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Maggioranza spaccata in difesa del ticket di € 2,50. Solo FdI, Fi, Lega, Iv-Ol lo difendono, Azione si smarca.

E alla fine, dopo tre giorni, giunge anche la inevitabile difesa d’ufficio dell’impopolare provvedimento della istituzione di un nuovo ticket farmaceutico di € 2,50 da parte della giunta regionale, dei consiglieri regionali di FdI, Fi, Lega, Iv-Ol…..che però non rappresentano l’intera maggioranza di Vito Bardi. Infatti, non figurando tra essi quelli di Azione che hanno preso in qualche modo le distanze dal provvedimento: cosa poi ciò comporterà in pratica lo vedremo nelle prossime settimane (solo ammuina o opposizione al provvedimento?). Lo vedremo. Nulla di nuovo nelle argomentazioni già diffuse dall’assessore Latronico: la ovvietà che non viene applicata a coloro che sono già ora esenti (e ci mancherebbe altro), portano esempi di altre regioni (dove c’è una economia non certo come quella disastrata lucana) e la giustificazione ragioneristica (pensate che ci tocca criticare) che ci vogliono i soldi e da qualcuno li dobbiamo prendere: le tasche dei lucani! Cosa volete che siano € 2,50 a prescrizione per chi guadagna tra gli 8 e i 10 mila euro al mese come lor signori della giunta che hanno deliberato e questi consiglieri regionali che ne difendono la congruità? Il guaio che a pagarli sono coloro che guadagnano molto ma molto meno e non dovrebbero tanto scherzarci sopra. Ma tant’è. Ecco a seguire, per chi volesse leggere il comunicato stampa dei consiglieri regionali di FdI (meloniani), Fi (berlusconiani), Lega (salviniani), Iv-Ol (renziani). Più avanti le dichiarazioni dei consiglieri di Azione (pittelcalendiani).

Sanità, FdI, Fi, Lega, Iv-Ol: Proteggere i più fragili e tenere i conti in ordine. Questa è la linea della maggioranza in Consiglio regionale

Sulla spesa farmaceutica servono chiarezza e responsabilità. Nel 2025 la Basilicata ha superato il tetto previsto per la farmaceutica convenzionata: 7,45% del Fondo sanitario regionale rispetto al limite del 6,80%, con uno scostamento di circa 8 milioni di euro. È un dato ufficiale AIFA. Ignorarlo non significherebbe difendere i cittadini, ma lasciare loro domani un problema più grande”. Lo dichiarano i consiglieri regionali di FdI, Fi, Lega, Iv-Ol intervenendo sul dibattito relativo alla compartecipazione alla spesa farmaceutica. “La quota di 2,50 euro per ricetta va però raccontata per quello che realmente è. Non viene applicata indistintamente a tutti. Sono esenti, nelle condizioni previste, i bambini sotto i sei anni e gli ultrasessantacinquenni appartenenti a nuclei familiari con reddito fino a 36.151,98 euro, i disoccupati e i loro familiari a carico entro le soglie stabilite, i titolari di assegno sociale, i pensionati al minimo e le altre categorie tutelate. Sono inoltre previste esenzioni per patologie croniche, invalidanti o rare, per i farmaci collegati alla condizione, oltre che per invalidi, pazienti oncologici e altre categorie protette. Questo è il criterio sociale della scelta, proteggere di più chi ha più bisogno. Non diciamo che 2,50 euro siano pochi. Per alcune famiglie anche una piccola somma conta. Proprio per questo abbiamo salvaguardato le condizioni di maggiore fragilità economica e sanitaria“. I consiglieri di FdI, Fi, Lega, Iv-Ol sottolineano poi un altro aspetto: “Non è vero che la Regione stia intervenendo soltanto sulle ricette. Stiamo intervenendo anche sui costi del sistema. La collaborazione con la centrale di committenza del Piemonte consente acquisti a condizioni più favorevoli; stiamo aumentando il ricorso ai biosimilari quando appropriato, rafforzando gli acquisti centralizzati e lavorando per ridurre quelli fuori gara.
Il principio è semplice: comprare meglio, prescrivere in modo appropriato, evitare sprechi e controllare ogni euro speso. Nel 2025 i consumi della farmaceutica convenzionata sono diminuiti del 3,1% ed è cresciuto il peso dei farmaci equivalenti. Sono risultati che non risolvono tutto, ma indicano che il lavoro sull’efficienza è già iniziato”. “Ridurre l’intera discussione ai 2,50 euro – proseguono – significa confondere uno strumento con l’obiettivo. L’obiettivo non è il ticket. È avere una sanità pubblica più forte e sostenibile, capace di migliorare i servizi, ridurre le liste d’attesa e contrastare la mobilità sanitaria, mantenendo la Basilicata fuori dal piano di rientro e dal commissariamento e senza ricorrere all’aumento della pressione fiscale regionale. La compartecipazione farmaceutica, peraltro, non è un’invenzione della Basilicata né ha un colore politico. L’Emilia-Romagna, amministrata dal centrosinistra, ha introdotto nel 2025 una quota di 2,20 euro per confezione, fino a un massimo di 4 euro per ricetta. La Toscana utilizza forme di compartecipazione e ha fatto ricorso anche alla leva fiscale per sostenere il proprio sistema sanitario. Non lo ricordiamo per dire che ‘lo fanno anche gli altri’. Il punto è un altro, la sanità costa e chi governa deve spiegare come intende finanziarla. Da qui la domanda alle opposizioni: Chi chiede di cancellare la misura ha naturalmente il diritto di farlo. Ma deve anche indicare l’alternativa: aumentare le tasse? Togliere risorse ad altri servizi? Lasciare crescere lo squilibrio? Ogni euro pubblico può essere speso una volta sola e governare significa scegliere quali priorità difendere”. “Come maggioranza sosteniamo il lavoro del presidente Vito Bardi, della Giunta e dell’assessore Cosimo Latronico. Non sosteniamo che nella sanità lucana vada tutto bene, ci sono problemi da risolvere e servizi da migliorare. Proprio per questo abbiamo bisogno di una sanità solida. E assumiamo un impegno preciso – concludono – misurare i risultati. Se qualcosa non funzionerà, andrà corretto. Se potrà essere fatto meglio, lo faremo meglio. La nostra linea è proteggere chi ha più bisogno, pretendere efficienza prima di tutto dal sistema sanitario e tenere i conti in ordine per poter continuare a garantire le cure.
Non esistono provvedimenti da difendere per principio. Esiste l’interesse dei lucani da difendere sempre”. 

