L’amaro sfogo con il lungo elenco delle tante ”dimenticate” o che non vanno sul Centro ricerche oncologico di Basilicata (Crob) di Rionero in Vulture ( Potenza), elencate da Pasquale Tucciariello, segretario regionale della Federazione Popolare, riaprono il dibattito su una riforma sanitaria in cantiere ma con quell’impronta all’accentramento a tutti i costi che proprio non convince. Più di natura politica e gestionale, che non legato al buon senso di tenere in considerazione le esigenze di una popolazione che vive in una regione dai forti limiti infrastrutturali e di comunicazione e che preferisce curarsi dove è più conveniente. E così con il graduale smantellamento della medicina del territorio e del depotenziamento degli ospedali, da Matera a Venosa a Policoro e via elencando, è inevitabile che la migrazione sanitaria aumenti. Se poi ci si balocca sulla istituzione del corso di medicina a numero chiuso a Potenza e di procedere con un programma che punterebbe, per quanto se ne sa, a realizzare un policlinico nel o attorno al San Carlo. E’ quello che trapela, aldilà dei comunicati di compiacimento, visto che non è stato pubblicizzato alcun progetto sull’argomento. Nel frattempo le cose che non vanno aumentano. E la sanità lucana è sempre poca cosa. Nessun ”mea culpa” ma tanta ipocrisia nel solco del ”faremo e diremo”.

La Governance sanità e il Crob.

Ma tu vedi come è centrale il Crob nelle intenzioni dell’Assessore regionale alla sanità che: 1) la sede del Comitato etico e la stessa segreteria tecnico-scientifica, che si occupano di favorire la ricerca sanitaria e le sperimentazioni cliniche, continuano a rimanere presso il San Carlo dopo essere state scippate al Crob; 2) il Crob non è stato individuato come Azienda capofila in nessuna procedura concorsuale; 3) L’Irccs in quanto Istituto di Ricerca deve poter selezionare candidati specifici per le attività di ricerca e di assistenza cui è investito, i medici debbono fare anche attività di ricerca e quindi la selezione è particolare e accurata, nella gestione dei concorsi dei dirigenti medici è necessaria l’autonomia dagli altri istituti; 4) il Crob ha necessità urgenti di un dirigente medico onco-ematologo e di un dirigente medico urologo e non se ne dà corso; 5) al Crob non è stato istituito il Servizio Infermieristico, chiamato a programmare, organizzare, coordinare e gestire le risorse umane indispensabili per l’erogazione dell’assistenza infermieristica e dei servizi offerti all’utenza; 6) non viene soddisfatta sistematicamente la necessità di personale infermieristico come se questa fosse una procedura metafisicamente imposta. Ci sono posti di lavoro vacanti. La carenza di personale rende estremamente difficoltosa la programmazione dei turni di lavoro che, spesso, comporta la chiamata in servizio del personale nei giorni di riposo. Vi sono situazioni nelle quali gli infermieri sono chiamati a turnare per 17 ore consecutive in un reparto ad elevata complessità assistenziale e questo non è tollerabile, in quanto rischioso per la sicurezza del paziente e degli stessi infermieri. Non intendiamo proseguire oltre – la materia c’è – nei confronti di chi governa la sanità, ma non intendiamo neanche più subìre.
Pasquale Tucciariello – Federazione Popolare –