Accuse e interrogativi destinati a lasciare il segno circa il ridimensionamento con il rischio di chiusura presso l’ospedale di Policoro di reparti come rianimazione e punto nascite. Problema di numeri, di personale, di situazioni temporanee? Il comitato spontaneo di cittadini in difesa dell’ospedale ”Giovanni Paolo II” del centro jonico, sul quale vengono periodicamente servizi tv soprattutto sull’attivazione di servizi o sull’aumento dell’attività durante il periodo estivo come il pronto soccorso,la pensano diversamente. E avanzano il sospetto che si vogliano assicurare i numeri per gli ospedali di Potenza e Matera. Citano, in particolare, le situazioni del punto nascita e della rianimazione.” Di ambulatori ne stanno nascendo tanti, ma i reparti di primaria importanza che fine faranno? – afferma il Comitato in una nota-Si parla sempre dei famosi, ormai, 7 Anestesisti che devono essere assunti per non bloccare le sedute operatorie. Intanto però il bando di concorso è andato deserto, nessuna domanda è pervenuta. La nostra impressione, ma possiamo sempre sbagliarci, è quella di far fare all’ospedale di Policoro la stessa fine che fece l’ospedale di Tinchi, che chiuse i battenti in un silenzio assordante di tutti gli amministratori dell’epoca. Perché la storia è esattamente la stessa di ciò che successe allora. Noi vigiliamo e vigileremo sempre, sia chiaro”. Domani 5 agosto il direttore generale Maurizio Friolo e l’assessore alla Sanità, Cosimo Latronico, spiegheranno presso la Asm a Matera, alle ore 11.00, come stanno le cose. L’ospedale di Policoro, di certo, non chiude. Ma quanto all’operatività dei reparti si attendono precisazioni e rassicurazioni.

Ospedale di Policoro ai titoli di coda. Chiudono Rianimazione e Punto nascite
L’ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro si avvia ormai ad un lento ridimensionamento che vedrà ben presto la chiusura della Terapia Intensiva e del Punto nascite e tutto questo sotto il tacito consenso dell’amministrazione comunale di Policoro, guidata dal Sindaco Enrico Bianco, che nulla sta facendo per questa silenziosa e lenta chiusura. Una situazione inaccettabile alla quale, chi scrive, il “Comitato Spontaneo di Cittadini in difesa dell’ospedale di Policoro”, opporrà una dura resistenza, informando costantemente la popolazione. A quanto pare, secondo il disegno dell’ASM e di chi ci governa, a Policoro dovrebbe rimanere attivo solo il Pronto Soccorso, che servirebbe a prendere utenza da trasferire a Matera. Forse Matera non fa i numeri che si aspettavano? Ma anche qui ci sono dei forti rischi da calcolare, perché i trasferimenti non sempre preservano il grave stato di salute, come il caso di due decessi avvenuti durante il tragitto, poche settimane fa in un trasferimento dal pronto soccorso di Policoro all’ospedale di Matera. Tali pazienti forse potevano e dovevano essere ricoverati nella Terapia intensiva del nosocomio Jonico, ma non è stato così. Forse perché va “riempita” la Rianimazione di Matera? Dopo l’ inaugurazione del 25 marzo 2026, il “Madonna delle Grazie” si ritrova infatti ad avere 19 postazioni complessive (+11 posti). In precedenza erano 8 i posti disponibili. Per fare un confronto: al “San Carlo” di Potenza ci sono 16 posti letto. Come devono riempire questi 19 posti letto se non chiudendo la Terapia Intensiva di Policoro? Altro capitolo importante: il punto nascite, ossia il reparto di Ostetricia e Ginecologia. La chiusura ormai è imminente, con il pensionamento di un ginecologo e la domanda di trasferimento di altri ginecologi, il reparto si svuota e i medici difficilmente verranno rimpiazzati. Anche qui i rischi sono elevati, con le partorienti costrette a lunghi tragitti per arrivare in ospedale. Anche per questo reparto si vuole forse far fare più numeri a Matera? Si è pensato però al fatto che non sempre c’è il tempo, nelle situazioni ostetriche di emergenza, di raggiungere Matera? Come mai non è trapelata la notizia del decesso di 2 neonati alcuni mesi fa, di cui uno a Matera e l’altro trasferito dal “Madonna delle Grazie”d’urgenza a Potenza? Che diritto alla salute si vuole garantire al territorio del Metapontino?

Perché l’Assessore Cosimo Latronico, invece di andare alle manifestazioni e alle sagre, per raccattare fotografie ed interviste, non si siede intorno ad un tavolo con gli amministratori locali e non solo e lavora seriamente a quello che lui sostiene da tempo, ovvero che Policoro possa diventare un ospedale efficiente di frontiera per i territori del Metapontino-Senisese-Alto Jonio Cosentino? Si fa la propaganda soltanto per le attrezzature ambulatoriali, ma per i reparti in forte sofferenza di personale nulla viene fatto. Di ambulatori ne stanno nascendo tanti, ma i reparti di primaria importanza che fine faranno? Si parla sempre dei famosi, ormai, 7 Anestesisti che devono essere assunti per non bloccare le sedute operatorie. Intanto però il bando di concorso è andato deserto, nessuna domanda è pervenuta. La nostra impressione, ma possiamo sempre sbagliarci, è quella di far fare all’ospedale di Policoro la stessa fine che fece l’ospedale di Tinchi, che chiuse i battenti in un silenzio assordante di tutti gli amministratori dell’epoca. Perché la storia è esattamente la stessa di ciò che successe allora. Noi vigiliamo e vigileremo sempre, sia chiaro.

“Comitato Spontaneo di Cittadini in difesa dell’ospedale di Policoro”.
