, accresciuto dalle offerte vantaggiose che vengono dall’Estero e dai pensionamenti della quota 100. Una crisi strisciante. E preoccupa, come leggerete nella nota dell’assessore alla Sanità Rocco Leone, il diniego di personale medico a venire a lavorare da noi.

Era già accaduto per il personale di pronto soccorso, nonostante vari tentativi, dell’ex direttore generale della Asm Pietro Quinto. Siamo in un vicolo cieco o quasi. Roba da matti. Verrebbe da dire. Interventi dappertutto. Mozione anche dal consigliere del Pd Luca Braia e da Luigi Acito (Forza Italia) che invita a dare il tempo all’assessore alla Sanità, per affrontare il toro per le corna…

Servono scelte razionali, guardando in faccia la realtà. A qualcuno andrebbe riservato un TSR, un trattamento sanitario a ritroso per tutti i danni che ha portato alla sanità lucana. Se la migrazione continua. Significa che le politiche di accentramento della spesa e delle funzioni non pagano e sono fallimentari. A rimetterci è la gente di Basilicata, delusa, che si cura sempre di meno come accade per le fasce deboli e anziani. Mentre chi può si rivolge a strutture di fuori regione. Comprese le faccetoste di sempre, che quando hanno un problema non esitano a rivolgersi a strutture sanitarie specializzate e attrezzate del centro nord.

Alla faccia dei fessi, si dice dalle nostre parti… Quando si vota. Ricordatelo. Serve a non sbagliare.

Leone su servizio psichiatrico negli ospedali di Matera e Policoro

“A determinare questa situazione emergenziale sul servizio psichiatrico di diagnosi e cura negli ospedali di Matera e Policoro, hanno concorso la mancanza di programmazione del precedente governo regionale e i tagli al personale effettuati in passato”.

È quanto dichiara l’assessore alla Salute e Politiche sociali della Regione Basilicata, Rocco Leone, commentando le affermazioni di alcuni rappresentanti politici sul  provvedimento adottato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria di Matera che prevede per un periodo di 6 mesi lo spostamento del servizio psichiatrico di diagnosi e cura  dall’Ospedale Madonna delle Grazie a quello di Policoro.

“Per sopperire alla carenza di personale e garantire la reperibilità dei medici, l’Azienda materana – ha aggiunto Leone – si è rivolta a tutte le strutture sanitarie lucane e ad altre situate fuori regione, ma al momento non sono state registrate disponibilità. Inevitabile, a questo punto, è stata la soluzione temporanea individuata dal direttore generale che prevede lo spostamento del servizio psichiatrico da Matera, dove è assicurato da una Unità operativa semplice, all’Ospedale Papa Giovanni Paolo II di Policoro, dove invece è espletato all’interno di una Unità operativa complessa.

Sto seguendo in prima persona la vicenda, le cui cause vanno ricercate in un lacunoso piano sanitario, e posso garantire ai pazienti con problemi di salute di natura psichiatrica e ai loro familiari che il nuovo governo regionale intende potenziare anche in questo ambito l’Ospedale di Matera per offrire un servizio in grado di salvaguardare la dignità delle perone che affrontano situazioni spesso drammatiche. La psichiatria, dopo la gestione di questa fase emergenziale, tornerà a Matera.

Non credo renda onore ai rappresentanti politici che ci hanno lasciato in eredità questa e altre problematiche, il fatto di strumentalizzare la questione. Con la salute dei cittadini non si dovrebbe scherzare. La nuova programmazione regionale metterà l’Ospedale ‘Madonna delle Grazie’ nella condizione di valorizzare le eccellenze che operano in quel presidio e di diventare realmente un fiore all’occhiello della nostra sanità”.

Enzo Acito sulla vicenda che riguarda il servizio di psichiatria all’ospedale di Matera.

