Ed è una conferma, visti gli effetti di disagio sociale e famigliare che si sono acuiti-sintetizziamo- con la pandemia da covid 19 e con il ridimensionamento della medicina del territorio. Il nodo è la dotazione del personale sanitario nei dipartimenti di salute mentale, come osserva in un comunicato stampa il consigliere regionale materano e medico Giovanni Vizziello. Si attende un inversione di rotta e investimenti conseguenziali nei servizi di prevenzione e cura, dopo l’approvazione del Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale recentemente
approvato dalla Conferenza Unificata. ”Un documento
programmatico atteso da oltre un decennio – dichiara Vizziello- e che ribadisce come la salute mentale sia una parte integrante della salute globale, attribuisce ai DSM
il ruolo di perno della riorganizzazione dei servizi volta ad una maggiore
integrazione tra ospedale e territorio e soprattutto prevede risorse
strutturali pari a 260 milioni di euro nel triennio 2026-2028”. Ora tocca alla Regione e,in particolare, all’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico.

IL COMUNICATO STAMPA
Salute mentale, Vizziello(BCC): Basilicata ultima in Italia per dotazione
di personale sanitario dei Dipartimenti di salute mentale(DSM)
“Il grave deficit di dotazione di personale sanitario dei Dipartimenti di
salute mentale mette in Basilicata la salute mentale nella condizione di
vera e propria Cenerentola del sistema sanitario regionale. Una situazione
di fatto che perdura da tempo e che occorre invertire attraverso
investimenti sul personale, attraverso i quali rendere i servizi adeguati
alla domanda di salute mentale, notevolmente cresciuta negli ultimi anni”.
E’ quanto afferma, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di
Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello, che così commenta il recente
Report dell’Istituto Superiore di Sanità secondo cui la Basilicata è ultima
in Italia per dotazione di personale addetto ai Dipartimenti di Salute
Mentale, con soli 27 addetti ogni 100 mila abitanti.
“Quando, come nel caso della Basilicata, si può contare su un numero di
medici e infermieri che lavorano nelle strutture psichiatriche che è
inferiore di oltre la metà rispetto a quello che lavora nelle altre
regioni”- sottolinea Vizziello-“ è praticamente impossibile far fronte
all’escalation del disagio psicologico e psichiatrico che si è verificato
dopo la pandemia e che ha riguardato nuovi gruppi di popolazione come gli
adolescenti, spesso utilizzatori di nuove sostanze d’abuso, o i migranti”.
“L’occasione per la nostra regione di rendere l’offerta pubblica di servizi
al passo con la domanda di salute mentale è senza dubbio rappresentata dal
nuovo Piano di Azione Nazionale per la Salute Mentale recentemente
approvato dalla Conferenza Unificata” -ricorda Vizziello-“ un documento
programmatico atteso da oltre un decennio e che ribadisce come la salute
mentale sia una parte integrante della salute globale, attribuisce ai DSM
il ruolo di perno della riorganizzazione dei servizi volta ad una maggiore
integrazione tra ospedale e territorio e soprattutto prevede risorse
strutturali pari a 260 milioni di euro nel triennio 2026-2028, per
rafforzare le azioni di prevenzione, diagnosi e cura, cui si aggiungono 30
milioni annui per l’assunzione di personale sanitario e socio-sanitario”.
“Probabilmente le risorse stanziate sul personale sono esigue rispetto ai
deficit e alle necessità reali del settore” -conclude Vizziello-“ ma
l’Assessore Latronico ha l’obbligo di utilizzarle al più presto e di
incrementarle per potenziare le prestazione in favore dei lucani affetti da
condizioni di disagio psichico e psicologico, garantendo al contempo
migliori condizioni di lavoro ai professionisti che operano nelle strutture
psichiatriche, vittime spesso di aggressioni ed esposti anch’essi al
rischio di patologie psichiche e burnout”.
