HomePoliticaZio Pio ricorda…Quando il cigno verde spiccò il volo dal Fontanino

Zio Pio ricorda…Quando il cigno verde spiccò il volo dal Fontanino

Politica, sindacato, arte, musica, medicina del territorio, servizi sociali, ma anche ambientalismo della prima ora sono passati, con diverse forme e volontà, da quel laboratorio-incontro, partito o che ha ruotato a Matera intorno al ‘’Fontanino ‘’ di via San Biagio. E a ricordarlo una vecchia conoscenza come Pio Acito, zio Pio per tanti, che hanno apprezzato virtù e pecche (ognuno ha il suo carattere e se lo tiene caro caro) di un militante della politica e dell’ambientalismo della prima ora, passato per tante battaglie, vicende, successi e qualche boccone amaro. Ma ci sta per zio Pio, pronto ad armeggiare un tradizionale ‘’flabellotto’’ per spegnere gli incendi o per a commentare in piazza o sui social, senza peli sulla lingua, quello che non va, è poco chiaro, o andrebbe affrontato senza mezze misure. Altri tempi. Ma lui, che ha riposto nel cassetto la laurea di architetto, per mettere tutti in stato di allerta con la sua lunga esperienza di ‘’disaster manager’’, insiste e ricorda quando l’associazione del cigno verde su fondo giallo o bianco,a seconda delle stagioni, spiccò il volo da queste parti. E scuote la testa sullo stato di conservazione del territorio, che meriterebbe un ‘’esproprio’’ ambientalista…

“L’ambientalismo – afferma Pio Acito- nasce a Matera grazie a Mario Tommaselli, a Giorgio Braschi negli anni Settanta sulla esperienza dei grandi camminatori. Mario aveva collaborato con la Scaletta, in quella esperienza che era stata la individuazione e classificazione delle chiese rupestri. Poi aveva preso le distanze . L’arrivo di Giorgio che scopre il Pollino fu decisivo. Passava spesso di Matera e con Mario cominciamo a parlare della necessità di proteggere la Murgia, perchè c’erano alcuni imprenditori materani che volevano investire nell’area del serbatoio dell’Acquedotto, dove erano motivati a realizzare delle villette e una riuscirono a costruirla. Su questi temi ci incontriamo con Mario, Michele Morelli, Gianfranco Fragasso per darci da fare e avviare iniziative di tutela. Ci sentimmo con Braschi e ci disse che si poteva fare. Contemporaneamente nasce a Matera nel 1985 Legambiente Basilicata su iniziativa di Michele Morelli, Uccio Antezza, Pino Lacicerchia, Tina Iacovuzzi, che si costituisce dopo Legambiente nazionale di Chicco Testa e altri.

Conosciamo subito Renata Ingrao. La prima vertenza che facciamo è contro la cementificazione del fiume Basento ( i famosi progetti Fio) che sarebbe dovuto diventare un canalone. Dobbiamo dare atto all’ex sindaco di Bernalda Mimì Pizzolla, che coinvolse anche gli altri sindaci della zona e ci fu anche una manifestazione nazionale sul Basento nel 1987. Riuscimmo nell’intento, almeno parzialmente. Il fiume non venne cementificato, fatta eccezione per alcuni ‘drizzagni’ , vasche di espansione. E poi fu la prima volta che le associazioni vennero convocate e ascoltate, al Genio Civile, con planimetrie e progetto alla mano. Tirammo fuori tutte le perplessità del caso e contribuimmo a ridurre non poco i danni lungo il fiume. Protestammo anche a ridosso di Brindisi di Montagna, dove avrebbe dovuto essere realizzata la traversa di Trivigno’’ E la questione del Basento contribuì in Regione a destare attenzione sulla tutela del territorio, a cominciare dal parco delle chiese rupestri.
“L’allora consigliere Raffaello De Ruggieri , lo stesso Mario Tommaselli, si impegnarono – ricorda Pio Acito- per la legge istitutiva del Parco che dovrà fare i conti con i limiti di organici e di risorse che hanno impedito un intervento efficace degli strumenti di tutela. E quanto è accaduto, quasi tre anni fa con la devastazione di Murgia Timone, con i tanti silenzi-assenso degli enti territoriali , ne è una conferma. Con Mario Tommaselli nella perimetrazione lasciamo aperta la porta al ”pre parco” ed evitammo lo scempio, del 1990, di Masseria Monacelle con il progetto di struttura residenziale per anziani. Fabbricati che ora stanno completando, con l’attuale amministrazione comunale…Andavano abbattuti. Lavorammo sul cono visivo di quell’area e il concetto ha fatto scuola anche per altre battaglie, con risultati diversi, che hanno riguardato ripetitori tv e pale eoliche che hanno,purtroppo, cambiato il paesaggio”

