Se Sparta piange, Campania e Lombardia,della quale si occupa il metodico Franco Vespe dal suo laboratorio di covid data del rione Agna- la Basilicata non ride pur avendo numeri bassi e focolai che ritornano sia negli stessi luoghi di diffusione delle ex zone rosse e sia in altre e non solo per le ‘’maglie’’ larghe dei monitoraggi dell’estate ma perché – piaccia o no – quello che andava fatto è rimasto sulla tavola apparecchiata per appaltare ore, assumere personale e incrementare quella campagna di tamponi che resta ancora pochi. E se una parte dei cittadini si rivolge ai laboratori privati un motivo ci sarà pure e i nodi vengono al pettine. Così i sindaci continuano a firmare provvedimenti contumaciali, con il paradosso di Matera che non ha ancora una ‘’residenza’’ terza per evitare che una persona covid positiva o in attesa di tampone torni in famiglia perché non ha tavernetta, mansarda o seconda casa. E così il contagio aumenta. Ma è ancora l’ora di finirla con gli allarmismi e con i ‘’pontificali’’ pseudoscientifici che spaziano da una tv all’altra con un palleggiamento di responsabilità e irresponsabilità che finisce con il disorientare tutti. E alcuni non conoscono nemmeno i metodi scientifici. Somarismo dilagante da Laurea con l’aurea dell’insipienza. Mah. A Natale Tampone e lenticchie. Vespe mette le mani avanti e attendi, con i tempi della scienza, il vaccino per il virus coronavirus…business per i prossimi 20 anni.

DAL LABORATORIO DI AGNA
Finalmente sono riuscito a sbrogliare la matassa dei nuovi formati dei dati regionali. Ho tagliato i dati della prima fase, per concentrarmi esclusivamente sulla seconda fase. Stasera facciamo vedere i dati della Lombardia e della Campania che sono le regioni attualmente più in crisi. L’andamento dei contagi prevedono il picco, sia per la Lombardia che per la Campania verso la fine di Gennaio. Quindi a Natale saremo in piena fase di picco. Per la Campania si prevede un picco appena sopra i 20.000 contagi/giorno ; mentre in Lombardia avremo valori 4 volte superiori. Ci tengo a precisare che i dati disponibili ancora non permettono di fare previsioni robuste, tant’è che dobbiamo usare una funzione pesatura dei dati che da ancora più consistenza agli ultimi dati disponibili. ho ascoltato il prof. Zecchi che ha insistito ancora con questa storia lamentevole che gli scienziati non sono fra loro d’accordo! Mi meraviglio del professore che non conosce cos’è il metodo scientifico. Chi fa scienza sa quasi sempre che si confrontano modelli diversi per poter rappresentare nuovi ed inediti fenomeni. Ma la ricchezza ed il fascino del metodo scientifico sta proprio nel fatto che un modello, non appena nato, immediatamente è messo in discussione e sottoposto al fuoco di fila del dubbio. Quindi ci sta la diatriba fra scienziati. Serve a penetrare in profondità la comprensione dei fenomeni. La scienza è umile perchè conosce la interlocutorietà (neologismo un po’ ostico, ma funzionale ndr) dei modelli che confeziona. L’importante è che gli scienziati non trascendano in offese o querele personali. Quelle le facciano fare pure a giornalisti, politicanti e saltimbanchi da talk show!