⦁ I nodi vengono al pettine e con una pediculosi cronicizzata che i segretari territoriali e della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil della Provincia di Matera hanno individuato e circoscritto in una zona rossa rafforzata, disegnata da una disorganizzazione regionale che ha precise responsabilità. Del resto se il potere contrattuale della nostra Asm è sotto soglia è perchè viene tenuta, volutamente, senza un direttore generale e senza quegli investimenti in risorse umane e funzioni che,invece, dovrebbero rilanciarla. E’ inevitabile che la questione dei vaccini sia da nozze con i fichi secchi come abbiamo scritto ieri https://giornalemio.it/cronaca/vaccinazioni-va-meglio-ma-siamo-alle-nozze-con-i-fichi-secchi/ e non meravigliamoci se non esiste un piano vaccinale, se la trasparenza su gestione, numeri, dotazioni e distribuzioni di dosi lasciano tutti i giorni dubbi e perplessità. Se un autista, come accaduto nelle scorse settimane, porta i vaccini a Policoro e non a Matera qualcosa non va. E lo stesso valga per le 1000 dosi, custodite in ospedale a Venosa, e trasferite alla Asm con un annuncio fatto il 3 marzo nel corso di un webinar in Prefettura a Matera dove hanno partecipato l’assessore regionale, il dirigente facente funzione della Asm, sindacati, presidente ordine dei medici e della federazione dei medici di medicina generale. Nel frattempo si va avanti ma con la benedizione della Madonna delle Grazie, mentre a Potenza le cose vanno meglio e nel Lazio o in Puglia quasi al top. Da qui la richiesta al Presidente della giunta regionale Vito Bardi a mettere mano alla materia per attuare poche cose ma chiare. Eccole : adottare urgentemente tutte le azioni per superare le carenze croniche e contingenti di personale sanitario; provvedere all’istallazione di ulteriori HUB vaccinali sul territorio dei diversi Comuni di Matera e Provincia; definire gli interventi della medicina di base; approvvigionarsi e distribuire sul territorio i vaccini con criteri trasparenti e proporzionali alla popolazione. Quanto ai tempi stiamo all’ottimismo del ministro Speranza che sarebbe dovuto intervenire per tempo, per rimediare ai guasti procurati dai governi che si sono succeduti in Basilicata (è così) con lo smantellamento della medicina di base e all’attivazione di un disegno accentratore più politico che sanitario della sanità regionale. Il resto lo hanno mediocrità, presunzione e improvvisazione. Qualcuno pagherà? Maah, copione già visto…

LA NOTA DI CGIL,CISL E UIL

La condizione della sanità materana e il piano vaccinale anti Covid-19

Cgil – Cisl – Uil della provincia di Matera ribadiscono le forti preoccupazioni già manifestate riguardanti l’applicazione del PIANO VACCINALE anti – COVID-19 della Regione Basilicata che, oltre a presentare notevoli problemi organizzativi, continua a mancare degli elementi basilari della trasparenza e della uniformità/parità di trattamento tra diversi territori e cittadini lucani.

Soprattutto nella fase iniziale, l’assenza sia di una cabina di regia in grado di governare il processo sia di un sistema informatico per la gestione delle prenotazioni, oltre che la mancanza di un modello organizzativo adeguato in grado programmare per tempo e scientificamente la distribuzione dei vaccini evitando forme discrezionali, ed infine le carenze di personale sanitario, hanno generato una confusione metodologica e strategica, tanto da creare disorientamento nella popolazione della provincia di Matera.

Anche in questo caso siamo di fronte ad un GOVERNO REGIONALE che affronta virtualmente le situazioni, con l’aggravante, in questo caso, che l’Assessorato alla Sanità, ha delegato interamente alle Aziende Sanitarie di Potenza e Matera la realizzazione dell’intervento vaccinale dei cittadini lucani, senza colmare preventivamente le carenze degli adeguati strumenti e delle risorse professionali che, seppur in modo diverso, hanno accumulato i singoli territori.

In particolare la situazione dell’ASM, Azienda Sanitaria Locale di Matera, già fortemente critica prima dell’insorgenza della pandemia nella sua articolazione Ospedale–territorio, sta dimostrando un’accelerazione della condizione di precarietà per la notevole carenza di personale determinato dal blocco e/o riduzione drastica delle assunzioni degli anni passati, ma anche dalle scelte regionali e locali scaturite da un riordino di facciata, meramente ragionieristico, del sistema sanitario lucano attuato con la L.R. n. 2/2017, che non ha affrontato le criticità del Sistema Sanitario Regionale né fatto scelte proiettate verso il futuro.

Per tutte queste ragioni, un intervento sanitario importante qual è la campagna vaccinale anti-covid, tuttora in corso e che si protrarrà per i prossimi mesi, come denunciato anche dagli stessi Sindaci durante l’incontro promosso dalla prefettura di Matera, viene attuato con criteri organizzativi e numerici opachi, non omogenei e non condivisi, ponendo la popolazione dei diversi Comuni di Matera e Provincia in condizioni di diseguaglianza rispetto alla somministrazione del vaccino.

La tempistica continua a risultare complessivamente condizionata, oltre che dalla disponibilità dei vaccini, dall’esiguità del personale sanitario dedicato alla campagna vaccinale, che di fatto preclude e/o condiziona anche l’istallazione di ulteriori HUB vaccinali.
Inoltre, non sono chiari i criteri alla base del cronoprogramma della somministrazione del vaccino ai cittadini dei diversi Comuni di Matera e Provincia, pur all’interno delle stesse categorie da vaccinare, e le modalità riguardanti i cittadini “fragili” ed il criterio di definizione stessa di “fragilità”, oltre ai sessantenni/settantenni che continuano ad aspettare le informazioni di merito.

Il tutto nel mentre, con la recrudescenza numerica, la pandemia in Basilicata incalza al punto tale da portarla direttamente da ZONA GIALLA a ZONA ROSSA e con la necessità prospettica di dover governare un processo vaccinale complesso e duraturo. A ciò si aggiunge il trend in rapidissima ascesa dei contagi dell’ultima settimana, che ha determinato e determinerà un aumento significativo dei ricoveri ospedalieri e la possibilità di accorpamento dei reparti esistenti e la riapertura di reparti covid, con la eventuale riduzione/sospensione delle attività ordinarie, già pesantemente penalizzate nella prima e nella seconda ondata.

Pertanto, le sottofirmatarie OO.SS. chiedono alla Regione Basilicata di intervenire con tempestività ed incisività per:

⦁ adottare urgentemente tutte le azioni per superare le carenze croniche e contingenti di personale sanitario;
⦁ provvedere all’istallazione di ulteriori HUB vaccinali sul territorio dei diversi Comuni di Matera e Provincia;
⦁ definire gli interventi della medicina di base;
⦁ approvvigionarsi e distribuire sul territorio i vaccini con criteri trasparenti e proporzionali alla popolazione.

Cgil Matera – Eustachio Nicoletti Cisl – Giuseppe Amatulli Uil Matera –Bruno Di Cuia
Fp Cgil – Giulia Adduce Fp Cisl – Giuseppe Bollettino Uil Fpl – Franco Coppola