E la pancia non c’è più, e la pancia non c’è più….” cantava al risveglio dal sogno-incubo il protagonista di uno spot dell’olio Sasso, nell’ormai mitico Carosello di tanti anni fa. Ci è venuto in mente nell’ascoltare domenica in TV, il medico del San Raffaele di Milano Alberto Zangrillo (meglio noto come medico di Berlusconi) declamare con somma certezza: “Il virus clinicamente non esiste più“!

Evviva! Siam fuori dal tunnel, allora?

Eppure poco prima il ministro della Salute, il nostro conterraneo Speranza, aveva ribadito che questa ripartenza è comunque a rischio, sebbene calcolato, che tutto dipenderà dal rispetto delle regole sin qui seguite.

E nelle ore successive, con parole molto categoriche il professor Luca Richeldi, presidente della Società italiana di pneumologia e membro del Comitato Tecnico Scientifico, replicando a Zangrillo ha detto: “Il virus circola ancora ed è sbagliato dare messaggi fuorvianti che non invitano alla prudenza. E’ indubitabilmente vero e rassicurante il fatto che la pressione sugli ospedali si sia drasticamente ridotta nelle ultime settimane. Non va scordato che questo è il risultato delle altrettanto drastiche misure di contenimento della circolazione virale adottate nel nostro Paese. Peraltro è bene ricordare che la circolazione virale è un processo dinamico, per cui la gradualità e la cautela nella ripresa delle attività economiche e sociali devono rimanere la nostra priorità. Soprattutto alla luce delle riaperture del 3 giugno. Del resto, basta vedere come purtroppo la situazione sia molto diversa in Paesi, come Russia, Messico o India, nei quali queste misure non hanno potuto essere così efficaci e non hanno dato i confortanti risultati che vediamo nel nostro Paese“.

Ma ecco poi l’ottimismo del virologo Guido Silvestri: «Il Coronavirus è stagionale: con il caldo meno letale. Ma il suo ritorno dipende anche da noi» a dar man forte  al collega Zangrillo. Infatti, lo scienziato italiano, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, ha confermato che la carica virale nei tamponi per il Coronavirus è effettivamente più bassa rispetto all’inizio dell’epidemia. Insomma, i dati di Zangrillo dice «sono solidi», aggiungendo un’ulteriore dose di ottimismo per quanto riguarda la Fase 2, citando casi che sembrano confermare la stagionalità dell’epidemia. Ma…… ha sottolineato che questo è un ottimismo a scadenza, come lo yogurt, perchè  le stesse cause che avrebbero portato a un momentaneo rallentamento dell’epidemia potrebbero venir meno con la stagione autunnale.

E quindi è possibile ricominciare da capo?

Insomma, siamo alle solite, siamo bombardati  da pareri discordi di “competenti” che ci dicono tutto e il contrario di tutto. Senza ritegno e rispetto per chi ascolta.

A chi credere allora? Ci tocca sfogliare la margherita per deciderlo?

Nel frattempo il dato oggettivo di una riduzione dei ricoveri in ospedale, di quelli in rianimazione e soprattutto il calo dei decessi…..spinge un po tutti verso un ottimismo della volontà che rischia di soverchiare quel pessimismo della ragione che vorrebbe ci muovessimo, comunque, con ancora il rispetto di quelle cautele che ci hanno sin qui aiutato a svangarla.

Basta farsi un giro in città per capire da che parte pende la bilancia del sentiment prevalente….(personalmente siamo reduci dall’abbandono di un locale in cui aveva prenotato per 10 persone un nostro amico, appena verificata la sistemazione ad un tavolo con sedie posizionate vicine-vicine, come nella fase anti covid).

Certo, dobbiamo ricominciare a vivere e lavorare, è giusto. Forse è vero che qui al sud, in Basilicata, siamo a contagio zero per davvero che siamo in una botte di ferro…..tutti ci auguriamo che sia per davvero così.

Ma come abbiamo visto siamo destinatari (sin dall’inizio di questa pandemia ed ancora in queste ultime ore) di notizie parziali e contrastanti per cui ci sembra ancora opportuno e legittimo che nel dubbio, si continui ad applicare la saggia regola maestra della precauzione.

Ricominciare in un clima di fiducia crescente, con il rispetto della sicurezza reciproca, serve a tutti, specie a chi deve faticosamente ricominciare dopo uno stop oneroso.

Affidarsi allo spericolato “speriamo che me la cavo” potrebbe essere una scommessa che si può vincere….ma anche perdere.

Aspettiamo un po prima di appendere la mascherina al chiodo….