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Giunta regionale Basilicata: Dal 1° settembre, più ticket per tutti! Insorgono le opposizioni!

Cosa volete che siano 2,50 euro di ticket fisso per ogni prescrizione del medico? Avranno pensato i prodi assessori regionali da quella stanza in Via Anzio a Potenza in cui si sono riuniti per deliberare questo nuovo balzello a carico dei lucani, con inizio dal primo settembre. Daltronde, aumenta tutto: benzina, beni alimentari….persino il caldo schizza in alto di brutto. Ma chi volete che lo noti. Al massimo qualche piccola scontata protesta dei soliti noti…..ma poi si ingoia tutto, lo si digerisce…e sino alle prossime elezioni, passa nel dimenticatoio. E si ricomincia un nuovo giro di giostra! La stiamo buttando sul sarcastico, ma non deve essere molto distante dalla realtà di ciò che avranno pensato nell’assumere una decisione di questa natura, in una situazione socialmente drammatica come quella che stiamo vivendo, specie in terra lucana. Ma molto probabilmente non hanno avuto scelta, dopo aver raschiato il fondo del barile e dovuto cambiare destinazione a cospicue risorse ad altro destinate per tappare il disavanzo nel settore della sanità. Insomma, siamo a scelte da ultima spiaggia e in qualche modo giustificheranno anche questa. Le attendiamo per renderle note. Nel frattempo così è se vi piace…ma anche no! E sempre nel frattempo riportiamo a seguire le prese di posizione di esponenti del mondo sindacale e delle opposizioni. (NB. La foto di copertina è stata modificata con l’AI).

Summa (Spi Cgil Basilicata): “Dall’1 settembre i lucani dovranno pagare un ticket fisso di 2,50 euro per ogni ricetta. Il governo Bardi, per contenere la spesa farmaceutica e il disavanzo della sanità lucana, scarica le proprie responsabilità gestionali sui cittadini. A pagare saranno ancora una volta le persone più vulnerabili e gli anziani”

“Dal 1 settembre i lucani dovranno pagare un ticket fisso di 2,50 euro per ogni ricetta. Il provvedimento è stato approvato ieri dalla giunta regionale. Il governo Bardi, per contenere la spesa farmaceutica e il disavanzo della sanità lucana, scarica così le proprie responsabilità gestionali sui cittadini. A pagare saranno ancora una volta le persone più vulnerabili e gli anziani”. Lo afferma il segretario generale dello Spi Cgil Basilicata, Angelo Summa, che aggiunge: “Dopo aver utilizzato le risorse del bonus gas e del fondo sociale per coprire il disavanzo di oltre 80 milioni di euro, adesso il presidente Vito Bardi e l’assessore Cosimo Latronico scaricano sui cittadini i costi per contenere la spesa farmaceutica. Anziché intervenire sui vari sprechi che da sempre attanagliano la sanità pubblica, a partire della spesa farmaceutica ospedaliera per la quale servirebbero misure di riorganizzazione e di razionalizzazione.
Nel 2013, grazie anche alle istanze della Cgil, l’allora governo regionale di centrosinistra abolì il ticket sulla diagnostica, garantendo il diritto alla salute. Questi i fatti, il resto è propaganda. C’è chi abolisce i ticket e chi li introduce. Governare significa trovare soluzioni e intervenire sui processi di riorganizzazione, non limitarsi a coprire buchi e far pagare ai cittadini la mancanza di programmazione. Gli effetti di questa scelta scellerata la pagheranno infatti soprattutto i pensionati e gli anziani che ogni mese hanno bisogno di almeno 10 ricette. Non escludendo nemmeno i farmaci per ipertensione e quelli cardio vascolari, chi ha bisogno di più ricette avrà un’incidenza mensile sulla spesa farmaceutica tra i 20 e i 30 euro in più. Già con il caro vita fanno fatica ad arrivare a fine mese. Con questa misura gli anziani e i pensionati dovranno decidere se mangiare o curarsi”.

Summa rilancia dunque l’allarme sulla sanità lucana: “Il diritto alla salute pubblico e universale è sempre meno garantito in Basilicata – afferma – Chi ha la disponibilità economica ha la possibilità di curarsi, chi no rinuncia alle cure. Tra liste di attesa, carenza di personale e sanità territoriale sempre più desertificata, le diseguaglianze sono sempre più evidenti tra chi vive nelle aree interne e chi ha la fortuna di vivere nel capoluogo di regione”.

Spesa farmaceutica, Chiorazzo e Vizziello (BCC): “Latronico e Bardi hanno trovato la cura per i conti della sanità: mettere le mani nelle tasche dei lucani”.

