”Non mi fermo più” ci aveva detto Marzio ”Marziolino” Muscatiello dopo la vicenda non ancora chiusa dell’introduzione del ticket di 2,50 euro ( esenzioni e categorie protette escluse) sulle ricette per prescrizioni di farmaci e via elencando. Ed è stato conseguenziale con un invito, a nome dell’associazione disabili Marziolino odv” alla presidente del consiglio dei ministri Giorgia Meloni a prendere a cuore e a intervenire sulla situazione dei disabili in Basilicata, in particolare da quelli del Materano, in merito ai tempi lunghi per visite e prestazioni presso il C.U.P. Per farla breve Marziolino che, invita a non prendersela con il capo di governo che festeggia domani a Bari la longevità del suo governo ma con una crisi economica,emigrazione giovanile, tagli alla sanità e perdita di autonomia decisionale del nostro Paese ”allineato e e coperto” sulle posizioni guerrafondaie di Stati Uniti e Israele, chiede di intervenire per rimuovere cause e individuare responsabilità su quanto denunciato. Mica facile con un governo territoriale che proprio nella sanità ha dimostrato limiti e conti in rosso.

Sanità in Basilicata: la gestione locale non può diventare una colpa del Governo Meloni
Progetto Matera Centro Visite Mediche Provinciale Basta prenotazioni al CUP di
Potenza L’ Associazione “Azione Disabili Marziolino ODV” si manifesta il profondo rammarico e il forte disagio dei tanti cittadini e persone con disabilità , anziani e malati tutti che rappresentiamo sul territorio lucano.
In data 12 luglio 2024, alle ore 11:29, la Segreteria di Presidenza riscontrava una nostra nota informandoci di aver provveduto a mettere al corrente l’Assessore Cosimo Latronico in merito alle gravi problematiche da noi sollevate circa i tempi d’attesa e l’accesso alle visite mediche tramite CUP. In quell’occasione, presentavamo il nostro studio e la nostra proposta concreta: il Progetto “Matera Centro Visite Mediche Provinciale”, ideato proprio per decongestionare le liste e garantire il diritto alla salute.
A distanza di oltre due anni da quella comunicazione, e nonostante la disponibilità al dialogo sempre dimostrata dalla nostra ODV, non siamo mai stati ricevuti
Il blocco delle visite CUP e l’impossibilità di accedere a cure tempestive sul territorio provinciale di Matera stanno creando situazioni di grave pericolo per la salute pubblica, penalizzando soprattutto le fasce più deboli e i pazienti fragili. Riteniamo inaccettabile che le istituzioni regionali ignorino le richieste di confronto di un’associazione di categoria che offre soluzioni concrete e non solo proteste.
La salute dei cittadini non può attendere i tempi della burocrazia o subire il silenzio della politica, che non rispetta la costituzione Italiana che narra al primo posto la salute del Popolo Italiano .
Negli ultimi giorni la sanità lucana è finita al centro del dibattito a causa della decisione della Giunta regionale della Basilicata di introdurre un ticket fisso di 2,50 euro su ogni ricetta farmaceutica. La misura, difesa dall’assessore regionale alla Salute Cosimo Latronico come un atto necessario per contenere i costi e mettere in sicurezza i bilanci regionali, ha sollevato forti proteste da parte dei sindacati e delle opposizioni, in particolare nel territorio di Matera.

A questa discussione si aggiungono i disagi storici legati alle prenotazioni tramite il Centro Unico di Prenotazione (CUP), che costringono i cittadini della provincia di Matera a confrontarsi con una gestione centralizzata a Potenza, e il parallelo boom delle strutture private, spesso alimentate da medici ospedalieri in pensione.
Davanti a questo scenario, appare non solo ingiusto, ma politicamente scorretto tentare di addossare le colpe delle inefficienze locali o delle scelte tariffarie territoriali alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
L’autonomia regionale e la responsabilità dei territori
La Costituzione italiana affida la gestione, l’organizzazione e la spesa della sanità pubblica direttamente alle singole Regioni. Il Governo centrale stabilisce i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) e ripartisce il Fondo Sanitario Nazionale, ma la traduzione pratica di queste risorse in servizi efficienti spetta esclusivamente ai governatori e agli assessori regionali.
La scelta di applicare un ticket farmaceutico di 2,50 euro risponde a dinamiche di bilancio interne della Regione Basilicata per frenare il disavanzo locale, e non a direttive impositive del Governo Meloni. Strumentalizzare un provvedimento locale per attaccare Palazzo Chigi significa ignorare il funzionamento delle istituzioni e confondere i livelli di responsabilità.
Il nodo dei servizi a Matera e la crescita del privato
Le criticità relative al CUP e le difficoltà per i cittadini materani di prenotare visite sul proprio territorio senza dover fare riferimento alla centralizzazione di Potenza rappresentano un problema di management e logistica sanitaria locale. La presunta migrazione verso la sanità privata a pagamento – agevolata da professionisti usciti dal settore pubblico – è la conseguenza di liste d’attesa non gestite adeguatamente a livello regionale.
Il Governo nazionale ha recentemente varato decreti e stanziato fondi specifici proprio per l’abbattimento delle liste d’attesa in tutta Italia, fornendo gli strumenti normativi ed economici ai territori. Spetta però agli enti locali applicare tali strumenti con efficacia, potenziando la sanità di prossimità invece di centralizzare i servizi a discapito della provincia di Matera.
Conclusioni
Prendere a pretesto le difficoltà quotidiane dei malati e dei pensionati lucani per fini di propaganda politica contro Giorgia Meloni è un’operazione che non risolve i problemi dei cittadini. La Presidente del Consiglio sta lavorando per garantire la sostenibilità macroeconomica del Paese e il supporto alle fasce deboli. I nodi legati ai ticket farmaceutici, ai disagi del CUP e ai presunti favori al privato in Basilicata vanno sciolti là dove sono nati: nelle sedi della politica e dell’amministrazione regionale della Basilicata.

