sabato, 1 Ottobre , 2022
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Dica ”33′. E Maida a Policoro ci racconterà anche della Sanità metapontina

Quel libro -che abbiamo già recensito- dal titolo che è tutto un programma ” Santi in Paradiso e Pazienti in fuga” ,del collega militante Vincenzo Maida, è di quelli che lascia una traccia, alimenta riflessioni, altre polemiche se volete. E domani a Policoro ne avrete una conferma. Del resto ha il merito di mettere le ”mani nella piaghe” di una realtà che, come tutto il Metapontino (e il discorso vale per altre aree della Basilicata che non sono ”Potenza”’ dell’accentramento e dell’arroganza) continua a essere dimenticato da governi di centro sinistra, centro destra e centri ”trasversali” di poteri e basta. Emblema delle dimenticanze e di una sanità con tante carenze, promesse annunciate (l’andazzo è questo) e non mantenute è l’ospedale Giovanni Paolo II di Policoro che, negli intenti del recente passato, sarebbe dovuto diventare l’ospedale della ”Magna Grecia”. Nulla di tutto questo. Alla deriva come il Madonna delle Grazie di Matera, con quelli di Stigliano e di Tinchi alla ricerca di una identità permanente e di una medicina del territorio che latita ovunque. Tutto questo mentre ci informano,periodicamente, che al San Carlo arrivano nuove attrezzature e si fanno interventi da oscar della medicina. Una provocazione bella e buona, visto che gran parte delle risorse vengono investite a Potenza, compresa la inutile e dispendiosa facoltà di medicina, che non è affatto la priorità della sanità di Basilicata. E allora Maida, con il suo libro, gli spunti di ”Cittadinanza Attiva” avrà di che raccontare sulla riforma sanitaria regionale e di quella fusione a freddo tra Asl 4 e Asl5, che ha finito con il peggiorare le cose. La Asm, purtroppo, non è un ”malato immaginario” come la nota piece di Moliere ma è alla canna del gas. E non si tratta di gas russo…ma di gas di via Anzio, ad alta concentrazione di zolfo,

POLICORO:
PRESENTAZIONE DEL LIBRO SANTI IN PARADISO E PAZIENTI IN FUGA DI VINCENZO MAIDA

Giovedì 21 luglio alle ore 20,15 in piazza Eraclea, presso il Caffè Letterario “Fahrenheit 451” sarà presentato il libro “Santi in paradiso e pazienti in fuga” scritto da Vincenzo Maida, pag.312, Valentina Porfidio Editore.
Interverranno Maria Antonietta Tarsia, Presidente regionale di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, gli avv. Giuseppe Labriola e Maria Bamundo, coordinerà la giornalista Cristina Longo, concluderà la serata una performance dell’Hermes Teatro Laboratorio di Matera.
Il testo rappresenta di fatto un’inchiesta esposta in forma narrativa sulla sanità lucana dall’approvazione della legge 833/78 fino ai nostri giorni .
Con un linguaggio incalzante e una forma scorrevole, l’autore narra tanti episodi comici, drammatici e tragici che legati come i grani di un rosario, fanno comprendere perché un lucano su quattro va a curarsi fuori regione, con una spesa annua di mobilità passiva che oscilla tra i cinquanta e i cento milioni di euro (dati AGENAS).
La Basilicata è superata in negativo solo dalla Calabria che spende ogni anno circa trecento milioni di euro. Spesso i lucani, come i calabresi, vanno a curarsi al Nord da valenti professionisti originari del Sud, a volte degli stessi piccoli paesi da cui provengono i pazienti.
Ha scritto nella prefazione Maria Antonietta Tarsia, Presidente Regionale Cittadinanzattiva- Tribunale per i diritti del malato: “Negli ultimi anni, circa due milioni di giovani hanno lasciato il Sud Italia. Ѐ un esodo che ci impoverisce e rispetto al quale non vi sono serie politiche di contrasto. Tra loro ci sono tanti valenti professionisti che hanno scelto di studiare fuori dalla loro regione e non vi hanno più fatto ritorno.”
Con legge 833 del 1978 veniva istituito il Servizio Sanitario Nazionale con l’obiettivo di gratuitamente erogare a tutti l’assistenza sanitaria. Fu allora che il banchetto della sanità si è aprì alla famelica voracità partitocratica.
Le disfunzioni, la disorganizzazione, la mancanza di appeal delle strutture sanitarie lucane sono il frutto di una gestione che al merito, alle capacità, alla qualità dei professionisti e alla efficacia e efficienza dell’organizzazione ha privilegiato la fidelizzazione politica per la raccolta del consenso.
Vincenzo Maida è nato e vive a Montalbano Jonico (MT).
Ha conseguito la Laurea Specialistica in Scienze del Servizio Sociale presso l’Università LUMSA di Roma (equiparata a Scienze Politiche) ed ha frequentato un master sulla Comunicazione Pubblica per dirigenti di Uffici Stampa.
Dal 1993 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti. Ha collaborato con varie testate giornalistiche: “Vento del Sud”, “Roma”, “Il giornale di Napoli”, “Novantesimo Minuto”, “Italia Settimanale”, “Il Secolo d’Italia”, l’emittente televisiva TBM di Taranto.
È stato: componente del CO.RE.RAT di Basilicata ( Comitato regionale sui servizi radio televisivi), della redazione di Matera del quotidiano “Lucania”, Direttore Responsabile dei periodici “Heraclea”, “InformaSanità” e “Metis Magazine”.
Dal 1995 al 2008 ha svolto l’attività lavorativa come Responsabile dell’Ufficio Stampa dell’Azienda Sanitaria di Montalbano Jonico e dal 2008 al 2020 dell’Azienda Sanitaria di Matera.
Ha scritto: i testi teatrali “Rachele Cassano 1799”, “Scorie e cicorie show”, “Il campanello d’oro”, “Preti e Briganti”, “Teorema dell’essenza”, “Sancia Dentice”, “Naufragio di stelle”, “Pietre e Petrolio”, “Una terra nell’anima”, “Francesco Lomonaco: ultimo scritto” (tutti portati in scena).
Ha pubblicato: le raccolte di poesie “L’arco e la daga” e “Trasgressioni”; i romanzi storici “La castellana”, “I muri parlano”, “La ragazza sui calanchi”, “Non ho tradito”, “Nicola Romeo”, la raccolta di testi teatrali “Teatro delle origini”.
Una tesi di laurea sulla sua produzione drammaturgica è stata discussa presso il DAMS dell’Università di Bologna.
Ѐ possibile richiedere il libro direttamente alla casa editrice o allo stesso autore tramite i social o con una mail amaida@libero.it.

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1 commento

  1. Pregevole lavoro quello di Maida capace di infilare per l’ennesima volta – nel senso che il tema sanità è un “sempreverde” che ci riserva ogni volta laceranti verità- il classico dito nella piaga: il regionalismo è servito o come ha scritto Salvemini ” C’è,a quel che pare, oggi in Italia – n.d.r. l’affermazione è del 1949 ma è di una lungimirante attualità-, della gente che vuole la regione credendo che una regione italiana corrisponderebbe a un cantone svizzero”? Il regionalismo ha creato 20 “capitali” che hanno succhiato ogni singolo finanziamento -penso alle faraoniche sedi degli uffici- per ricreare cloni di inefficiente romanità.

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