Si comincia dal 2 gennaio 2021 con i primi vaccinati a Matera tra il personale dell’Azienda sanitaria locale per immunizzarsi dal coronavirus covid 19. Sono infatti giunte le prime 195 dosi di vaccino Pfizer-Biontech, una parte delle 4500 destinate alla Basilicata. Il vaccino, ricordiamo, è su base volontaria e in questa fase – come disposto in sede ministeriale- riguarderà, medici, infermieri e altre figure impegnate in prima linea nell’Ospedale Madonna delle Grazie e sul territorio e nella Asm, guidata dal direttore generale facente funzione Gaetano Annese.

Vaccinazioni che coinvolgeranno via via altre fasce della popolazione impegnate in prima linea ( es forze dell’ordine, protezione civile) o particolarmente a rischio come gli ospiti delle residenze per anziani. Toccherà poi alle diverse fasce di età come riporta il sito del Ministero della Sanità e delle Regioni per informare correttamente sulla campagna vaccinale. E con il covid, piaccia o no, dovremo fare i conti anche nei mesi a venire anche in relazione alla crisi economica che sta fiaccando il sistema produttivo nazionale e internazionale. Servono coerenza, trasparenza, senso di responsabilità e allarmismi spesso strumentali che hanno accompagnato (è un dato oggettivo) l’attesa (legittima) e il lancio dei vaccini prodotti e in attesa di validazione dall’Ema. Modus in rebus.
Il direttore scientifico dello Spallanzani di Roma, Giuseppe Ippolito, intervenuto nel corso di un webinar sul “Piano dei vaccini anti Covid nel Lazio” ha detto che il virus ci accompagnerà fino al primo trimestre 2022 e che, comunque, “Nonostante la vaccinazione -ha detto- non possiamo pensare che torneremo ai sistemi come erano prima. Quei livelli di assembramento non sono più possibili”. Un monito con gli scampoli di zona arancione e poi rossa tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021.