Una bottiglia vuota, ma originale di Olio di fegato di merluzzo, dal sapore agrodolce che era il toccasana per i bambini della Prima fase della prima Repubblica del BelPaese, alle prese con carenze vitaminiche di vario tipo. A tirarla fuori da dietro al bancone il buon Emanuele Morelli, penultima generazione dell’omonimo Emporio materano, che nella tradizione locale è noto come ”Michele La Stoppa”. E la bottiglia, dalla slanciata forma trapezoidale, reca la dicitura ”Olio fegato merluzzo. Supervitaminico. e l’imprimatur Farmaceutici Bari”. Sull’etichetta dal fondo verde olivo il disegno di un pesce, che rassomiglia più a un cetaceo che a un merluzzo”. Un simbolo di forte suggestione e magari per indicare che dopo averne trangugiato un cucchiaio si diventava forti come una balena. Puo’ darsi. Una storia che risale ai primi del Novecento e che ha portato l’olio di fegato di merluzzo a svolgere una azione da integratore dietetico sopratutto per i ragazzi. E questo fino agli anni Cinquanta, con l’ingresso sul mercato e le valutazioni benefiche dell’olio extravergine di oliva. L’olio di fegato di merluzzo, ottenuto dal fegato fresco del genere Gadus, è’ tornato in auge per la prevenzione di patologie connesse al colon, carenze vitaminiche. E’ un integratore alimentare ricco di omega 3 e di vitamine come la A che migliora capacità visive e mantenimento delle mucose, la D che favorisce l’assorbimento di calcio e fosforo, mantenimento di ossa e denti e del funzionamento del sistema immunitario oltre alla E per la protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Altro che beveroni commerciali venduti in bottiglie colorati e accompagnati da tanti Energy, Plus, Vit, Power e via trangugiando.