Pedala pedala finchè puoi…e se fori o sei un bravo riparatore oppure chiede in giro dove poter mettere una pezza alla foratura. Ma se è domenica son guai. E allora perchè non formare un riparatore di bici, che “accomodi” come si diceva un tempo camera d’aria e pneumatico o registri raggi e catene?

E’ una delle idee progetto che la Cna di Matera intende realizzare dopo aver firmato un protocollo di intesa con la Federazione ciclistica di Basilicata per la promozione del cicloturismo. I dinamici Leonardo Montemurro e Carmine Acquasanta , rispettivamente presidenti di Cna e di Fci, consono partiti in ”tandem” (la bici a due o anche più posti, frutto del fai da te) per macinare chilometri insieme, coinvolgendo appassionati, imprenditori, enti locali e di promozione a cominciare dall’Azienda di promozione turistica che ha realizzato una guida dedicata ai cicloamatori.

Idea valida e legata a forme di turismo sostenibile che, attraverso itinerari ufficiali e non, porterà alla scoperta di centri piccoli e grandi della provincia di Matera e della Basilicata. L’occasione è data dalle ”Gran Fondo” che richiamano un gran numero di comitive di ciclisti, ma anche da feste e sagre che al traguardo riservano tavolate di piatti e prodotti tipici e la scoperta di luoghi della produzione artigianale e alimentare (cantine, frantoi, forni, mulini), paesaggi mozzafiato tra valli, poggi, monti, fiumi, marine , monumenti e beni artistici e storici da ricordare. Tutto questo in una pedalata per i moderni emuli del nostro Domenico Pozzovivo o degli indimenticabili Fausto Coppi e Gino Bartali, Felice Gimondi, Mario Cipollini, Marco Pantani fino alla speranza Fabio Aru giunto terzo nel Giro 2014, senza dimenticare le tante promesse internazionali del giro ciclistico di Basilicata.

Fare sport è salute e muove a ogni pedalata il turismo nostrano anche con l’impulso che può venire dalla regioni vicine dove il cicloturismo è un evento diffuso, da fine settimana. E questo può portare a presenze e a pernottamenti nei nostri centri. Ma occorre attrezzarsi affinchè il servizio sia efficiente sotto tutti i punti di vista, a cominciare da informazione, accoglienza e sicurezza che rappresentano l’offerta concreta e reale “0.0” per non deludere i cicloamatori. E basta poco per farlo, per evitare che tante buone intenzioni restino a metà.

A Matera, per esempio, sono stati realizzati percorsi ciclabili precari e pericolosi, in strade a intensa percorrenza, finora inutilizzati dai ciclisti. L’unica pista ciclabile, che collega il cimitero di contrada Pantanello al borgo Venusio, avrebbe bisogno di essere messa in sicurezza superando l’attuale delimitazione dei cordoli bassi e degli attraversamenti da e verso i fondi rurali. Un’altra incompiuta è rappresentata dal mancato avvio del servizio-in cantiere da sette anni-  di ”bikesharing”, il nolo del biciclette,  perchè – a quanto pare -venuta meno l’impresa a causa di vicissitudini varie. Si va verso la rescissione e l’avvio per i programmi di mobilità sostenibile di  Matera 2019. Amen.

Per fortuna che gli appassionati delle due ruote a pedali non mancano e la domenica, sopratutto, macinano chilometri destando l’invidia di gran parte del popolo della pedalata assistita che si lascia trasportare dalla elettricità anche in pianura…Meriterebbero la foratura ma sono protetti  dalla Madonna del Ghisallo e  da  San Paronto, patroni dei ciclisti.  Poi ci sono i cicloturisti stranieri, olandesi, svizzeri, austriaci e belgi, che incrociamo con zaini e carrellini, pronti a fare 100 volte il giro del mondo. Viaggiano in gruppo e spesso ha un mezzo di assistenza al seguito. E’ un esempio dei servizi che occorre garantire per accoglierli degnamente.

Un pensiero, ma non in volata, per gli amanti delle mountain bike alla ricerca di percorsi sterrati e degli amanti della passeggiata  lente sulle vecchie ”grazielle” sopravanzate dalle moderne modello ”holland” con tanto di cesto portapacchi.

Non mancano, ormai rari, i nostalgici delle pesanti bici tubolari (Atala o Bianchi) con freno a bacchetta e da corsa con due o tre cambi “Legnano” con ruote da “26” e ”28” pollici. Come le mosche bianche, è il caso di dire, sono  i possessori di bici a ruote lenticolari, da competizione, e a gomme piene per non forare…Invitiamo anche loro a scoprire i nostri centri dalle tante attrattive che potenziano la pedalata.

Vino nella borraccia, pane, frittata e salsiccia e traguardo raggiunto in tavola..ta. Pedala Pedala finchè vuoi…come ripete una celebre motivo di Raoul Casadei