sabato, 1 Ottobre , 2022
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VESPE:SCIAGURATI! A MATERA SERVE LA FERROVIA

L’aveva annunciata ed è stato conseguenziale, indossando i panni del capostazione, Franco Vespe, neo attivista della LegaSud, ritorna sulla questione del mancato collegamento di Matera alla rete nazionale delle Ferrovie dello Stato. Un’opera che ritiene strategica per il ruolo di capitale europea della cultura e per quanto si può e si deve fare mettendo in rete, sul piano dell’offerta turistica, anche il Metapontino.

Senza strategie non si va da nessuna parte. Quanto agli sprechi del passato (si tratta di soldi pubblici) e all’abbandono di un’opera incompleta che ha portato al fallimento di tre imprese si tira dritto sul binario morto. Parlarne? Porta male e poi mai svegliare il cane che dorme. Vespe spara a zero su Del Rio, Pittella, De Ruggieri e auspica che venga completato anche l’aeroporto di Pisticci, ignorando lo strabismo regionale di puntare anche su quello di Pontecagnano (Salerno).

Spreco di risorse? Assenza di strategie o per le infrastrutture dovremo accontentarci solo di quello che ha messo in cantiere finora la Puglia con l’adeguamento delle Ferrovie Appulo Lucane e quello che potrà venire (attendiamo la progettazione) per il collegamento di Matera alla A 14 – a Gioia del Colle ( Bari).

Vespe è fermo alla stazione di La Martella, che qualcuno ipotizza si possa trasformare in terminal bus. Ipotesi? Conosciamo tempi, risposte e tanti ‘’ni’’. Vespe tira dritto e si abbandona anche a considerazioni colorite sul trenino –metropolitana leggera delle Fal.

Alcuni mesi fascrive Vespesi è tenuto il Consiglio Comunale aperto di Matera per commemorare l’anniversario della nomina di Matera a Capitale Europea della Cultura (CEC). Purtroppo ho dovuto ancora una volta registrare che si persevera nell’equivoco di fondo di ritenere che turismo di massa e turismo culturale siano cose separate, antitetiche e riguardanti classi di persone fra loro diverse. E’ un equivoco che una CEC come Matera deve subito sgombrare.

Non esiste più, o forse non è mai esistito, il turismo alla Stendhal e oggi chi fa turismo culturale è lo stesso che non disdegna quello di massa (mare o montagna che sia!). Se così è (ed è così) da questo scattano delle conseguenze che dovranno far ricorso a strategie territoriali ben diverse da quelle che i boys di Stendhal pensano di attuare.

Se così è il Metapontino diventa sponda nevralgica per far si che ci sia la massima ricaduta territoriale. Se così è (e così è), occorre ripensare ad una strategia infrastrutturale che si getti alle spalle una volta per tutte la croce che lo stato sabaudo ci ha caricato addosso riducendo i popoli del Sud all’accattonaggio di strada con il cappello in mano in attesa di ricevere le poche briciole dallo stato centrale. In quella sede c’è stata l’esplosione della “giusta ira” del sindaco di Pisticci Di Trani che ha letto nelle strategie (?) esposte dal comune di Matera e del sindaco Pittella/De Ruggieri una scarsa apertura e nessuna volontà a coinvolgere l’entroterra materano.

Ma andiamo con ordine. Parlavamo di questo equivoco snobista e piccolo borghese provinciale dei pronipoti di Domenico Ridola di ritenere insieme intersezione nullo il turismo di massa ed il turismo culturale. E’ vero giusto il contrario ed il turismo culturale è un sottoinsieme di quello di massa. Se così è sappiamo che a Matera non ci sono le condizioni perché dia residenza al turismo di massa.

L’impegno della città CEC validato dalla Comunità Europea, è quello di arrivare ad una ospitalità turistica annua di 600 mila presenze. Dopo gli eventi ciclopici che Matera ha ospitato in questi ultimi giorni (si badi bene ben vengano, purchè rispettosi dei ritmi e delle armonie del nostro habitat) condivido pienamente le preoccupazioni di Emmanuele Curti di non trasformare Matera in una nuova Venezia da dove i cittadini permanenti sono o saranno sfrattati! L’unico luogo nelle vicinanze in grado invece di dare ospitalità al turismo di massa che potrà fruire di Matera CEC, come di tutte le altre bellissime attrazioni culturali e paesaggistiche della nostra regione, è il metapontino.

Anzi grazie alle coste del metapontino si potrà reggere la spietata concorrenza in campo turistico (che poi alla fine vera concorrenza non è) della Valle dell’Itria e di quella pugliese. Ecco perché pensare ad una infrastrutturazione efficace, sia su via ferrata che aerea (ben venga l’aeroporto turistico a Pisticci!), che colleghi il metapontino con il corridoio adriatico diventa una sfida che non potrà essere oltremodo elusa. Ovvero l’inserimento di Matera nella rete nazionale ferroviaria, prolungarla verso il metapontino, diventa davvero nevralgica per far fare un salto di qualità ai nostri territori. Davvero ridicolo (ormai è solo mala fede) pensare che il problema sia risolvibile potenziando le FAL.