Dopo anni di rassicurazioni e annunci sul contenimento della spesa farmaceutica, l’unica soluzione trovata dall’Assessore Latronico e dalla Giunta Bardi per far quadrare i conti è la più semplice: mettere le mani nelle tasche dei lucani”.Lo dichiarano il Presidente di Basilicata Casa Comune e Vice Presidente del Consiglio regionale, Angelo Chiorazzo, e il Capogruppo di BCC in Consiglio regionale, Gianni Vizziello, commentando la DGR n. 544 del 27 agosto, che introduce dal 1° settembre un ticket fisso di 2,50 euro per ogni ricetta sulla farmaceutica convenzionata, fatte salve le esenzioni previste.
“Appropriatezza prescrittiva, farmaci generici, informatizzazione dei magazzini. Per anni Latronico ci ha raccontato le iniziative che avrebbero dovuto contenere la spesa farmaceutica. Il risultato è che oggi il conto viene presentato ai lucani”.
“Una scelta ancora più incomprensibile – sottolineano Chiorazzo e Vizziello – perché il problema principale è rappresentato dalla spesa per la farmaceutica ospedaliera sostenuta dalle aziende sanitarie e ospedaliere e, in misura decisamente minore, dalla farmaceutica convenzionata. Nel 2025 parliamo di uno sforamento di circa 7 milioni di euro per la convenzionata, a fronte di circa 45 milioni per quella ospedaliera. Eppure, per intervenire sul problema più grande, si sceglie di far pagare i cittadini sulla componente più piccola”.
Per questo, come Basilicata Casa Comune, abbiamo presentato già mesi fa una proposta di legge per responsabilizzare il management sanitario, fino alla decadenza dei direttori generali in caso di mancato rispetto dei tetti di spesa. Una proposta sulla quale si preferisce glissare, evidentemente è più facile chiedere 2,50 euro ai cittadini per ogni ricetta farmaceutica che chiedere conto dei risultati a chi dirige le aziende sanitarie”. La proposta di BCC prevede infatti un monitoraggio continuativo della spesa e la responsabilizzazione del management rispetto al rispetto dei tetti programmati.
“Le rassicurazioni propagandistiche dell’Assessore Latronico, sempre più impegnato tra sagre, processioni e photo opportunity, si scontrano con l’assenza di governo della sanità e dei suoi problemi. Non bastano più neppure le risorse delle compensazioni ambientali dirottate per risanare i debiti delle aziende sanitarie. Ora si comincia direttamente a mettere le mani nelle tasche dei lucani. Bardi e Latronico ritirino immediatamente questa misura per non umiliare ulteriormente malati cronici, pensionati e persone in difficoltà economiche ed intervengano sulle vere cause della spesa. I lucani non possono pagare il prezzo della loro incapacità di governo”.

Farmaci, Cifarelli: “Ticket da 2,50 euro, la Giunta spieghi come ha calcolato l’importo e quanto farà pagare ai lucani”

Sul nuovo ticket farmaceutico da 2,50 euro per ricetta credo sia necessario evitare sia le semplificazioni sia la propaganda. Il problema della spesa farmaceutica esiste e i dati AIFA lo certificano. Proprio per questo, però, le misure adottate devono essere motivate dai numeri.” Lo dichiara il consigliere regionale di centrosinistra Roberto Cifarelli, che ha presentato un’interrogazione sulla DGR n. 544 del 27 agosto 2026 con la quale la Giunta regionale ha introdotto dal 1° settembre una quota fissa di 2,50 euro sulle ricette della farmaceutica convenzionata, prevedendo una serie articolata di esenzioni per le fasce più fragili. “La stessa deliberazione – spiega Cifarelli – prende atto che nel 2025 la spesa farmaceutica convenzionata della Basilicata ha raggiunto il 7,45 per cento del Fondo sanitario regionale rispetto a un tetto del 6,80 per cento, con uno scostamento di poco superiore agli 8 milioni di euro. La normativa richiamata dalla Giunta impone misure di contenimento per almeno il 30 per cento dello sforamento: parliamo quindi, prendendo come riferimento il dato 2025, di circa 2,4 milioni di euro.” “Quello che nella delibera non troviamo è il passaggio successivo: quante saranno le ricette sulle quali i cittadini pagheranno 2,50 euro? Quanto incasserà la Regione nei quattro mesi del 2026? Quanto incasserà in un anno? E soprattutto: attraverso quale calcolo si è arrivati proprio a 2,50 euro?” “Non contesto che la Regione debba intervenire sullo sforamento. Chiedo che si dimostri che la misura scelta sia proporzionata al problema che si vuole affrontare. La stessa normativa citata nella DGR consente diverse misure di contenimento e non indica il ticket a carico dei cittadini come unica strada possibile.”  Cifarelli richiama inoltre il tema dell’appropriatezza prescrittiva: “Se una delle finalità è ridurre prescrizioni inappropriate e sprechi, occorre intervenire innanzitutto sui meccanismi che generano la prescrizione. È il medico a prescrivere il farmaco, non il paziente. Per questo chiediamo quali azioni siano state adottate sui prescrittori, quali classi terapeutiche abbiano determinato lo sforamento, quale sia il ricorso ai farmaci equivalenti e quali altre misure di governo della spesa siano state valutate prima di chiedere una compartecipazione ai cittadini.” “C’è poi un tema più generale. I dati AIFA mostrano che la criticità della spesa farmaceutica lucana non riguarda soltanto la convenzionata, ma in misura ancora più rilevante gli acquisti diretti. Serve dunque una strategia complessiva di governo della farmaceutica e non una risposta concentrata soltanto sulla parte della spesa sulla quale è possibile chiedere 2,50 euro al cittadino.” “La DGR prevede opportunamente un monitoraggio semestrale e la possibilità di rivalutare la misura. Chiediamo che quel monitoraggio sia trasparente e misuri non soltanto il gettito prodotto, ma anche l’andamento delle prescrizioni, l’appropriatezza e soprattutto l’eventuale impatto sull’accesso alle terapie. E chiediamo fin d’ora una cosa molto semplice: se i numeri dimostrano che il ticket produce entrate superiori a quelle necessarie o determina effetti negativi sull’accesso ai farmaci, la Regione deve essere pronta a ridurlo o eliminarlo.” “Quando si interviene sulla salute e si chiede un contributo economico direttamente ai cittadini – conclude Cifarelli – la prima regola dovrebbe essere la trasparenza: spiegare il problema, mostrare le alternative, quantificare l’obiettivo e dimostrare perché proprio quella misura e proprio quell’importo siano necessari. Nella DGR questi elementi, al momento, non ci sono.”
Matera, 28 agosto 2026

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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