Medicina democratica non molla e continua a restare al capezzale della sanità lombarda, tenendo bene a mente quel ‘paziente numero uno’ comparso in tutte le province e in altre zone del Bel Paese dove, aldilà delle scelte politiche, sono state messe a nudo le carenze della Sanità Pubblica spesso a vantaggio di quella privata, dimenticando la programmazione degli investimenti nelle strutture, nelle attrezzature e negli organici. E cosa, ancora più grave, la medicina del territorio che significa prevenzione. I nodi sono così venuti al pettine con l’ipocrita facciatosta di certa politica che ha cercato di nascondere o di rifugiarsi nel vittimismo, quasi fosse il ” Calimero, pulcino sporco e nero” della pubblicità ( la ricorderete) della Mira Lanza. Battute a parte il “paziente numero 1” va assistito, ma con una terapia incentrata su un cambio di rotta necessario a livello locale e nazionale. Tanto più che l’ Italia invecchia e con un sistema sanitario che ha bisogno di trasfusione di risorse, fiducia e programmazione. La giornata di protesta o di lotta, che si concentrerà davanti al Palazzo della Regione, farà sentire eco e presenza anche in altre città penalizzate da disagi e, purtroppo, da lutti nel corso dell’epidemia da virus a corona: dal periodo di confinamento domiciliare (usiamo i termini in italiano che danno l’esatta contezza di quanto avvenuto e subito) alle zone multicolori con i dati falsati o sfalsati da cartina al tornasole. Non è finita. E lo sappiamo. Serve una svolta, ma con lealtà, legalità e trasparenza a tutela della Sanità pubblica.


Milano, 18 febbraio 2021

COMUNICATO STAMPA

Sabato 20 febbraio 2021, a un anno dal “paziente uno”, mobilitazione regionale e territoriale con 22 eventi, di cui 17 in presenza in altrettante città lombarde, compresa Milano, e diretta Facebook anche da Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania. Marco Caldiroli, presidente Medicina Democratica: “ Ma c’è il vero paziente zero ed è la sanità lombarda: urgente superare le scelte che l’hanno distrutta”!

A un anno di distanza dal “paziente uno”, una giornata di mobilitazione regionale e territoriale, nel pieno rispetto delle norme anticovid, è stata proclamata per sabato 20 febbraio 2021 dal Coordinamento Lombardo per il Diritto alla Salute: ben 17 le città lombarde coinvolte, compresa Milano, con manifestazioni in presenza, e 22 gli eventi complessivi previsti in diretta Facebook dalle 10 alle 12, con collegamenti da altre regioni, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania.

“A un anno dal primo caso accertato di coronavirus, possiamo dire che il vero ammalato da curare urgentemente è la sanità lombarda, il “vero paziente zero”, colpita” da un mix micidiale di neoliberismo, imprevidenza e incompetenza, i cui effetti drammatici si sono abbattuti duramente sulla salute e sulla vita dei cittadini lombardi!“, è quanto dichiarato da Marco Caldiroli, presidente di Medicina Democratica, aderente con oltre 50 associazioni al Coordinamento Nazionale per il Diritto alla Salute.

Conivolte, fra le altre, le città “martiri della pandemia” come Brescia e Bergamo. A Codogno, ci sarà una presenza silenziosa, con striscioni davanti all’Ospedale, dove è prevista una iniziativa FNOMCEO con i rappresentanti istituzionali, in memoria dei medici caduti per il COVID 19 nell’esercizio delle proprie funzioni.

A Milano è prevista la manifestazione davanti al Palazzo della Regione Lombardia. Questo l’elenco ad oggi delle città, in aggiornamento: COMO, BRESCIA, BERGAMO, PAVIA, CINISELLO BALSAMO, ALTOLAGO VALTELLINA VALCHIAVENNA, MILANO, CREMONA, LODI, SARONNO, MONZA, MANTOVA, MELEGNANO, VARESE, MONZA, DESIO. Previsti, inoltre, interventi via web con COMITATO CITTADELLA DELLA SALUTE / COMO; FORUM PER IL DIRITTO ALLA SALUTE LOMBARDIA (DAL PRESIDIO DI MILANO); COMITATO LIBRO VERDE – E. ROMAGNA E ALTRE REGIONI; COMITATO ANCHISE/ROMA; COMITATO SANITÀ PUBBLICA VERSILIA; CONSULTA POPOLARE PER LA SALUTE E LA SANITA’ DELLA CITTA’ DI NAPOLI (DAL PRESIDIO DI NAPOLI); VITTORIO AGNOLETTO – ICE #Right2Cure.

“ E’ urgente un drastico cambio di indirizzo e di strategia -ha aggiunto Marco Caldiroli – perchè non basta un aggiustamento della normativa regionale, né la sostituzione di un assessore: si tratta di ribaltare le scelte che hanno portato alla deriva la sanità pubblica, da Formigoni a Fontana, passando per la perniciosa “riforma Maroni” del 2015. Non servono semplici modifiche di facciata, inutili e pericolose. Da questo imbuto vischioso si esce ricostruendo una sanità pubblica, basata sulla prevenzione, sociale, universale e partecipata, fondata sulla fiscalità generale”.

Il disastro della sanità lombarda, che la pandemia ha scoperchiato, è diretta conseguenza di un servizio sanitario regionale diventato “sistema ospedalocentrico”, con un grave indebolimento della medicina territoriale e con i medici di base allo sbaraglio, privi delle indispensabili tutele. Su tutto, una gestione quasi “monarchica” delle strutture pubbliche, ATS e ASST, incapaci di comprendere e gestire i bisogni dei cittadini e del territorio. L’estesa privatizzazione e il definanziamento delle strutture pubbliche hanno causato l’esplosione delle liste d’attesa, con la riduzione delle possibilità di accesso e cura per le malattie croniche e un peggioramento generale delle condizioni dei meno abbienti, con un aumento della mortalità.
“E’ questo “sistema”- ha concluso Caldiroli- con la sua presunta eccellenza, e non solo l’impreparazione, ad aver causato un incremento fuori controllo di contagi e di decessi. Un “sistema” sanitario regionale dai piedi d’argilla che l’impatto con la pandemia ha squassato”.

Per info. Carmìna Conte cell. 393 137 7616. Fulvio Aurora, cell. 339 2516050