…Ma certamente con senso di responsabilità, rispetto delle regole e prevenzione. Non meravigliamoci più di tanto, e da ultimo lo ha fatto il ministro per la Coesione territoriale e il Sud Giuseppe Provenzano, se finora sono stati appena sette milioni gli italiani (dovrebbero essere oltre 30 e comunque superiore al 60 per cento della popolazione) che hanno scaricato quella applicazione- nata con tante perplessità su proposta di privati e poi passata senza ”contropartite” allo Stato. Ne abbiamo parlato in altri servizi, citando le risposte in ”corso d’opera” a interrogazioni parlamentari, di studi su software, tutela dei dati sensibili e sulle periodiche inchieste di Report. La APPimmuni, tecnologia e tutela dei dati a parte, non sfonda (in Basilicata siamo al 10 per cento della popolazione) e con un motivo in più quello dei possibili effetti – già accaduto- del ” dagli all’untore” che d’impeto, in maniera goliardica o strumentale potrebbe venire fuori incrociando un presunto individuo positivo. E questo in relazione all’invito ad andar cauti sulla casistica dei contagiati, degli asintomatici e via elencando, che hanno riscontri mutevoli e a volte paradossali a successive verifiche al tampone. Per noi l’APPlicazione resta una sola ed è quella della prevenzione e delle buone pratiche comportamentali e sanitarie. Siamo seri…


Le Preoccupazioni del ministro Provenzano da una notizia Ansa
App Immuni: Provenzano, evitare divario tra Regioni (1)
Scaricarla è un piccolo gesto di responsabilità verso noi stessi

Roma – 7 OTT- “Questa cartina segna un divario che,
davvero, non possiamo permetterci. Per fortuna possiamo colmarlo
molto facilmente, basta scaricare @immuni_app.Un piccolo gesto
di responsabilità nei confronti di noi stessi, degli altri e del
nostro paese. Impegnamoci tutti, nessuno escluso”. Lo scrive in
un tweet il ministro per la Coesione Territoriale e il Sud
Giuseppe Provenzano riferendosi ad una immagine postata in cui
vengono riportate le percentuali degli utenti per regioni che
hanno scaricato l’App Immuni, da cui risulta che la Campania, la
Calabria e soprattutto la Sicilia risultano agli ultimi posti.

Nella cartina, con i dati aggiornati
al 30 settembre, risulta all’ultimo posto la Sicilia con il
7,8%, la Calabria all’8,2% e la Campania all’8,8%, il Molise a
10,4%, la Puglia a 10,5%, la Basilicata a 10,9%,Valle D’Aosta
all’11%, il Friuli Venezia Giulia all’11,5%, il Piemonte a
11,7%, Pa Bolzano al 12,2%,, il Veneto al 12,4%, PA Trento e
Lombardia al 13,6%, la Liguria al 14%, le Marche al 14,7%, Lazio
ed Umbria al 14,9%. la Sardegna al 15,1%, l’Emilia Romagna al
15,5%, la Toscana al 15,7% e al primo posto c’è l’Abruzzo con
15,9%.

E LE RACCOMANDAZIONI DEL GOVERNO
Covid: raccomandazioni Governo per uso sicuro App Immuni
Da presidenza Consiglio Ministri, Ministero Salute e Innovazione
ROMA, 8 OTT – Il Sistema di informazione per la
sicurezza ha predisposto una serie di raccomandazioni per il
corretto utilizzo della app “Immuni” in collaborazione con il
Ministero della Salute ed il Ministro per l’Innovazione
tecnologica e la Digitalizzazione
In particolare, le raccomandazioni richiamano le
“Precauzioni minime per la sicurezza dello smartphone”, in cui
vengono descritte indicazioni generiche, ma fondamentali, per
non compromettere la sicurezza dell’ambiente entro cui gira
l’applicazione; l’utilizzo consapevole degli store, per
contrastare la diffusione di applicazioni non ufficiali, tramite
siti alternativi promossi in rete e sui social media; ed infine
un breve vademecum che descrive l’aspetto e le funzionalità
dell’applicazione.
Le raccomandazioni consigliano quindi innanzitutto prudenza
e accortezza nell’utilizzo dello smartphone: va costantemente
aggiornato il sistema operativo e inserito un antivirus; bisogna
evitare di caricare il proprio cellulare collegandolo a
dispositivi diversi dal proprio caricabatterie, tipo tv e pc;
non vanno ceduti privilegi di accesso non necessari alle
applicazioni; non vanno effettuate modifiche al sistema
operativo; bisogna impostare sempre il Pin della SIm e codici di
sblocco per il dispositivo. E ancora: vanno installate solo app
inserite negli store ufficiali, non vanno installate app tramite
i motori di ricerca, prima di scaricare la app immuni va
verificata la data di rilascio dell’applicazione: la prima
versione è stata rilasciata il 1 giugno 2020.
Nei consigli pratici si spiega cosa fa e cosa non fa l’app
immuni.
Per maggiori informazioni sulla app e sul suo funzionamento
consultare i siti innovazione.gov.it e immuni.italia.it .