Sul ticket a 2,50 euro sulle ricette, in Basilicata, Azione (che in Consiglio regionale sostiene Bardi con in consiglieri Marcello Pittella e Nicola Morea) in una nota scrive: che è “necessario un confronto serio e costruttivo all’interno della maggioranza, perché il risanamento della sanità lucana richiede scelte condivise e una strategia complessiva.” Perchè “L’adozione di misure che coinvolgono direttamente i cittadini in termini di sostenibilità della spesa sanitaria e, in questo caso, farmaceutica è un tema che merita la dovuta condivisione nella maggioranza consiliare in Regione e un confronto aperto e costruttivo con le parti sindacali di categoria e con le associazioni dei pazienti, al fine di misurare l’utilità delle scelte compiute in un quadro complessivo di miglioramento del servizio e non già di rincorsa all’emergenza“. Secondo Azione Basilicata  “il ticket appare un deterrente inappropriato, che devia dalla reale esigenza di una programmazione sanitaria coerente che chiediamo con forza. A fronte di una situazione di difficoltà economica della sanità, invitiamo l’assessore (Cosimo Latronico di FdI, ndr) ad aprirsi al confronto e a tenere in debita considerazione anche il ruolo delle commissioni consiliari. Le criticità devono essere superate attraverso una pianificazione attenta. Il rischio è di puntare su soluzioni che, se oggi fanno cassa, non intervengono strutturalmente su razionalizzazione, appropriatezza delle prescrizioni e controllo dei piani terapeutici. Occorre piuttosto investire con maggiore forza su strategie di politica del farmaco che la Regione ha già avviato, puntando su un controllo costante delle prescrizioni da parte dei singoli medici e delle strutture, su acquisti centralizzati per ottenere prezzi più bassi, su modalità distributive più efficienti attraverso il coinvolgimento delle farmacie e su un monitoraggio continuo di consumi e spesa. L’informatizzazione e il monitoraggio dei silos farmaceutici, tra convenzionato e ospedaliero, sono elementi a cui non possiamo rinunciare in favore di misure rapide come il ticket introdotto.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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