Raffinato, delizioso, il Moscato di Saracena è un passito che si ottiene dal Moscatello di Saracena, vitigno autoctono particolarmente profumato ed aromatico e da una coltivazione tipica ed esclusiva del Comune di Saracena (Città del Vino) in provincia di Cosenza.

Vino da meditazione si produce con un procedimento estremamente interessante e antichissimo che prevede la vinificazione separata dell’uva moscatello, ottenuta dal vitigno autoctono e da altre uve quali Odoacra e Guarnaccia.

Il mosto viene concentrato, attraverso un processo di sapiente e peculiare bollitura, per ottenere una riduzione di circa un terzo del totale. Questo procedimento determina un aumento del grado zuccherino e quindi del grado alcolometrico.

L’aroma ed il gusto particolari provengono invece dall’uva moscatello, raccolta e appassita alcune settimane prima della vendemmia. L’uva moscatello (ed i suoi acini) disidratata, selezionata e schiacciata manualmente viene quindi aggiunta – nelle giuste proporzioni – al mosto concentrato. Dopo una lunga e lenta fermentazione si ottiene un vino passito color giallo ambra dall’aroma intenso e dal sapore di miele, fichi secchi, frutta esotica. Prodotto simbolo di questo comune sito all’interno del Parco Nazionale del Pollino, il Moscato di Saracena ha una storia affascinante.

Già nel XVI secolo, infatti, faceva parte della lista dei vini dell’Enoteca Pontificia: il Cardinal Sirleto (1514-1585) lo faceva spedire per nave da Scalea, affinchè non mancasse mai sulla tavola di Papa Pio IV (1499-1565). Citato in diversi trattati enologici dell’800, negli ultimi decenni non era mai andato oltre una dimensione produttiva domestica (molte famiglie di Saracena ne producevano qualche litro), rischiando quindi di scomparire. Sopravvisuto, dunque, grazie a tradizioni familiari, il Moscato di Saracena accompagna, oggi, i momenti di festa non solo in Calabria.

Si abbina ai desserts ed è ottimo con i formaggi erborinati. Rilevanti inoltre i riconoscimenti e i premi su scala internazionale.