E’ il momento, e non da ora, delle scelte, della coerenza di difendere quanto conquistato sul campo dalle generazioni passate, come il servizio sanitario pubblico, svenduto, spezzettato, riorganizzato (si fa per dire), ridimensionato a beneficio di quello privato comunque…in un’epoca di compromessi per le liberalizzazioni in nome di una efficienza aleatoria, che ha dato i risultati che sappiamo durante la pandemia da virus a corona covid 19. E la cosa è saltata con una ampia deflagrazione e contraddizione in Lombardia, con i contagi, i lutti e le contraddizioni che sappiamo, nonostante le giustificazioni politiche e di compromesso di maniera. Le inchieste vanno avanti (di recente le risultanze, inferiori alle attese sul Pio Albergo Trivulzio) e a Milano -come evidenziano le immagini- la manifestazione in piazza Duomo per la liberalizzazione dei vaccini e contro le privatizzazioni della sanità lombarda. Un concetto che ha valore e significato ovunque, quello lanciato da Medicina democratica e dal Coordinamento lombardo per il diritto alla salute con una cinquantina di associazioni, e con una richiesta precisa al Governo e a quanti dovrebbero lavorare meglio per la sanità pubblica, bene comune irrinunciabile dal Nord, al Centro, al Sud e nelle Isole.

IL COMUNICATO STAMPA DELLA MANIFESTAZIONE

Milano, 23 ottobre 2021

UN VACCINO CONTRO LE PRIVATIZZAZIONI DELLA SANITA’ LOMBARDA PER GARANTIRE LA SALUTE PER TUTTI

Un migliaio in Piazza Duomo a Milano, in rappresentanza di oltre 50 associazioni e organizzazioni attive in tutta la Lombardia: tornare a un servizio sanitario pubblico per garantire il diritto alla salute per tutti, senza differenze e discriminazioni.

Milano, 23 ottobre 2021.  Una enorme flacone di vaccino contro le privatizzazioni e centinaia di candele bianche davanti a una grande croce in memoria degli oltre 35.000 morti di Covid 19 in Lombardia: una Piazza Duomo dove circa mille persone, provenienti da diverse parti della Lombardia hanno chiesto con determinazione una decisa inversione di rotta nelle scelte per la salute e per la salvezza del servizio sanitario pubblico. Tantissime le associazioni, forze sociali e organizzazioni che hanno risposto all’appello di Medicina Democratica e del Coordinamento Lombardo Dico 32: “Difendere la sanità pubblica dagli ennesimi tentativi di rafforzare il settore privato con la pseudo riforma della legge 23/2015 che la Giunta regionale sta predisponendo, è questo il nostro obiettivo che oggi ha visto un momento di particolare condivisione”, ha detto Marco Caldiroli, presidente nazionale di Medicina Democratica, intervenendo in apertura.

Una manifestazione che da tempo non si vedeva a Milano sui temi della salute: “La salute non si vende, la sanità pubblica si difende! Vogliamo un servizio pubblico universale, gratuito, partecipato e di qualità. Nessun profitto sulla nostra pelle”, questo il messaggio condiviso da un ampio schieramento, che raccoglie tanti movimenti e associazioni di volontariato, che hanno vissuto sulla propria pelle gli effetti della privatizzazione, soprattutto sulla medicina territoriale. Il suo depotenziamento, in particolare, ha causato un ulteriore carico di morte per l’inadeguata e caotica gestione della pandemia.

Venti gli interventi che si sono succeduti dal palco mobile, allestito davanti al Museo del Novecento, su cui campeggiava un enorme flacone di “vaccino antiprivatizzazione”.
Fra i tanti interventi Vittorio Agnoletto,Osservatorio Coronavirus, Delfina Colombo ACLI, Melissa Oliviero,CGIL, Nadia Riva comitato difesa pubblica Sud ovest Milano,oltre ai consiglieri di opposizione Fabio Pizzul,PD, Marco Fumagalli M5S, Michele Usuelli Europa+ e dei rappresentanti di Rifondazione e Sinistra Italiana e dei sindacati di base.

Una piattaforma in 22 punti contiene le richieste fondamentali per la salvezza e la riforma del servizio sanitario pubblico regionale. “Chiediamo- ha aggiunto Marco Caldiroli- un servizio socio-sanitario basato sui bisogni dei cittadini, con obiettivi di salute misurabili con gli strumenti dell’epidemiologia. Chiediamo una medicina territoriale basata sui distretti, sulla integrazione dei servizi sanitari e sociali, sulla prevenzione e su ruoli ben definiti fra ospedali e case della comunità”.
Per info. Carmìna Conte cell. 393 137 7616.