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Movimento per il ripristino della chirurgia senologica a Matera: così non va Friolo!

“La nostra lettera del 5 marzo u.s., con la quale chiedevamo il ritiro della delibera della giunta regionale n.202500691 dell’11.11.2025 e conseguente ripristino della chirurgia senologica presso l’Ospedale di Matera, è stata accolta con entusiastica condivisione e solidarietà dalla comunità locale che ringraziamo vivamente.
Al contrario, però, non ha ricevuto alcun riscontro da parte degli interlocutori istituzionali ai quali era indirizzata, né alcun cenno di attenzione da parte del sindaco di Matera, del Presidente della Provincia, di consiglieri e politici vari, a parte qualche rarissima e lodevole eccezione.
In verità anche l’ASM di Matera ci ha risposto nella persona del suo direttore generale dott. Friolo al quale, nostro malgrado, ci vediamo costrette a rispondere nel seguente modo.” Inizia così una nota stampa del “Movimento per il ripristino della chirurgia senologica” in risposta alle dichiarazioni del’ Direttore generale dell’ASM pronunciate nella conferenza stampa del 7 marzo scorso. “Il dott. Friolo, –si legge- nella sua prima conferenza stampa, tenuta a ridosso della nostra, ha detto che l’ASM avrebbe valutato la possibilità di continuare a garantire gli interventi di carcinoma mammario presso il nosocomio materano. Nella conferenza stampa del giorno seguente, invece, facendo quasi intendere che il problema fosse già stato risolto, ha avuto il cattivo gusto d’insinuare che la nostra mobilitazione potesse essere frutto di non meglio precisate strumentalizzazioni.
Riteniamo che tali personalissime considerazioni siano altamente offensive delle nostre
intelligenze, della nostra dignità e del nostro vissuto di pazienti.
Tant’è che del blocco degli interventi per il carcinoma mammario siamo venute a conoscenza per caso, a ragione della nostra frequentazione, per ovvie ragioni, dell’ospedale di Matera.
Unicamente questa notizia, per noi incomprensibile, ci ha spinte ad aprire una interlocuzione con le istituzioni competenti e il nostro unico fine è ripristinare un servizio che da decenni rappresenta un fiore all’occhiello del nostro ospedale.
Un servizio che a noi ha garantito un ottimo percorso di diagnosi e cura; percorso che vogliamo sia garantito anche a tutte le altre donne che, purtroppo, si troveranno ad affrontare lo stesso iter terapeutico.
Siamo consapevoli delle questioni legislative ed amministrative richiamate nella Delibera
Regionale di cui chiediamo il ritiro, ma francamente tali questioni ci interessano molto poco
perché, secondo noi, la logica dei numeri non deve essere privilegiata rispetto ai bisogni dei
pazienti e sappiamo anche che, in questa materia, è possibile agire con maggiore attenzione nei confronti delle persone, così come è stato fatto in altre Regioni d’Italia.
Crediamo, invece, che il richiamo al DM 70 del 02.04.2015 nella Delibera Regionale sia l’alibi per continuare a depotenziare l’ospedale di Matera, coerentemente alla linea in atto da qualche tempo.
Riteniamo che l’esistenza delle Breast Unit di Potenza e Rionero non sia incompatibile con il
mantenimento presso il nostro ospedale del team multidisciplinare che, da lunghissimo tempo, garantisce il percorso diagnostico-terapeutico (ivi compreso l’intervento chirurgico) alle numerose donne della nostra città e provincia colpite da carcinoma mammario.
Siamo altresì convinte che queste donne, messe davanti alla scelta di operarsi a Potenza o a Rionero, preferiranno rivolgersi altrove (vedi la vicinissima Puglia), con ulteriori costi per la sanità regionale.
Per queste ragioni, continueremo la nostra agitazione fino a quando non sarà ripristinato il servizio chirurgico per carcinoma mammario presso il nosocomio materano, fermamente convinte, come lo è la comunità scientifica, che ogni paziente, soprattutto quello oncologico, ha diritto a percorsi di cura che, riducendo anche sfavorevoli condizioni logistiche ed economiche, garantiscano un adeguato benessere psico-fisico.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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