E’ come se qualcuno avesse proposto ai suoi tempi di rafforzare la metropolitana di Milano per realizzare il collegamento con Roma! Le proporzioni fra le FAL e la rete ferroviaria nazionale è esattamente la stessa! Le FAL sono solo una metropolitana di superficie che collega Matera (poco) con l’area urbana del Barese. Testoni di un Del Rio, Pittella, De Ruggieri! La sua importanza diventa ancora più cogente se poi si considerano i tempi necessari per collegarsi alla Calabria ed alla Puglia attraverso la dorsale adriatica.

Provate a partire da Metaponto per arrivare a Reggio Calabria: una vera e propria odissea! Capite che se ci dobbiamo accontentare di un turismo alla Stendhal ottocentesco, il trenino fumettistico delle FAL va più che bene. Poi se insceniamo lungo il suo percorso una gigantesca comparsata facendolo assaltare dai briganti con i loro archibugi sarebbe ancora più caratteristico. Se vogliamo invece che Matera diventi un nodo culturale turistico nevralgico per il nostro paese, se vogliamo che in occasione del 2019 ci siano delle ricadute sul nostro intero territorio, se vogliamo che la nostra città possa diventare la capitale ed il testimonial di un Sud non più piagnone, ma dinamico, attivo, fluido; se vogliamo concorrere a trasferire il baricentro dell’Europa verso il Mediterraneo (la scelta fatta della Comunità Europea su Matera è ispirata anche da questa sfida); capite bene che la infrastrutturazione di cui abbiamo parlato diventa nevralgica.

La giustificazione addotta da Del Rio per continuare ad affidare nelle mani delle FAL i destini infrastrutturali viari è semplicemente Ri_ DI_ CO_ LA, oltre che insultante! “Perché ormai i bilanci delle FAL sono in attivo!” Questa è stata la sua giustificazione. Avrebbe meritato di essere accompagnato con robusti calci nel sedere fuori dai confini della nostra provincia! Sappiate cari materani che chi non vuole il collegamento di Matera alla rete nazionale ferroviaria non vuole bene alla nostra città e non vuole bene soprattutto al Sud. E poi Il treno a Matera è importante per andare a Sud..non a Nord!! ”

Signori, in carrozza…

 

NB. La foto è tratta da Sassiland.com

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16 Commenti

  1. Il solito Franco Vespe, sapido, schietto ed in gran vena!
    Ed il cui ragionamento di fondo, è assolutamente giusto e corretto: senza una rete infrastrutturale moderna, sostenuta da una “spina dorsale” ferrata, Matera, la Basilicata, non vanno da nessuna parte, con o senza 2019!
    O meglio:
    Matera diverrà una bellissima città-feticcio (la Venezia di pietra) della Area Metropolitana Barese, egregiamente servita dalla tramvia-FAL;
    La Basilicata un affascinante deserto antropico rinaturalizzato, eccezionale per i picnic del fine-settimana degli abitanti delle due Aree Metropolitane contigue (Napoli – Bari).
    Ed i suoi abitanti attuali?
    Felicemente (si spera) trasferiti in altre parti d’Italia e del Mondo, disponibili al massimo ad affettuosi picnic/rimpatriate estive o natalizie.
    Per cui: Signori …. in carrozza!
    Lorenzo Rota

  2. Osservazioni che giriamo volentieri, che di certo hanno letto, a quanti dovrebbero compiere scelte razionali e strategiche per Matera. La ferrovia continua a restare un sogno nel cassetto. Le responsabilità sono palesi. Oltre alle Fal qualche anno fa, quando era comparso un trenino turistico su quattro ruote che faceva la spola da piazza Vittorio Veneto a Murgia Timone qualcuno aveva commentato con un lapidario: ”…il treno è arrivato a Matera…ma la stazione è chiusa a La Martella…”. Risultato? Quella licenza venne revocata e il trenino (su quattro ruote) è scomparso. Alla fine ce ne faranno vedere uno virtuale…2.0. Signori in carrozza e sognate ad occhi aperti. Mah

