L’andamento della vicenda pandemica ha fatto emergere come -presi alla sprovvista- ci si sia concentrati essenzialmente sulla “cura” e solo su quella farmacologica, in attesa dell’arrivo dei “nostri” per la vittoria finale, ovvero la cavalleria dei “vaccini”. I vaccini sono arrivati mentre sul fronte delle terapie grandi passi in avanti non ne sono stati compiuti.

Tutti coloro che sin dall’inizio hanno provato a sollevare la questione dei benefici che potevano derivare in questo frangente (ma dal punto di vista più generale)  dall’assunzione (anche in via preventiva per migliorare la risposta del sistema immunitario di cui madre natura ci ha dotati) di integratori quali vitamina D, C e quant’altro già acquisito dalla scienza, sono stati demonizzati e messi all’angolo con il marchio d’infamia di fake news. Ma non era così e non è così, come è emerso in questi lunghi mesi con ricerche e studi che hanno confermato quanto già si sapeva.

E’ un discorso che andrebbe ripreso ed in forma corretta dalle autorità sanitarie perchè è difficile immaginare che si possa affrontare da qui in poi un futuro che si preannuncia carico di insidie come quella che stiamo vivendo, senza concentrarsi anche sulla fase precedente all’ammalarsi. Occorrono indicazioni ufficiali su stili di vita corretti ed integrazioni che aiutano a rendere più resiliente e reattivo il  sistema immunitario ricevuto in dotazione sin dalla nascita proprio per difenderci quotidianamente da batteri e virus. E’ questa l’arma più forte di difesa da oliare ogni giorno.

Giunge a tal proposito è di questi giorni (ANSA del 10 aprile 2021) l’ennesima notizia di  “Uno studio realizzato dal gruppo di ricerca coordinato dal professore Salvatore Corrao, componente del comitato tecnico scientifico della Regione Siciliana e direttore del reparto Covid dell’ospedale Civico di Palermo, ha dimostrato l’efficacia antinfiammatoria di integratori come vitamina D, C, melatonina e zinco nella cura del Covid-19. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale “Nutrients”.”

Ad oggi – spiega Corrao – non esistono antivirali specifici di provata efficacia per il Covid-19 e nonostante siano disponibili i vaccini il tasso di mortalità non sta scendendo.
Una delle strategie terapeutiche è stata focalizzata sulla prevenzione delle infezioni e sulle misure di controllo. A questo proposito, l’uso di supporti nutraceutici può giocare un ruolo per quanto riguarda alcuni aspetti dell’infezione, in particolare lo stato infiammatorio e la funzione del sistema immunitario dei pazienti, rappresentando così una strategia per controllare gli esiti peggiori di questa pandemia“.

Servono dosaggi terapeutici – spiega – di melatonina, vitamina C, vitamina D, integrazione di zinco per ridurre non tanto l’impatto dell’infezione, ma di una malattia che potrebbe avere aspetti severi che sappiamo può portare alla morte. Possono essere presi singolarmente o alcuni combinati“.

Il gruppo di ricerca dell’Ospedale Civico di Palermo è coordinato dal professore Salvatore Corrao, Raffaella Mallaci Bocchio, nutrizionista, Marika Lo Monaco, infermiera, Giuseppe Natoli, biostatistico, Christiano Argano, internista e con la collaborazione di altri due medici: Attilio Cavezzi ed Emidio Troiani, rispettivamente dell’Eurocenter Venalinfa di San Benedetto del Tronto, e Cardiology Unit, State Hospital, Social Security Institute, Cailungo, di San Marino.

I fatti ci dicono – aggiunge Corrao – che prendendo singolarmente uno o due grammi di vitamina C al giorno, che 50 mila unità di vitamina D una volta al mese, che la melatonina intorno tra 6 e 25 milligrammi la sera, che 50 milligrammi di zinco base ogni giorno, si abbassa la proteina C reattiva che come tutti sanno è un indicatore di infiammazione. Tali sostanze possono ridurre anche le citochine infiammatorie tipiche del Covid.

Non comprendiamo perché non sia stata fatta una campagna di popolazione dall’Oms e dagli enti governativi che potrebbe abbattere il Covid grave in soggetti come ad esempio i diabetici“.