Nel titolo chiaro e senza tanti raggiri è sintetizzata la situazione di abbandono di tanti lavoratori e dei loro famigliari esposti alle lavorazioni di amianto e di altri cicli produttivi delle Valbasento, in provincia di Matera, che hanno visto – emergenza covid a parte- interrompere e quindi negare gli esami periodici di sorveglianza, per evitare altre malattie, altri lutti purtroppo. E a prendere carta e penna, come si dice prima della posta certificata, è l’Associazione italiana esposti amianto Valbasento Mario Murgia, che non ha mai smesso di sollevare il problema, con una nota inviata al commissario della Asm Sabrina Pulvirenti affinchè convochi un incontro per comunicare “perchè e per come quel servizio non riparte”.

E lo dice,entrando nel dettaglio della materia, dopo che nelle scorse settimane (ormai è passato oltre un mese) i sindacati confederali avevano chiesto tra le varie cose legate al depotenziamento dell’Ospedale Madonna delle Grazie a ai rischi di soppressione della stessa Asm, di riavviare (sintetizziamo) il servizio di sorveglianza. Non è accaduto nulla e la cosa non ci sorprende più di tanto. Del resto avevamo invitato ad essere come San Tommaso. Se non ci sono risorse, volontà o si è deciso per altro fatelo sapere. E a farlo, siamo onesti, a decidere non è il commissario o la Asm ma la Regione Basilicata che, ad oggi, non ha avviato alcun confronto stabile, concreto con le parti sociali. Qualche consiglio comunale, come quello di Matera all’insegna del ‘dejà vu ” con tante rassicurazioni e promesse, ma non si muove nulla. Si è mosso, purtroppo, solo spreco di risorse – e nel silenzio generale – per la facoltà di medicina a Potenza, a numero chiuso per 60 allievi, con un investimento triennale di 23 milioni di euro da parte di Regione, Università di Basilicata e Ministero della Sanità.

Il Campanile non c’entra, ma c’entra il degrado della sanità di Basilicata.Fate pure, ma è un investimento inutile. Quelle risorse, in un periodo di vacche magre vanno spese per la medicina del territorio e per la prevenzione: dagli anziani, ai disabili,agli esposti a malattie professionali. E qualcuno li sta avendo e li avrà sulla coscienza. Altro che buona politica. Tanta mediocrità e protagonismo autocelebrativo, con l’illusione di risollevare le sorti dell’ospedale san Carlo in primis e quello della sanità regionale, alle prese con una cronica migrazione sanitaria. Naturalmente attendiamo, oltre alla convocazione, atti concreti ma dalla Regione, dalla quale dipende la Asm


Matera, lì 24 giugno 2021
LETTERA APERTA

Commissario ASL Matera
Sabrina PULVIRENTI
asmbasilicata@cert.ruparbasilicata.it
OGGETTO: RICHIESTA INCONTRO PER SORVEGLIANZA SANITARIA EX ESPOSTI AMIANTO
L’Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA VBA) si fa portavoce delle preoccupazioni e dei timori dei propri iscritti per l’ingiustificata interruzione del programma di sorveglianza sanitaria attiva dei lavoratori esposti ed ex esposti ad amianto, esponendo quanto segue.
Premesso che
– in Basilicata è attivo un programma di sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti ed exesposti ad amianto;
– sono attualmente 2500 i lavoratori e gli ex lavoratori sottoposti a sorveglianza attiva presso
L’Ospedale di Matera;
– detti lavoratori hanno manifestato enorme preoccupazione per l’interruzione di tale
servizio, sollecitando più volte un intervento, volto a determinare l’immediato ripristino del
programma di sorveglianza sanitaria.
***
– Vista la D.G.R. nr. 2775/2000 recante l’istituzione del Centro Operativo Regionale “COR
Basilicata”, del Registro Nazionale Mesoteliomi “ReNaM” – ReNaM COR Basilicata, che si avvale
del supporto tecnico-scientifico del ReNaM COR Puglia (accordo quadro nr. 1341/2006 – DGR nr.
1179/2007); pag. II
– Vista la D.G.R. nr. 527/2006, recante “Intervento sanitario a favore dei lavoratori ex esposti ad
amianto. Istituzione del Centro di Riferimento Regionale ReNaM COR Basilicata – Puglia e dei
Centri di Riferimento Provinciali di Potenza e di Matera”;
– Vista la D.G.R. nr. 1662 del 25/09/2009, recante “Registro dei lavoratori esposti ed ex esposti ad
amianto. Adozione delle modalità operative inerenti le attività correlate –registrazione e
sorveglianza sanitaria”, allegata alla presente richiesta.