L’assessore Leone ha il difficilissimo compito di razionalizzare un sistema sanitario che ha comportato, negli anni scorsi, una notevole emigrazione sanitaria, indice di un sistema che non ha funzionato, con una spesa pubblica sproporzionata rispetto ai risulti raggiunti.
Il nuovo piano regionale della Salute e dei Servizi alla Persona, frutto di questo lavoro di razionalizzazione, dovrà necessariamente tener conto delle esigenze e della salute dei cittadini e sarà un documento aperto al confronto in Consiglio Regionale, con le forze sociali, sindacali e professionali e con tutti i territori, per definire i contenuti specifici delle azioni da intraprendere.
Solo allora si avranno gli elementi per valutarlo ed, eventualmente a seguito del confronto pubblico, di emendarlo; ogni valutazione precedente assume il netto contorno della demagogia e della strumentalizzazione politica, specie se i censori sono gli stessi responsabili, direttamente o come componenti della classe politica dominante negli ultimi 25 anni, che hanno provocato le macerie in cui si trova il sistema Basilicata, non solo sotto il profilo sanitario.

Ufficio Stampa e Comunicazione
Giunta Regionale Basilicata

Braia (AB): presentata mozione per evitare chiusura Servizio Psichiatrico Matera

“Basta decisioni irrazionali che penalizzano la comunità e umiliano professioni e territori. Basta decisioni unilaterali che appaiono anche immotivate ed ingiustificate. Si eviti assolutamente la chiusura del servizio psichiatrico di Matera.”

Lo rende noto il Consigliere Regionale di Avanti Basilicata, Luca Braia.

“Non é possibile che, con una semplice nota, – prosegue il Consigliere Braia – che non contiene alcuna valutazione di merito, supportata dalla benché minima analisi oggettiva delle quantità delle funzioni svolte e dei contesti dove essi di determinano, anche contrarie alle proposte avanzate dai dirigenti medici interessati, si possa mettere in fibrillazione e umiliare un comparto.

L’Assessore Leone e il presidente Bardi intervengano immediatamente per ottenere, ad opera del DG, la sospensione del provvedimento che modifica, seppur temporaneamente, l’Atto Aziendale deliberato dalla Regione Basilicata nel maggio 2015.

Alla luce di tale nota con cui il Direttore Generale dell’ASM Dott. Joseph Polimeni ha ordinato, a partire dal primo luglio, la centralizzazione temporanea per tutta l’azienda delle attività del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura presso l’ospedale di Policoro, disattivando in via transitoria, le attività di servizio psichiatrico a Matera, con i colleghi consiglieri Cifarelli, Pittella e Polese abbiamo presentato una mozione, al fine di evitare la chiusura dello stesso.

Si ricerchino, piuttosto, soluzioni alternative e si eviti la chiusura del S.P.D.C. di Matera. Reputiamo urgente che si relazioni in dettaglio, in Consiglio o nella Commissione competente, in merito a tutte le valutazioni oggettive che potranno anche portare a soluzioni differenti o alla conferma eventuale di chiusura del presidio materano.

Al fine di evitare il susseguirsi di altre “centralizzazioni” che pare possano riguardare altri reparti in sofferenza di personale medico, paramedico e infermieristico, il Governo Regionale dovrebbe provvedere ad effettuare immediatamente la definizione dei budget assunzionali da assegnare alle aziende sanitarie per avviare le procedure di assunzione e garantire i servizi.

Il presidio ospedaliero di Matera “Madonna delle Grazie”, DEA di primo livello, non può, a nostro avviso, rimanere sprovvisto di tale importante servizio, vi afferisce un bacino di utenti che supera i 125.000 abitanti e nel 2019 abbiamo un aumento esponenziale di turisti e una ancora maggiore affluenza. Oltre 550 le consulenze in ospedale con la stragrande maggioranza in pronto soccorso e nel 2019, ad oggi, sono già 230. Numerosi sono i ricoveri provenienti anche dalla vicina Puglia.

Le motivazioni presenti nella nota del DG Polimeni – conclude Braia – appaiono assolutamente inadeguate ed insufficienti, soprattutto perché prive di ogni tipo di dati e/o valutazione funzionale, in grado di evidenziare le quantità ed i contesti del servizio offerto alla comunità della provincia di Matera tutta. La eventuale decisione di chiusura di uno dei due presidi dovrebbe tenere conto, di numerosi aspetti che evidenziamo ed elenchiamo nella nostra mozione, e sfuggire a logiche che appaiono sterili, campanilistiche e quindi pericolose.”