Dal TDME esempio e buone pratiche per contrastare epidemia da covid 19 e non solo

Quanti hanno potuto partecipare e seguire al Matera Hotel di Venusio il convegno sul tema ” Obbligo vaccinale anti-covid 19 fra teoremi e opportunità.Stato dell’arte” organizzato dal Tribunale dei diritti e dei doveri del medico ha potuto apprezzare per professionalità e qualità dei relatori quale sia la strada da seguire per ottenere risultati concreti nella lotta all’epidemia da covid 19 (e sue varianti) e in altre che potrebbero verificarsi in futuro. E la terapia è un mix di alto senso di responsabilità e di buon esempio di medici, e del personale sanitario, di corretta e puntuale informazione, di servizi di prevenzione e ricerca.

Merito del presidente del TDME, Alberto Fragasso, del direttore scientifico Domenico Tafuni che hanno organizzato (e con tanta pazienza e dedizione) l’evento con il supporto della segreteria organizzativa della società Allmeetings. E sono stati gli spunti di riflessione negli interventi succedutisi in sala, moderati dal collega Marco Palma di Mediaset, o a distanza come ha fatto il prof Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive del policlinico San Martino di Genova. E la ripresa della curva dei contagi è stato uno dei temi che si è susseguito tra i commenti del convengo , ma senza creare climi e toni allarmistici come ha evidenziato il professor Giorgio Palù, virologo, e presidente dell’ Agenzia italiana del farmaco.

”Sì -ha detto il professor Giorgio Palù- c’è una ripresa siamo passati in percentuale da 30 per 100.000 a oltre 50 quindi anche con l’ R con T , l’indice di trasmissibilità che è passato da 0,8 a poco sopra l’1 e quindi siamo in fase epidemica. Direi che non c’è da meravigliarsi, nel senso che con la stagione invernale questi virus a diffusione area hanno la possibilità di propagarsi di più. E poi stiamo pagando lo scotto di quello che ci viene dall’Europa del Nord e sopratutto dell’ Est Europa, con Paesi come Bulgaria , Russia e Romania che hanno una copertura vaccinale del 20 per cento. Germania e Inghilterra recentemente. La cosa importante è saper distinguere tra numero di casi incidenti e le conseguenze .Quindi quando si parla di positivo si dovrebbe anche specificare quanti ricoverati, quanti sintomatici, quandi in rianimazione . Fortunatamente la curva lì è piatta” . Ma calma e gesso ed evitiamo gli eccessi. ” Chi lancia -ha proseguito- allarmi e ce ne sono dovunque in questo Paese non fa gli interessi dei cittadini conquista solo le prime pagine dei giornali. Bisogna che il dato venga fornito in maniera obiettiva , comunicato alla società civile per quello che è in realtà. Questo significa mantenere alta l’attenzione e il fatto di avere il green passe e di mantenere le misure di protezione individuale (io sono vaccinato anche con la terza dose) . Si c’è la possibilità di trasmettere in forma asintomatica l’infezione ma è sempre meglio garantire. Questo convegno parla dei diritti ma anche dei doveri del medico . Ricordiamo che i sanitari, sopratutto contro il vaccino stagionale dell’influenza si vaccinano meno degli altri”. Consiglio di vaccinarsi per i due vaccini . Stiamo pagando lo scotto di milioni di persone che ancora non si vaccinano e quindi sono i primi diffusori del virus. E quindi -ha concluso- vacciniamo il più possibile . Cerchiamo di convincere i resistenti. Abbiamo un atteggiamento coscienzioso ma anche fiducioso perchè questa sarà credo che questa sarà la fase critica, ma insomma la copertura garantisce sicuramente oltre il 90 per cento dalla infezione , che causa la malattia grave con conseguenze serie.

Nel corso dei lavori sono stati illustrate le indicazioni preliminari di un lavoro di monitoraggio circa l’incidenza delle vaccinazioni su 215 pazienti affetti da malattie ematologiche , che fanno capo agli ospedali di Potenza e Matera. Prime indicazioni che evidenziano il mancato raggiungimento del mimino indispensabile alla risposta immunitaria rispetto alle persone sane. ” C’è una quota di pazienti -ha detto il dottor Michele Pizzuti, primario di ematologia al San Carlo e al Madonna delle Grazie- che non raggiunge il minimo indispensabile di risposta immunitaria. I pazienti ematologici sono più esposti alla infezioni e quindi vanno protetti. Ci sono alcune patologie laddove è netta la mancanza di risposte e tra queste quelle del sistema linfatico. Per cui consiglio e invito a vaccinarsi,in modo da estendere il più possibile l’ immunità di gregge”. E a proposito di vaccinazioni l’assessore regionale alla Salute, Rocco Leone, ha fornito il quadro della situazione vaccinale. In Basilicata hanno ricevuto la prima dose 432323 persone/78,14 per cento), 392642 (70,97 per cento)la seconda e la terza (riferita ai pazienti fragili) da 6647 (1,20 per cento). Manca ancora una fascia di persone che non si è ancora vaccinata o, per vari motivi, ha deciso di non farlo. Una parte di quella popolazione residente di 553254 persone(dati Istat) non raggiunta, che attende o che si rifiuta di farlo. La scommessa è qui..anche tra medici, operatori sanitari e non (pochi a quanto pare) che finora non si sono vaccinati.

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