C’era una volta in cui si facevano votare anche i morti per raccogliere voti, ultimo caso di cronaca, citiamo a memoria, accadde a Reggio Calabria nel 2022, quando un candidato alle comunali e un presidente di seggio vennero posti agli arresti domiciliari perchè la Procura della Repubblica aveva rilevato che, oltre ad aver votato anziani che non si erano mossi da casa e che non avevano nemmeno richiesto il certificato elettorale, oltre a persone che si trovavano in un altro continente da tempo, avevano votato persino i morti. Ma far votare per un morto è una novità che dimostra come al fondo della creatività elettorale del bel paese non c’è davvero limite. Nella fattispecie, trattasi di un morto eccellente il cui nome ancora “tira” al punto da essere stato conservato nel logo del partito dallo stesso fondato. E fin quì potrebbe anche starci. Ma considerare esplicitamente elettori che possano dargli la preferenza, scrivendo il suo nome sulla scheda, è qualcosa che dimostra come si possa raschiare il barile in tutti i modi per racimolare più voti che si può. Lo avrete capito che il de cuius in questione è la buonanima del cavaliere che da sopra qualche nuvoletta si sta godendo la scena di chi deve ricorrere ancora alla sua evocazione per tirare a campare. Come leggiamo sulla stampa, ci sarebbe un opuscolo per questa campagna elettorale in cui Forza Italia sosterrebbe che si possa ancora votare per Silvio Berlusconi. Nel senso di scrivere proprio il suo cognome, o completo con il nome, sulla scheda elettorale. Certo che la preferenza sarebbe annullata perché riferita ad un deceduto, ma….il voto no, quello andrebbe comunque al partito, considerato che il nome di Berlusconi è contenuto nel simbolo. Si tratterebbe di una scelta calcolata e che punta ad un bacino di circa 100 mila elettori che, nostalgici del leader, potrebbero indicare il suo nome. E, nel manuale per gli scrutatori che Berlusconi chiamava “difensori del voto” contro i “brogli della sinistra“, inviato anche a segretari regionali, parlamentari e candidati alle elezioni si spiega che l’inserimento del nominativo del cavaliere sulla scheda, sebbene sbagliato, «rende indiscutibile la volontà dell’elettore di esprimere validamente il voto di lista per Forza Italia» e, nel caso in cui oltre al nome di Berlusconi vengano indicati anche altri due candidati, un uomo e una donna, queste ultime sarebbero comunque valide. Insomma, Tajani e i suoi, alle europee dell’8 e 9 giugno puntano anche sull’inesaurito “effetto propulsivo” del carisma di Berlusconi, non avendone di proprio di tale caratura da spendere, per cercare di sorpassare l’alleato leghista e continuare a galleggiare in memoria dei tempi belli. E poi uno dice che la gente si butta nell’astensione…..o che i vignettisti festeggino alla grande per come gli si facilita il lavoro….


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