Un’azione congiunta, da parte dell’Amministrazione comunale e dei cittadini materani, per rimediare ai danni prodotti al patrimonio storico, culturale e ambientale di Murgia Timone.

Per attenuare e riparare l’effetto delle trasformazioni prodotte al patrimonio storico, culturale e ambientale di Murgia Timone, Volt in seno all’Amministrazione comunale sosterrà la rimozione degli interventi maggiormente impattanti e il ripristino dei luoghi attraverso modalità che escludano ulteriori costi per le casse pubbliche.”

E’ quanto si legge in una nota che interviene sullo scempio in corso sul territorio cittadino e che così prosegue:

“Quello che era stato presentato come un intervento di valorizzazione è in realtà il più grande danno prodotto alla storia della città: la scena della Murgia che si apre oggi alla vista e si scopre percorrendo i sentieri del Parco, è quella di un patrimonio ferito e compromesso.

Nel 2019 il progetto – dal costo complessivo di 3,5 milioni di euro – era stato presentato come “Il lungo percorso di recupero dell’identità culturale di Matera”: si è rivelato, invece, il tragitto che ha tradito l’identità dei luoghi e la cultura della città.

Volt Matera ha valutato tutte le possibilità per attenuare l’impatto dei danni prodotti e riportare l’altipiano della Murgia alla bellezza e al suo inestimabile valore. La proposta di Volt si fonda su una doppia azione che implica uno sforzo congiunto tanto dell’Amministrazione comunale quanto della città e dei materani.

I lavori sono ormai terminati e a giorni l’impresa esecutrice dovrà restituire l’area di 24mila metri quadrati nella quale – insieme a grotte, ipogei e siti religiosi della civiltà rupestre – adesso insistono anche muretti, percorsi di breccia, scale e pavimenti di cemento e addirittura barriere visive che impediscono la piena fruizione del panorama.

Prima di riprendere in consegna l’area, l’Amministrazione comunale dovrà pretendere che il documento di collaudo sia accompagnato dalle certificazioni rilasciate da tutti gli enti che hanno preso parte alla conferenza di servizio: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, Ente Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano e Regione Basilicata dovranno attestare la conformità dei lavori effettivamente realizzati alle norme tecniche di salvaguardia dell’area protetta.

Matera conosce anche la “Via del Riscatto”!