Nella foto del servizio abbiamo riproposto, per l’ennesima volta, la scalinata interdetta ai pedoni da oltre un anno dell’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, emblema delle tante pezze che le nostre strutture da Matera a Potenza, da Melfi a Rionero, da Pisticci a Policoro a Lagonegro, hanno i nostri ospedali tra carenze di organici, debolezze e carenze strutturali e tagli ai servizi, che continuano a favorire -purtroppo- la migrazione sanitaria extraregionale. Servono terapie d’urto per recuperare qualità e standard normali di servizi e il rapporto di fiducia dei cittadini che, quando non trovano risposte, preferiscono rivolgersi altrove anche in relazione alla comodità e alla convenienza di presidi comprensoriali. E,invece, aldilà delle indicazioni istituzionali sulla programmazione di settore, da verificare nel merito e nei tempi, ci si trastulla sulla istituzione della facoltà di medicina di Basilicata. Il presidente della giunta regionale Vito Bardi, nella conferenza stampa di fine anno, dopo aver indicato come “prima cosa da fare la razionalizzazione della spesa”- ha annunciato azioni per
arrivare all’istituzione in Basilicata di una Facoltà universitaria di Medicina. E,in proposito, il presidente ha precisato,in proposito, che “in due anni speriamo di riuscirci”. Non sappiamo con quali fondi, accordi con realtà extraregionali intende attivarla e come mantenerne la gestione, anche in riferimento a realtà consolidate vicine alla Basilicata come quelle di Napoli e Bari o più a nord quella di Roma. L’annuncio, come era immaginabile, ha destato gli entusiasmi sopratutto in ambienti potentini,trattandosi di un progetto e di un ”desiderata” che ha oltre 30 anni. Arenatosi in passato per una verifica sul campo su fattibilità e costi. Non c’è nulla di male coltivare sogni e progetti, ma vanno risolti prima i problemi e tanti della sanità di Basilicata, che non ha ancora risolto i problemi di una deleteria riforma accentratrice rallentata anche da vicende giudiziarie – più sul piano della convenienza politico clientelare, che di effettiva risposta alle esigenze di professionalità e operatori sanitari motivati oltre che dei cittadini. Se il ”Madonna delle Grazie” , e parliamo della realtà che conosciamo meglio, è stato via via ridimensionato nelle funzioni e nei servizi ,non ne ha beneficiato il territorio, anzi. E così aldilà di alcune prese di posizione, talune pertinenti, altre meno, di sindacati, consiglieri regionali e parlamentari, assistiamo a uno strano silenzio dei referenti materani sul progetto (per carità legittimo) di facoltà di medicina in Basilicata. Le priorità sono altre: prima i cittadini, gli ospedali e la medicina del territorio e sotto questo aspetto sono in tanti a rimpiangere la vecchia Asl4. Servono, naturalmente, risorse adeguate e un rilancio delle attività. Per la Asm si attende una nuova direzione, dopo le dimissioni dell’ex dg Joseph Polimeni. Lo diciamo anche al ministro della Sanità Roberto Speranza che sulla facoltà di medicina ha espresso disponibilità a favorirne il percorso. Per la gente di Basilicata la ”speranza” ,invece, è solo quella di avere livelli accettabili di assistenza. Tutti d’accordo? Anche i consiglieri regionali che in campagna elettorale hanno parlato di efficienza e di rilancio dei nostri ospedali e di medicina del terrritorio?