Portare la Fondazione Matera-Basilicata 2019 fuori dallo stallo nel quale si trova da troppo tempo, e nominare al più presto, insieme al presidente, un direttore generale che sia fortemente legato al territorio, che sappia esprimere le ragioni delle nostre radici, che sia in grado di mediare con l’ente regionale, in un dialogo con le istituzioni governative, i passi futuri verso una visione culturale identitaria ed europeista“.

Ad esprimere la preoccupazione per il futuro della Fondazione sono i coordinatori di Volt Matera, Marilisa D’Ercole e Gianpiero Latorre, secondo i quali “la ripresa ed il rilancio delle attività non possono essere affidati ad operazioni che siano il risultato degli equilibri politici regionali.

I coordinatori di Volt Matera descrivono con grave disappunto la situazione in cui versa la Fondazione, “impossibilitata ad intraprendere qualsiasi tipo di attività o impegno, nonostante abbia già previsto un nutrito piano di legacy da svolgersi nei prossimi mesi“.

Attualmente – dichiarano D’Ercole e Latorre – la Fondazione è guidata da un vice presidente e un direttore generale ad interim; l’attività del Consiglio di amministrazione è ridotta al minimo, impedendo di avviare impegni e progetti a servizio della città e per il suo immediato rilancio; non è stato approvato il bilancio generale a sostegno delle programmazioni, rendendo di fatto impossibile anche le attività ordinarie. Tutto questo nonostante la città abbia conseguito un incremento turistico, economico e di ritorno di immagine mai ottenuti prima“.

Secondo i coordinatori di Volt Matera, “lo stato attuale sta lentamente trascinando la Fondazione verso una morte lenta, in un’invisibilità inspiegabile, che avrà conseguenze nefaste per una città unica, che nell’estate 2020, sotto pandemia, è stata una delle pochissime a mantenere elevato il numero di visite grazie anche al brand Matera 2019 riconosciuto oramai a livello mondiale, e impossibile da lasciar cadere nell’oblio”.

Per proseguire questo percorso e non disperderne l’identità, seppure trasformata, sarà fondamentale mantenere unitario e autentico il processo di sviluppo culturale, formativo e intellettuale della città e del nostro territorio. Non ultima la questione del know how sviluppato in questi anni da coloro che hanno lavorato per generare progetti e portare a casa tutto quanto reso visibile a livello europeo ed internazionale. La nostra cittàconclude Volt Matera – non può permettersi l’inattività di una struttura in grado portare avanti la sua identità più profonda e di disperdere il proprio brand che significa autenticità, qualità, internazionalizzazione, buone pratiche”.