Circa un anno fa, il 13 novembre 2020:

  • in Italia si toccava il record, ad oggi imbattuto, di nuovi positivi in una sola giornata: 40.902, insieme a 550 decessi legati al Covid;
  • in Basilicata nella stessa giornata si contarono 263 positivi, 165 ricoveri totali e 21 in terapia intensiva, 5 i decessi.

E’ passato un anno da quegli inizi di novembre quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (che si è trovato a gestire la pandemia nel primo paese dell’occidente, senza istruzioni per l’uso) annunciava, l’entrata in vigore del coprifuoco (non si sarebbe potuti uscire di casa dalle 22 di sera alle 5 di mattina) e nasceva anche il sistema delle regioni a colori.

I territori venivano suddivisi in gialli, arancioni e rossi sulla base della diffusione del virus (la zona bianca -in cui si trova oggi tutto il Paese- verrà istituita, dopo, nei primi mesi del 2021). In fascia rossa, chiuse tutte le attività commerciali, eccetto quelle ritenute “essenziali”, vietati gli spostamenti in entrata e in uscita tra regioni rosse e arancioni, consentiti solo tra quelle gialle. Si poteva uscire per fare attività fisica, ma solo nei pressi della propria abitazione, con la scuola che tornava in didattica a distanza, appena due mesi dopo il rientro in aula.

Nel novembre 2020, dopo mesi estivi relativamente tranquilli, la pandemia da coronavirus tornò a colpire con più forza rispetto alla prima ondata. Il tasso di positività (percentuale di tamponi risultati positivi al Covid sul totale di quelli processati) toccava il 16% e i contagi superavano le 40mila unità, migliaia di ricoverati in terapia intensiva, mezza Italia in zona rossa.

Ora, a novembre 2021, l’Italia è entrata nella quarta ondata, i contagi sono in risalita, come in tutta Europa, ma il quadro epidemiologico che abbiamo davanti è cambiato, i numeri sono molto diversi, tutto il Paese è al momento in zona bianca.

Cosa è successo in questi 12 mesi?

E’ successo che il 27 dicembre 2020 (a meno di un anno dall’inizio della pandemia) arrivavano in Italia le prime 9.750 dosi di vaccino anti Covid prodotte da Pfizer. E, sebbene, dopo qualche mese, nell’inverno e nella primavera 2021, siano sopraggiunte le varianti Alfa e Delta a segnare un nuovo aumento dei contagi, gli stessi sono rimasti in ogni caso costantemente sotto le cifre del novembre 2020.

Ed oggi, dopo milioni di dosi somministrate, con una alta % della popolazione dai 12 anni in su immunizzata contro il coronavirus, la situazione è completamente diversa da quella di un anno fa.

Nessuna attività commerciale è chiusa e poche le restrizioni per tenere la curva epidemiologica sotto controllo (mascherine protettive negli spazi al chiuso ed esibizione del Green pass per poter accedervi, tranne che in negozi, centri estetici e parrucchieri).

I contagi hanno ripreso a salire, ma i numeri sono diversi e ieri 13 novembre 2021:

  • in Italia il report del Ministero della Salute registrava 7.569 nuovi contagi  (tasso positività 1,7%) e 36 decessi;
  • in Basilicata sono 60 i positivi di giornata, 27 i ricoverati totali ed 1 in terapia intensiva, con zero decessi (l’ultimo è del 20 ottobre scorso).

E’ evidente che il merito di questa situazione nettamente migliore rispetto ad un anno fa (con buona pace dei No vax) è dovuto alla protezione offerta dai vaccini che (sebbene ora si apprenda che dopo sei mesi dal completamento dell’immunizzazione cali con l’efficacia contro il virus passi dal 76 al 50%, pur continuando a rimanere alta contro il rischio di un decorso grave della malattia, con conseguente effetto positivo su ospedalizzazioni e decessi) è stata la indiscutibile chiave di volta della lotta alla pandemia in Italia, grazie anche all’alto numero di adesioni alla campagna vaccinale: 46.846.492 di persone con almeno una somministrazione (l’86,74 % della popolazione over 12)  e 45.417.696 ( l’84,09 %) quelle che hanno completato il ciclo vaccinale.

Appare evidente la ragione che spinge le autorità a sollecitare chi non lo avesse ancora fatto a vaccinarsi e ad avviare la campagna per la somministrazione di dosi ulteriori a quelle del ciclo primario di vaccinazione, inizialmente per gli over 60, gli over 18 fragili, gli ospiti e il personale delle residenze per anziani e gli operatori sanitari ed ora anche con le terze dosi consigliate anche a tutta la popolazione over 40.

Infatti, non è mica un caso se mentre gran parte dei Paesi europei si ritrovano a fare i conti con decine di migliaia di nuovi contagi al giorno, l’Italia (insieme a Portogallo e Spagna -anch’essi con alta percentuale di vaccinati) sia tra gli Stati dove la quarta ondata appare essere maggiormente meno impattante e più sotto controllo.

Sembra che bisognerà perseverare almeno per questo inverno e sperare che con il sopraggiungere di nuove cure il prossimo novembre si possa parlare di covid in modo ancora meno preoccupante di questo.