Considerato che
– il servizio di Sorveglianza Sanitaria, attivo dal 2006 presso L’Ospedale di Matera e che prevede
l’effettuazione di “visita medica, TC torace Low Dose, Spirometria e DLCO (esame spirometrico)”,
al 31 dicembre 2019 ha consentito:
 l’attuazione della sorveglianza sanitaria regolare, con cadenza almeno biennale, di
circa 2.500 lavoratori ex esposti sui circa 7.000 dipendenti delle Società operanti nei
siti industriali del Basso Basento e delle colline materane;
 l’esecuzione di circa 12.200 visite mediche;
 la diagnosi oltre 70 tumori polmonari in fase precoce;
 la denuncia all’INAIL circa 300 malattie professionali asbesto – correlate;
– la tempestività della diagnosi precoce (protocollo micro noduli) del Cancro del polmone che ha
permesso la sopravvivenza dei soggetti colpiti da queste patologie oncologiche, e sicuramente
ha contribuito a migliorarne le condizioni di vita;
– l’U.O. di Medicina del Lavoro dell’ospedale di Matera ha seguito la più numerosa coorte di
lavoratori esposti ed ex esposti ad amianto sul territorio nazionale;
– dal 2007, tale servizio segue anche lavoratori affetti da neoplasia polmonare con gravi difficoltà
respiratorie, i quali, peraltro non sono stati sorvegliati dall’inizio della corrente epidemia con
conseguente rischio di aggravamento e conseguenti exitus;
– che l’immotivata quanto improvvisa interruzione del servizio di sorveglianza sanitaria, istituita in
Regione, ha inevitabilmente leso l’affidamento dei tanti lavoratori esposti ed ex esposti che,
credendo di essere inseriti nell’ambito di un programma attivo di prevenzione, sono rimasti
nell’attesa di essere richiamati a visita, evitando di sottoporsi autonomamente e di propria
iniziativa a visita presso altre strutture sanitarie, nella convinzione di essere in follow-up presso
l’U.O. di Medicina del Lavoro dell’ospedale di Matera; pag. III
– considerato che le continue sollecitazioni provenienti dai nostri associati, preoccupati dalle
notizie che acquisiscono in ambito ospedaliero circa l’interruzione dell’attività di sorveglianza
sanitaria, oramai da oltre un anno;
– considerato altresì che gli incontri tenuti nel mese di ottobre 2020 e gennaio 2021 presso la Regione Basilicata, non hanno sortito alcun esito;
– considerato inoltre che la sorveglianza sanitaria è comunque prevista dalla legge ordinaria
nazionale, che dunque, la sua attuazione non è circoscritta solamente all’iniziativa delle
istituzioni locali né alla sola Regione Basilicata Basilicata e che la sua lunga interruzione ha,
anche, determinato l’interruzione del follow-up statistico per la pianificazione dei controlli
periodici degli ex esposti;
– considerato infine che quanto suddetto evidenzia la necessità di riprocessare in tempi brevi la
coorte degli ex esposti, che ricordiamo è costituita da 2500 lavoratori e, che ciò comporterà un
notevole impegno di operatori sanitari e di risorse tecnologiche.
***
Tutto ciò premesso, visto e considerato,
l’Associazione, facendo proprie le preoccupazioni dei suoi associati, i quali manifestano viva
preoccupazione per l’interruzione di un programma (protocollo micro noduli) che ha dimostrato la
possibile diagnosi precoce di patologie invalidanti permettendo un trattamento chirurgico meno
invasivo e una migliore prospettiva di vita,
CHIEDE
Un incontro con il Commissario dell’ASM, dott.ssa Sabrina PULVIRENTI, al fine di mettere i campo le azioni che garantiscano il ripristino delle attività di sorveglianza sanitaria e non disperdere, anzi migliorare, il lavoro fin qui fatto.
Certi di un positivo riscontro e di una reale collaborazione auspichiamo di essere auditi da SV nel più breve tempo possibile.
Mario Murgia
Aiea Valbasento