Quando c’è una malattia a forte rischio di contagio come il covid 19 le persone debilitate o che lottano per altre situazioni, come le esposizioni a malattie professionali come l’absestosi, sono quelle che devono stare sul ” Chi va la?” e per tanti motivi . La presidente dell”Aiea Sardegna, Sabina Contu, nella nota che segue – girataci sia dal presidente di Aiea Valbasento Mario Murgia e dall’addetto stampa di AIea Sardegna Carmina Conte – parla di un dramma nel dramma tra gli esposti all’amianto dell’isola, con un invito a tenere alta l’attenzione su quanti vivono questa doppia situazione. E battaglierà come è continuerà a portare avanti quanto Aiea sta facendo per vittime e famigliari esposti all’amianto anche in altre parti del Paese. Una preoccupazione della quale devono occuparsi i governi nazionale e locali.

COMUNICATO STAMPA
Appello di Aiea Sardegna: Coronavirus, doppia emergenza per gli iscritti al Registro Esposti Amianto, a
rischio per patologie pregresse, asbestosi e placche pleuriche. Urgente protocollo specifico. Profondo
cordoglio per i medici deceduti, vittime del lavoro, solidarietà agli operatori sanitari impegnati
nell’assistenza. Sabina Contu, presidente AIEA Sardegna: “Oltre l’emergenza, necessaria svolta nella sanità
pubblica regionale. Non molleremo su nulla. La tutela della salute delle persone non si può mediare”.
“C’è un dramma nel dramma che stiamo vivendo in Italia e nella nostra Isola, c’è una categoria di persone
particolarmente a rischio e per le quali esprimiamo la più viva preoccupazione e lanciamo un appello: sono
gli ex lavoratori delle industrie chimiche sarde e non solo”, ha dichiarato Sabina Contu, avvocata, segretaria
nazionale AIEA, Associazione Italiana Esposti Amianto e presidente AIEA Sardegna- Si tratta di persone
colpite da asbestosi e placche pleuriche, che presentano delle interstiziopatie polmonari che aumentano il
rischio di mortalità in caso di contatto con il Covid 19″.
Sono complessivamente circa 3.000 gli ex lavoratori delle industrie chimiche sarde,e non solo, iscritti al
Registro Esposti Amianto, sparsi un po’ in tutta la regione, di cui 1.000 nella sola provincia di Nuoro,
prevalentemente legati all’industria chimica di Ottana. “Siamo fortemente preoccupati – ha aggiunto Sabina
Contu- per la loro particolare condizione per il pericolo incombente relativo all’epidemia: chiediamo che
venga attivato con urgenza un protocollo specifico, che ne consenta lo screening per il coronavirus Covid 19
in tempi rapidi, affinchè vengano individuati le eventuali positività e presi i necessari provvedimenti, per
limitare il più possibile le ulteriori gravi conseguenze”.
Si tratta di persone che hanno già pagato duramente per aver lavorato nelle industrie chimiche e
petrolchimiche sarde, ma anche nell’edilizia e in altre attività, in presenza di amianto, senza le necessarie
tutele e precauzioni. Come è noto, ci sono voluti anni di lotte e iniziative, promosse da AIEA, CGIL,
ANMIL per imporre all’attenzione della Regione e delle Istituzioni nazionali il caso ex Enichem Ottana, in
cui si negava la presenza di amianto in quantità pericolose per la salute.


“Migliaia di lavoratori – ha dichiarato Saverio Ara, ex tecnico Enichem Ottana, Direttivo AIEA -hanno
subito nei decenni passati la grave ingiustizia di non poter accedere ai provvedimenti di legge, in termini di
prevenzione, tutele e sorveglianza sanitaria specifica. In troppi si sono ammalati di gravi patologie, con
sofferenze e lutti dolorosi, che hanno portato via uomini ancora nel vigore degli anni agli affetti delle
famiglie e della comunità”. Sono oltre 200 i morti per mesotelioma, carcinomi polmonari e patologie
amianto correlate, che è stato possibile “catalogare” riferiti alla sola fabbrica di Ottana, ma sono troppi i casi
che sfuggono al controllo, non essendo operativo a tutti gli effetti il Registro Regionale Tumori.
“Da tempo- ha detto Francesco Tolu, Direttivo AIEA, ex lavoratore Ottana – chiediamo una maggiore
collaborazione tra l’INAIL, i medici del lavoro e gli specialisti che si occupano degli ex lavoratori iscritti
nel Registro Esposti Amianto, ai sensi della legge regionale 22 del 2005, al fine di scambiare le informazioni
utili alla sorveglianza sanitaria e alla tutela delle malattie professionali degli ex lavoratori delle industrie
sarde, una collaborazione che però stenta a decollare e a produrre gli effetti necessari, nonostante gli impegni
sottoscritti”.
” Stiamo vivendo una emergenza eccezionale- ha aggiunto Sabina Contu- che ha sconvolto la nostra
esistenza, e in cui alcuni rischiano di pagare un prezzo troppo alto. Esprimiamo, per questo, il nostro più
profondo cordoglio e vicinanza ai familiari dei medici, deceduti per l’epidemia del coronavirus Covid-19 ,
24 ad oggi, il cui conto rischia di crescere e toccarci purtroppo da vicino. Si tratta di vittime del lavoro: è
una strage, che rischia di mietere vittime anche nella nostra isola fra il personale sanitario e che occorre
fermare in tutti i modi”.
Siamo di fronte, infatti, a una situazione sconcertante, perchè se è vero che in campo nazionale è salito
ormai al 10% il numero degli operatori sanitari sul totale dei 54.030 casi positivi, in Sardegna il contagio
per i medici e il personale paramedico è oltre il 50%. “A loro va la nostra solidarietà e la più profonda
riconoscenza per quanto hanno fatto- ha detto Sabina Contu- Come AIEA Sardegna lanciamo un forte
appello e una mobilitazione affinché questa immane tragedia sia l’occasione per imprimere una svolta
decisiva nella gestione della salute in Sardegna, su cui occorrerà aprire un confronto fra Regione e tutti gli
attori convolti: Non molleremo su nulla. La tutela della salute delle persone non si può mediare”.
Per fronteggiare la grave situazione di criticità, AIEA Sardegna ha sospeso gli incontri settimanali con gli
iscritti per le consulenze nelle sezioni di Cagliari, Nuoro e Sassari e ha provveduto ad attivare la consulenza
telefonica sul numero 331 17 18 095, a partire da giovedì 26 sine die,dalle ore 10:00 alle ore 12:00