Ma chi è davvero a cadere dal pero? Leone, Braia……o noi utenti della sanità? Sulla querelle intorno alle presunte indennità illegittime erogate ai medici – il consigliere regionale Giovanni Vizziello(FdI)- con la nota che pubblichiamo a seguire accusa polemicamente il collega renziano dell’opposizione Luca Braia (ed ex assessore regionale uscente) ad essere lui a “cadere dal pero” e non l’assessore Leone, accusato a sua volta di cadere da questo albero da frutta proprio da Braia.

Chi oggi realmente assume l’atteggiamento di chi cade dal pero è il consigliere Braia, che dimentica di essere stato membro autorevole della maggioranza degli ultimi dieci anni, durante i quali le criticità connesse alla carenza di medici ed operatori sanitari sono state affrontate dai precedenti governi con superficialità, attraverso vere e proprie scorciatoie come la richiesta di prestazioni di reperibilità pomeridiana anche nelle giornate infrasettimanali o l’emanazione della cosiddetta leggina, cioè la legge regionale, poi dichiarata incostituzionale, con cui si rinviava in Basilicata l’applicazione della normativa europea sull’orario di lavoro del personale sanitario, atti profondamente sbagliati, al cui cospetto la politica dovrebbe assumersi ogni responsabilità, liberando da qualsiasi incombenza quanti, i medici, non hanno fatto altro che eseguire le direttive delle aziende sanitarie”.
E’ quanto scrive -infatti- in una nota, Vizziello che aggiunge: “Occorre ricordare a quanti oggi si erigono a paladini delle esigenze dei medici e del personale sanitario che la via maestra per risolvere i problemi connessi alla cronica carenza di personale negli ospedali della nostra regione era quella di procedere a nuovi assunzioni, sforando, come hanno fatto tutte le altre regioni d’Italia, comprese quelle soggette a piani di rientro, la regola secondo la quale la spesa sanitaria del personale doveva essere pari a quella sostenuta nel 2004 meno l’1,4%”.”

“Paradossale che quelli che hanno creato il problema, oggi si lamentino delle soluzioni che si cercano di approntare”- spiega il consigliere– “ laddove è opportuno assumersi tutte le responsabilità di scelte gestionali sbagliate, garantendo ai medici le migliori condizioni di svolgimento delle loro attività, soprattutto alla luce delle autentiche maratone di lavoro alle quali sono esposti da anni, con il conseguente rischio di erogare prestazioni oggettivamente delicate in condizioni di stress e stanchezza fisica e mentale”.

Esattamente quello che ci proponiamo di garantire” -conclude l’esponente di Fratelli d’Italia-“ chiedendo ad esempio l’istituzione, nella prossima legge di bilancio, di un fondo ad hoc destinato a far fronte agli eventuali obblighi di restituzione in capo ai medici della nostra regione delle indennità dagli stessi percepite nel corso degli anni, ripristinando così quelle regole di correttezza nei rapporti tra servizio sanitario regionale e i dipendenti, che è funzionale al raggiungimento degli obiettivi di salute della nostra comunità.”

Ma cosa aveva scritto il Consigliere Regionale di Italia Viva, Luca Braia? 

Ecco la nota  dal titolo :”Sanità Lucana, nessuna strategia solo emergenze, annunci e tattiche politiche” diffusa qualche giorno addietro:

Tutto si può dire, tranne che l’Assessore Leone non fosse stato informato per tempo dal dimesso Direttore Generale Polimeni, rispetto all’avvio dell’iter di verifica delle responsabilità, laddove esistenti, di restituzione delle indennità legate alle reperibilità pomeridiane dei medici avvenute negli ultimi 10 anni (1 milione di euro in totale e 250 medici coinvolti), argomento ultimo in ordine di tempo che ha scatenato la polemica sull’ASM di Matera.

Piuttosto, l’Assessore venga in consiglio o in commissione – proseguiva Braia – e spieghi perchè non ha agito per tempo ed evitato l’ennesima crisi operativa e di immagine nell’ASM di Matera che, invece di superficialità e strabismo politico meriterebbe tutt’altra attenzione per il potenziale enorme che esprime e che in questi mesi è stato ulteriormente abbandonato ed umiliato. A cominciare dalla innegabile dedizione del personale in servizio per evitare chiusure di reparti e sopperire alla carenza cronica di organico oltre che all’impossibilita normativa di assumere.”

Sono mesi, infatti – dice Braia – che denunciamo e rivendichiamo, inascoltati, una discussione sul piano strategico regionale in Sanità, più attenzioni e un maggiore controllo e coordinamento delle governance di tutte le aziende sanitarie regionali che sono interessate ogni giorno da emergenze tra le più varie. Più volte abbiamo sollecitato interventi immediati presso l’ASM e per l’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera.

Anche in questo caso, documenti alla mano, il tutto era stato portato all’attenzione dell’Assessore alla Sanità Rocco Leone, sin da ottobre scorso nel corso di una riunione, da lui stesso convocata, tenutasi a Potenza anche con i sindacati.

Oggi assume l’atteggiamento di chi “cade dal pero”, per poi voler apparire come il salvatore della patria convocando riunioni solo apparentemente tempestive per “fare luce su cose che appaiono illogiche”. E invece illogiche non sono.

Chi governa il Dipartimento Sanità che impatta sulla credibilità del sistema regione e sulla salute dei cittadini, dovrebbe agire immediatamente alla conoscenza di informazioni e fatti rilevanti, al fine di evitare l’emergenza o il clamore mediatico che poi destabilizza un sistema già fortemente in difficoltà.

La classe medica andrebbe solo ringraziata perchè lavora in Basilicata, nei nostri presidi sanitari, in condizioni spesso non ideali e con una disponibilità precaria di attrezzature e personale infermieristico. In caso di carenza di medici e per garantire la sicurezza delle prestazioni, la reperibilità poteva essere fatta anche di pomeriggio, al fine di organizzare il servizio pubblico, se il contratto integrativo era coerente con il CCNL e lo prevedeva. Di recente la possibilità è stata, tra l’altro, ampliata dall’ultimo contratto nazionale.

Con almeno 6 mesi di ritardo, è stato approvato il Piano Assunzionale prevedendo nel biennio 2020/2021 oltre 1000 assunzioni che, ad un primo conteggio, non riusciranno ad assorbire le fuoriuscite avvenute nel 2018/2019 e quelle in previsione 2020/2021.

Al netto delle eventuali responsabilità amministrative – concludeva il Consigliere Braia – si trovino soluzioni immediate.

Nel mentre si sospendano i procedimenti di recupero: a pagare non siano gli operatori della sanità che, chiamati alla responsabilità e alla disponibilità, hanno risposto “presente!” sempre ed evitato maggiori problemi ai pazienti. Per l’assistenza e per non lasciare scoperti i presidi, l’adozione di procedure che possono apparire al limite dell’interpretazione ha evitato sicuramente, nel periodo peggiore in cui erano impossibili assunzioni, l’interruzione del pubblico servizio di tipo sanitario, a tutela della salute del cittadino.”