La sgradevole sensazione che si avverte ogni giorno di più è che di fronte al ciclone Covid19 il mondo intero si trova disarmato, impreparato e che -per questo- ancora oggi a distanza di mesi dall’inizio di questa presenza ostile- si navighi ancora senza una rotta certa, con timonieri e ufficiali di bordo che non hanno ancora la più pallida idea di dove andremo a parare. Insomma, si naviga a vista!

Navigano a vista i governanti che dopo essere passati da quel fatidico “è una sempliuce influenza” ed aver colpevolmente ritardato l’adozione delle misure che oggi in qualche modo consentono di contenere il dramma umano  dei contagi e delle morti, aver constatato quando esiziale sia stata la politica dei tagli alla sanità pubblica, ora si barcamenano tra il “chiudiamo ancora per evitare di ritornare indietro” dei prudenti al “riapriamo tutto” dei difensori della borsa rispetto alla vita.(E l’avranno vinta questi ultimi, ovviamente, come sempre.)

Ma la cosa più sconcertante è che a navigare a vista siano proprio coloro da cui dovremmo avere le risposte più importanti: gli scienziati, la medicina ufficiale, che ancora adesso -è palese-sanno di non sapere quasi nulla del virus, della possibile cura e del salvifico vaccino.

Certo l’azione sul campo è encomiabile da parte dei medici e di tutto il personale sanitario, con l’utilizzo di farmaci destinati abitualmente ad altre patologie, nel tentativo di salvare il salvabile con le poche armi a disposizione e con il calvario dell’intubazione….spesso -purtroppo- rivelatosi per tanti -troppi-l’anticamera della non salvezza. Ma si fa tutto quello che si può.

E’ evidente che a fronte di tale scenario l’imperativo per tutti è quello di cercare di evitare di entrare a contatto con questo micidiale e misterioso virus.

Eppure con virus, batteri ed altri agenti  il nostro organismo è attrezzato naturalmente a convivere e a combattere quotidianamente.

Esso, infatti, a tale scopo è dotato di quel vero e proprio apparato difensivo che è il sistema immunitario, indispensabile per la protezione da diversi tipi di microrganismi come batteri, funghi, protozoi e virus liberamente circolanti nell’aria. Microorganismi che sulla propria superficie hanno molecole (antigeni) che vengono riconosciute come estranee dal sistema immunitario e quindi attaccate.

E’ evidente che la protezione è più efficiente quanto più in efficienza si tiene tale apparato defensivo. E qui i fattori che ne determinano l’efficienza maggiore o minore risiedono principalmente nel nostro stile di vita.

Nell’alimentazione più o meno corretta, l’attività fisica costante, una integrazione dei nutrienti che non riusciamo ad assumere nelle quantità necessarie tramite cibi non sempre di qualità (oltre che in tanti casi di quantità).

Ma l’attenzione che si pone allo stare bene “prima”  di ammalarsi è ancora troppo scarsa. Il tutto è concentrato sul dopo, sulla cura della malattia. Come se fosse ineluttabile l’ammalarsi di tutta una serie di patologie.

E’ questo un territorio del tutto abbandonato alla iniziativa soggettiva. Spesso legata alla casualità di vicissitudini sanitarie personali o familiari e dall’approfondimento consequenziale. Dalla lettura di testi, se non dal sentito dire.

Così magari uno scopre -ad esempio- che si è quasi tutti carenti di vitamina D (provate a fare il vostro esame per credere) che è un ormone (più che una vitamina) molto importante per innumerevoli funzioni del nostro organismo. Che la vitamina K2mk7  ha la simpatica funzione di spostare il calcio che si accumula nelle arterie nel posto dove esso dovrebbe stare: ossa e denti. E cosi continuando a scoprire alfabeticamente l’utilità dell’apporto della vitamina A,B, C……..per il nostro benessere generale.

Insomma, niente di miracoloso, ma quanto sarebbe utile una maggiore consapevolezza che abbiamo nelle nostre mani la seria possibilità – e responsabilità- di tenere in efficienza l’arma migliore a fronte delle aggressioni alla nostra salute: il nostro sistema immunitario?

Peccato che se ne parli poco…e chi ne parla, spesso non gode di buona stampa. Ma è tema -come si capisce- che meriterebbe ben altra attenzione ……perchè condizioni migliori generali di salute -è persino banale dirlo- consentirebbero una tranquillità maggiore anche in questa attraversata a vista che ci tocca fare in questi mesi.

Oltre che in tutto lo spettro della vita di ognuno.