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Bardi e Latronico battono cassa a Roma: pochi i soldi per garantire ai lucani lo stesso diritto alla salute del resto del Paese.

Si può edulcorare quanto si vuole la realtà non proprio esaltante del servizio sanitario pubblico in Basilicata, come la comunicazione ufficiale dell’assessore al ramo comprensibilmente prova a fare a fronte delle falle che puntualmente la contraddicono. Con le proteste che si sono moltiplicate nelle ultime settimane sui territori. Insomma servono più soldi. E la cosa era evidente da tempo, anche in previsione della apertura annunciata delle strutture messe in piedi con i fondi del PNRR…in crisi di credibilità a causa delle risorse necessarie a reperire il personale che serve allo scopo. Ora anche Bardi e Latronico se ne sono accorti e battono cassa con il governo. Ad esso si rivolgono dopo che il Rapporto Annuale Istat 2026, evidenziano i due: “ha certificato l’esistenza di un’asimmetria strutturale per la quale la spesa erogata nel Mezzogiorno risulta inversamente proporzionale alla curva demografica ed epidemiologica. In questo scenario la Basilicata viene indicata come la seconda regione d’Italia più esposta a questo sotto-finanziamento pro capite, preceduta soltanto dalla Calabria.” Insomma, i cittadini lucani, pur avendo maggiori necessità di cura, ricevono meno soldi di tutti gli altri italiani per curarsi. Peggio starebbero solo i vicini calabresi. E così il presidente Bardi e l’assessore Latronico si sono decisi a chiedere con urgenza che il governo metta mano ad una riforma strutturale, ritenuta “non più differibile” perchè “nel Mezzogiorno la spesa sanitaria viaggia in direzione opposta rispetto ai bisogni della gente. Più la popolazione invecchia e si ammala, meno risorse arrivano dallo Stato. Un “mismatch” socio-sanitario che per la Basilicata si traduce in penalizzazione.” Alla buonora…..ad averlo fatto prima questo bagno nella realtà, forse si sarebbe recuperato un po di tempo. Ma ecco tant’è!  E così con una lettera inviata al Premier Giorgia Meloni, ai Ministri Giorgetti e Schillaci e al Presidente della Conferenza delle Regioni Fedriga, il Presidente della Regione Vito Bardi e l’Assessore alla Salute e alle Politiche della Persona, Cosimo Latronicohanno formalizzato la richiesta di una revisione strutturale e non più differibile del Fondo Sanitario Indistinto. L’appello nasce sulla scia del Rapporto Annuale Istat 2026 che ha certificato l’esistenza di un’asimmetria strutturale per la quale la spesa erogata nel Mezzogiorno risulta inversamente proporzionale alla curva demografica ed epidemiologica. In questo scenario la Basilicata viene indicata come la seconda regione d’Italia più esposta a questo sotto-finanziamento pro capite, preceduta soltanto dalla Calabria.
Bardi e Latronico hanno voluto rimarcare la gravità della situazione, evidenziando come il tempo dei correttivi di facciata sia ormai ampiamente scaduto. “La pura quota capitaria o i piccoli correttivi parziali adottati – hanno detto Bardi e Latronico – finora penalizzano scientificamente e sistematicamente i territori che presentano un elevato indice di vecchiaia e un’alta prevalenza di cronicità”. A questo si aggiungono i costi fissi di gestione dei presidi che in Basilicata sono elevati a causa della bassa densità abitativa, dei difficili collegamenti infrastrutturali, della notevole estensione geografica e delle complessità geomorfologiche del territorio.
Pur esprimendo un parziale apprezzamento per il recente accordo in sede Cipess, che ha introdotto una minima quota premiale legata proprio alla densità abitativa e all’estensione territoriale, Bardi e Latronico hanno ribadito che non si può più attendere per una riforma reale. La richiesta della Regione Basilicata ai vertici del Governo è quella di abbandonare i vecchi criteri storici e procedere a una riscrittura dei parametri che metta al centro l’effettivo bisogno assistenziale delle comunità locali, garantendo ai cittadini lucani lo stesso diritto alla salute e la stessa qualità dei servizi del resto del Paese.”

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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