Legambiente consolida impegno e considerazione anche sulle battaglie contro il nucleare
‘’ L’associazione- ricorda Acito- comunque, ha raggiunto elevate punte di consenso con la vicenda del deposito di scorie nucleari a Scanzano jonico, durante il governo di Silvio Berlusconi, con la marcia dei 100.000 del 2003. Pericolo sempre in agguato, per cui è meglio non abbassare la guardia soprattutto con il processo di desertificazione in corso. Legambiente è posizionata a Sinistra, è antifascista, inclusiva. Ci sono varie anime. Ma ci sono stati cambiamenti dalla Prima alla Terza Repubblica. E’ stata una realtà ospitale. Oggi sta subendo, e lo dico con rammarico, una deriva individualista , soggettivista sull’onda lunga del protagonismo berlusconiano, visto che i collettivi sono via via scomparsi. Per la politica Legambiente è stata vista sempre come un buon serbatoio di voti per la vecchia Sinistra, ma in realtà quagliava poco perchè la dignità dei ‘legambientini’ è stata alta. Abbiamo avuto assessori comunali come Gigi Parentini, Michele Morelli, Gianfranco Fragasso, figure preparate, con spirito critico, persone ”rugose” perchè erano sulla murgia, la conoscevano e la difendevano palmo a palmo. Oggi un assessore all’ambiente, all’urbanistica va avanti con google maps se non perde l’orientamento e gli scempi che si consumano, con gli ordini del giorno ignorati ne sono una conferma. Legambiente ha avuto il merito di far nascere il Centro visita sulla Murgia, pagando di tasca propria 500.000 lire per l’affitto al proprietario Zannone (Belisario Paolicelli) . Poi aprimmo anche Casino Staffieri , dove ospitammo i ragazzi dei campi internazionali . Brunella Antezza era allora la presidente di Legambiente. Realizzammo il primo campo sul falco grillaio , con dati utilizzati da organismi internazionali e con studi che vennero in quegli anni come quello portato da Gianni Palumbo e dalla Lipu.

Poi gli interventi su vasche e cisterne, per la tutela della cripta dei Quattro Evangelisti con 25 ragazzi a pulire quel sito. A Cristo La Selva, con l’accordo definito con Passarelli padre pulimmo cinque vasche binate. Facemmo la stessa cosa per le trincee di Murgecchia. Poi è arrivato il Parco che ha subito negli anni la deriva politica e che non ha operato, come ci saremmo aspettati, alla tutela di quell’habitat. Il dibattito sulla passerella in legno (non chiamatelo ponte Tibetano, che è altra cosa e che in Basilicata è a Castelsaraceno)ha di fatto trasformato il parco in un giardino di periferia. Il prossimo passo, data la oscenità del belvedere, è quello di estrapolarlo del Parco come ha suggerito Rocco ‘’zio Rocco’’ Castellano, un camminatore che ha nelle gambe migliaia di chilometri’’.

E qui una richiesta. “ Fateci i bagni- dice zio Pio. C’erano ieri per il cantiere di Invitalia e prima ancora anche un progetto mai realizzato. Vanno realizzati per cittadini e turisti. E, invece, sono costretti ad arrangiarsi… Sono stati tagliato 1,7 km di strada per farci passare i cavi per vari servizi. Che costava farci passare anche quello dell’acqua per gli usi consentiti: bagno e beverino? Se su queste caso Ente parco e Comune non si esprimono vuol dire che non sono in grado di governare, perchè non affrontano i problemi. Quale è la norma che lo vieta? Dov’è il buon senso?’’ Pio è inarrestabile e medita di migrare, come il cigno di Legambiente, verso altri altipiani e lidi. Sarebbe una perdita per Matera e per la Basilicata. E’ l’ultimo rappresentante e la memoria , dell’ambientalismo militante, presente in tante battaglie dimostrative pagandone anche le conseguenze. Ma non si è mai tirato indietro…e questo va apprezzato e ricordato.

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