Forse una eccessiva fiducia nei propri mezzi, convinti di poter nuotare in tutti le condizioni possibili, come è capitato a un giovane romeno o il rischio di finire in una grossa buca a ridosso di un canale, come capitato a una signora italiana, e poi gli episodi di ‘’scuffiamento’’ di natanti al largo che mettono in difficoltà gli appassionati degli sport acquatici; sono alcune dei casi di salvataggio trattati da luglio a oggi dalla società di Salvamento a Metaponto Lido.

Un dato su cui riflettere,con un invito al senso di responsabilità,  per evitare che una giornata al mare si trasformi in tragedia, come  ribadito ancora una volta dai componenti della società di salvamento, da alcuni anni in  riva allo Jonio anche per tutelare l’ambiente, dall’inquinamento alla prevenzione degli incendi.

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’Il tempo, gli aspetti organizzativi – ha detto il presidente del sodalizio Gianfranco DeMola, presentando la campagna ‘Piu’ sicurezza, più sostenibilità ambientale’- sono importanti per interventi, che partono da una conoscenza dei rischi. Occorre fare rete e sensibilizzare tutti i soggetti della filiera e  con un auspicabile maggiore apporto degli enti locali. Segnaletica, torrette di avvistamento per  monitorare il litorale sono importanti’’.

Un appello raccolto dal consigliere regionale Roberto Cifarelli, che si appresta a presentare una proposta di legge su ‘’salvamento e sostenibilità’’, che interesserà tutti i luoghi della Basilicata bagnati dalle acque: mari,fiumi, laghi e dighe e dal consigliere nazionale Francesco Bianchi.

Il resto continueranno a farlo le squadre della società di salvamento, i vigili del fuoco e il ‘’buon senso’’ dei bagnanti…

C’è una campagna denominata “Papà ti salvo io”, con 10 regole d’oro per evitare disgrazie in mare.

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Eccole:

1-Se non sai nuotare non entrare in acqua al disopra della cintura.

2- Non entrare in acqua velocemente dopo una prolungata esposizione al sole

3 – Nuota sempre in coppia.

4- Non continuare a nuotare quando sei stanco. Riposati sul dorso e poi vai verso riva. Sei hai bisogno non esitare a chiedere aiuto. Non allontanarti dalla riva, ma ruota parallelamente alla costa!

5- Evita di tuffarti quando non conosci il fondale. Il fondale può rivelarsi molto pericoloso.

6- Attento all’apnea! Evita l’iperventilazione prima dell’apnea.

7- Prendere il sole per la nostra salute è molto importante, ma solo con moderazione, l’esposizione eccessiva provoca malattie alla pelle.

8- Bandiera: rossa le condizioni marine sono pericolose, non entrare in acqua.

9- Non raccogliere siringhe od oggetti taglienti sulla spiaggia, segnalane la presenza al tuo bagnino.

10- Dopo aver scoperto quale meraviglia sono gli animali del mondo sommerso, lasciali vivi e liberi di nuotare nel loro ambiente…

Già, l’ambiente con una campagna nata in Basilicata e fatta propria dagli organismi nazionali e ministeriale con l’avvio della campagna ‘’Le specie più pericolose presenti nel Mediterraneo’’. Non sono i pescecani…ma i rifiuti, contrassegnati da un design che li associa agli abitanti del mare: una bottiglia di plastica simile a un tonno, i mozziconi di sigarette messi insieme come una stella marina, una lattina di bibita raffigurata come un pesce palla, la busta di plastica  come una medusa, gli involucri per alimenti come un’aragosta, il foglio di alluminio simile a una murena o un anguilla, le bottiglie di vetro come un pesce dai bassi fondali, le batterie esauste come una sardina, le confezioni di cartone come una sogliola, gli assorbenti come uno squalo e i profilattici come pesci fluorescenti.

Per ogni rifiuto vengono indicati origine, vita media di smaltimento e rischi per le specie ittiche e per l’ecosistema marino.

Due campagne che invitano tutti a tutelare il mare, con un pizzico di buon senso seguendo il buon esempio degli operatori della società di salvamento.