Carta, penna e calamaio , come si diceva un tempo, e il prosindaco Antonio Serravezza, che a quella età sembra un intrepido giovinotto che si inerpica sui saliscendi dei rioni Sassi e della Murgia, ha scritto al presidente del consiglio dei ministri Giuseppe Conte – dopo la infelice (per lui fraintesa) sparata del presidente della giunta regionale ligure Giovanni Toti- per ribadire che gli ultra70 enni sono una risorsa e che meritano attenzione per quanto hanno dato al BelPaese. Niente discriminazioni per chi ‘’archivi viventi’’ dei saperi e delle buone pratiche, che mantengono la barra dritta nei momenti di crisi e di difficoltà. E poi un altro aspetto, che va di pari passo con democrazia e diritti. Gli anziani hanno pienamente diritto a vivere in autonomia. Chiaro ‘’ Giuseppe’’?


La lettera di Serravezza
Carissimo Giuseppe Conte ti scrivo…non sono d’accordo e mi sento offeso. Ho settantuno anni, non mi sento anziano e non vi permetto di governare la mia libertà che è di proprietà solo mia, acquisita sin dalla nascita. Se ci fermiamo ad un’analisi sociale delle età. È certamente vero che siamo di fronte a processi di invecchiamento della popolazione in tutta Europa e in Italia in particolare. Ma negli ultimi decenni l’età non è l’unico fattore ad essere cambiato. Lo sono anche altri elementi fisici, psicologici, culturali e sociali. In poche parole le generazioni attuali non invecchiano allo stesso modo delle precedenti. Avere 70 anni oggi non è come averli avuti 50 o 20 anni fa. Facciamoci la domanda ‘quando si diventa anziani’ può essere posta anche così: la soglia dei 70 anni è ancora valida per definire anziana una persona? Probabilmente no, se pensiamo ad alcuni fattori quali i progressi della medicina, la maggiore consapevolezza rispetto agli stili di vita, il livello di istruzione più elevato, il contesto lavorativo mediamente più salubre. Se consideriamo tutti questi elementi, la parola invecchiamento muta continuamente di senso e non è più così significativo limitarsi a confrontare il numero di over 70 e concludere che, siccome ce ne sono di più, siamo di fronte a un processo di invecchiamento della società.

Per stabilire quando si diventa anziani è quindi più opportuno considerare soglie dinamiche di vecchiaia, piuttosto che una soglia statica fissata a 70 anni. Detta in altri termini, così come si parla di transizione all’età adulta, sarebbe meglio parlare di transizione all’età anziana. Ammesso e non concesso che il tempo invecchi le persone, però c’è la saggezza di scorta. Se uno a 70 anni ha metà forze di uno di 30 anni, potrebbe fare le stesse cose perché ha più oculatezza, Uno vecchio che ha saggezza anche se ci mette venti secondi ad attraversare la strada potrebbe mai andare sotto un’auto se ha buona valutazione, uno giovane che l’attraversa in dieci secondi. Se non ha accortezza potrebbe andarci prima.

Concludendo, oggi riesco tranquillamente, a mente lucida, governare le mie azioni quotidiane durante questa terribile pandemia e non desidero che altri possano essere garanti delle mie azioni e della mia salute.