martedì, 23 Aprile , 2024
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Mancano i medici…ed ancora si discute se eliminare il test d’ingresso a medicina!

Una delle cose peggiori a carico delle classi politiche di destra e di sinistra che si sono succedute alla guida dell’Italia è stata sicuramente la incapacità di prevedere i fabbisogni del Paese nei vari settori e programmare in tempo utile le misure atte ad evitare di ritrovarsi in emergenza. Come nel caso della sanità in cui si lamenta oramai da anni la carenza di personale medico, pur essendo abbastanza facile prevedere le unità che ogni anno sarebbero andate in pensione. Nulla si è fatto per aumentare le risorse atte a consentire di aumentare il numero di studenti ai corsi di medicina in correlazione con le future esigenze. Il punto di crisi in cui versa la sanità, aggravato dallo tsunami del covid19, ne è la dimostrazione lampante. Il guaio è che ancora si discute su quello che dovrebbe essere la madre delle urgenze: eliminare il numero chiuso! Roba da matti. Ma tant’è. Sul tema si è registrato nei giorni scorsi il pirotecnico video del Presidente della campania Vincenzo De Luca:

Ricordiamo che nel 2023 la Giunta Regionale campana ha approvato una proposta di legge di tre articoli proprio per promuovere l’abolizione del numero chiuso. Ma ecco anche un’altro sasso buttato nello stagno da parte di Piero Marrese. “C’è bisogno di più medici: la sanità prima di tutto”. E’ questa, infatti, la richiesta del presidente di UPI Basilicata e della Provincia di Matera, il quale prendendo posizione su uno dei temi più discussi degli ultimi tempi, ha chiesto di eliminare l’obbligo dei test d’ingresso per rendere più accessibile l’ingresso alla facoltà di Medicina, anche per combattere la penuria di medici ed evitare di favorire le lobbies del settore.
Trovo profondamente ingiusto, se non proprio assurdo – ha dichiarato Marrese – che tanti giovani aspiranti medici debbano essere sottoposti a un vero e proprio calvario prima di avere notizie certe sull’esito dei test per l’ingresso alla facoltà di Medicina, che spesso sono caratterizzati da quesiti che nulla hanno a che vedere con la futura professione.
Costringere i nostri giovani studenti a prepararsi con larghissimo anticipo senza avere contezza dei vari step che sono previsti e obbligarli, in alcuni casi, anche ad effettuare iscrizioni che poi potrebbero rivelarsi inutili, è un vero e proprio sopruso e mi chiedo se, in un momento storico caratterizzato dalla carenza di medici, peraltro acuita dalla recente pandemia, non sia necessario rivedere la regola del numero chiuso per l’accesso alla facoltà.
Il tutto, anche tenendo conto che sovente i ragazzi, sia per evitare lo spettro dei test che per rimediare all’esito negativo degli stessi, sono costretti a recarsi all’estero per conseguire la laurea e senza dimenticare che questo sistema, verosimilmente, non fa che favorire le lobbies del settore a discapito non solo di famiglie e studenti, ma anche della sanità italiana che, come detto, lamenta la carenza di personale medico”.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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