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Le perplessità della CGIL sul nuovo Piano sociosanitario. Serve riorganizzare intero sistema sanitario regionale.

“Si è tenuto nella sede della Regione Basilicata, un incontro tra le organizzazioni sindacali, l’assessore alla Sanità Cosimo Latronico e il direttore generale del dipartimento Salute, Domenico Tripaldi, incentrato sulla riforma della medicina territoriale.” Lo rende noto un comunicato della Cgil in cui si specifica che per tale organizzazione “hanno partecipato il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega, il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa e la segretaria generale della Fp Cgil Potenza, Giuliana Scarano.” Come Cgil – affermano i segretari generali – valutiamo positivamente l’apertura del tavolo e chiediamo con forza che questo confronto non rimanga un episodio isolato ma si trasformi in un percorso strutturale ed effettivo. Nell’ottica di un confronto costruttivo, abbiamo espresso perplessità sul nuovo Piano sociosanitario regionale. Dopo anni di programmazione frammentata e per compartimenti stagni — dalle delibere di giunta regionale 948 del 2022 e 600 del 2024 in poi — la Regione tenta oggi di ricucire i pezzi per rispondere più agli adempimenti normativi e alle scadenze burocratiche che ai bisogni reali dei cittadini. Il limite invalicabile di questo piano risiede nella scelta esplicita di non intervenire sull’assetto organizzativo-strutturale della rete ospedaliera, blindando di fatto la legge regionale 2/2017. Questa decisione rischia di trasformare l’analisi dei bisogni legati all’invecchiamento e allo spopolamento in un mero esercizio di stile, poiché non si può pensare di innestare un piano per obiettivi sull’architettura strutturale già esistente senza ridisegnare i nodi della rete ospedaliera e territoriale. Il pericolo concreto è che l’attuazione del Pnrr si realizzi a discapito dei servizi già esistenti”. Per garantire una reale sostenibilità del sistema, la Cgil ha ribadito “l’assoluta necessità di sganciare il finanziamento del Fondo sanitario regionale dal criterio della popolazione residente. In una regione che si spopola costantemente, legare le risorse al numero di abitanti significa condannare la Basilicata a un progressivo e drammatico definanziamento, motivo per cui i criteri di riparto vanno riscritti basandosi sui bisogni reali e non sulle tessere anagrafiche. A questo si aggiunge l’emergenza del personale. È vero – sottolineano i dirigenti sindacali – che le assunzioni sono state fatte, ma a tutt’oggi non sono sufficienti alla copertura dei nuovi servizi, colmando a mala pena il turnover”. Durante il tavolo la Cgil ha inoltre incalzato i vertici regionali su due questioni centrali per il futuro dei servizi e dell’occupazione, chiedendo delucidazioni precise “sull’impatto della riforma nazionale della medicina generale rispetto al ruolo dei medici di continuità assistenziale e di famiglia”. Parallelamente, sono stati sollecitati “chiarimenti specifici sullo stato dell’arte, sulle modalità e sulle tempistiche del corso-concorso per infermieri bandito dalla Regione Basilicata. Il corso della durata di 220 ore sarà in presenza su due sedi, una per la provincia di Potenza e per la provincia di Matera. Al corso verranno riconosciuti dei crediti CFU validi e utilizzabili per un eventuale successiva partecipazione al master per infermiere di famiglia e di comunità per chi non sarà assunto nell’immediato. Non ci può essere una vera riforma della medicina territoriale senza una profonda riorganizzazione dell’intero sistema sanitario regionale – hanno concluso Mega, Summa e Scarano – Continueremo a vigilare affinché alle intenzioni seguano atti concreti a tutela del diritto alla salute dei cittadini lucani”.

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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