  3. Avete mai provato, la domenica, a partire da Bari col treno o, peggio ancora, a prendere un aereo da Bari Palese? Io si, ieri, con il ghiaccio, la neve e… la mia auto. La domenica le FAL son chiuse. Non si viaggia!
    Vuoi prendere l’aereo? allora usa PugliaVola! Potrai andare comodamente da Matera in aeroporto ma a patto di trovare la coincidenza tra le ben 5, dico cinque, corse giornaliere di andata e ritorno e se proprio sei un temerario prova a fare un biglietto online di PugliaVola http://pugliairbus.aeroportidipuglia.it/ , provate e capirete.
    La mobilità è cosa seria. Un sistema efficiente induce crescita del territorio, dell’economia e dei nostri giovani costretti ormai a recitare la parte di emigrati di lusso. Collegamenti più efficienti possono servire anche per tornare più spesso e magari fermarsi e portare know how affinché nuove realtà imprenditoriali nascano o si insedino in questo nostro territorio sempre più vecchio e asfittico.
    Non si può lasciare quest’aspetto così importante alla sola FAL dotata di pochissimi convogli acquistati con fondi FESR che ogni giorno diventano sempre più sporchi.
    Perché i materani non si svegliano una buona volta? Perché sopportano supinamente di essere spogliati ogni giorno di qualche cosa? Perché si accontentano di vivere di solo turismo 2019? E poi, quando il 2019 sarà passato, al risveglio di questa ubriacatura collettiva, si farà la stessa fine del polo del salotto? Tutti sapevamo che non poteva durare non era un settore di punta, non era ad alta tecnologia, non ci voleva altissima specializzazione per la produzione. Parliamo una buona volta di infrastrutture e di poli tecnologici innovativi, facciamo tornare i nostri giovani, ne abbiamo di specializzatissimi che non aspettano altro che tornare. Ma no, noi fermiamo la città per 20 giorni per la trasmissione RAI di Capodanno!

  4. Caro Lorenzo,
    Chi usa logica , ha dottrina (come te) e ragioni ma, soprattutto, chi ha cuore ed ha a cuore la nostra terra, non può che giungere a quelle conclusioni che stiamo condividendo sulle infrastrutture che mancano a Matera ed al Sud. Sono stato nelle vacanze natalizie al Nord usando la nostra zattera familiare a 4 ruote e il mio sangue ribolliva nel constatare che le autostrade al nord servivano tutti i capoluoghi di provincia arrivando fin nel cuore di quelle città. Persino comuni oscuri come Fiorenzuola D’Arda, Castel Bolognese ecc. erano terminali autostradali! Per non parlare dei nodi ferroviari…Ci vogliamo svegliare ? Possibile che non capiamo che gli amministratori che invocano soluzioni infrastrutturali fumettistiche sono in mala fede (pensando tutto il bene possibile per loro!) e non hanno a cuore se non i soli propri destini “particulari” ?

  5. Uniamoci in una comune lotta! Svegliamo le coscienza.. invitiamo renzi a non venire a portarci chiacchiere ma progetti CONCRETI! Invitiamo pittella a ritirare le sue assurde dichiarazioni su una presunta inutilita delle fs a Matera! Invitiamo de ruggieri a finirla di finanziare con milioni e milioni la littorina a gasolio su scartamento a giocattolo senza interconnessione delle colluse fal! Chiediamo fs ferrandina matera bari e quattro corsie matera ferrandina! Urliamono a grann voce! Non siamo cittadino di serie z! https://m.facebook.com/ferroviadellostatoamatera/

  6. Antonio Epifania ha svolto molto bene il compito di esplicitare le ricadute in termini di sviluppo di una Matera inserita nella rete infrastrutturale ferroviaria (ed anche aeroportuale….). Vista la consistenza del dibattito che si sta sviluppando sul tema delle infrastrutture questo punto la città si deve autoconvocare per dibattere con serietà e competenza la questione. Organizziamo una auto-convocazione la prossima settimana chiedendo a Lorenzo e al Prof. Epifania di dare il loro contributo nella animazione dell’evento… Lo potremmo fare come Laboratorio 2019 Un’altra Matera

  7. Pur non essendo della Basilicata seguo con una certa attenzione la vicenda di cui si parla in questo articolo.
    Ed effettivamente non riesco a darmi pace: le argomentazioni su esposte di Franco Vespe paiono davvero sagge e convincenti ma questa è solo la impressione, magari umorale o peggio superficiale, di uno che non conosce a fondo la questione.
    E mi scuso, pertanto, se mi infilo, non invitato, in tale discussione.

    Ad ogni modo non credo che possa avvenire la trasformazione di Matera nella c.d. “venezia di pietra” (sebbene non è sbagliato ventilare la ipotesi) ma le (amare) riflessioni su Matera vista come luogo da picnic domenicale per le due grandi aree metropolitane fanno riflettere.

    Auguri Matera, auguri sinceri.

    postilla: ho letto, con interesse ed edificazione, i commenti di chi mi ha preceduto e mi permetto di dire che vedo tanta sana passione che mi fa ben sperare.complimenti. Epperò -non prendetemi per fatalista- vedo una sorta di storia già maledettamente scritta. E, a scanso di equivoci, ed a rischio d’apparire come uno che si piange addosso, dico che son problematiche, queste, tutte nostre ossia di noi meridionali. Aggiungo che la mia città vive -da almeno 5 secoli- storture simili. Ed esse si perpetuano. E leggende questa grande stortura materana non posso non fare un parallelo con quelle della mia Brindisi. Ancora auguroni, comunque. Sinceri.

  8. “Gutta cavat lapidem”” la goccia scava la pietra” continuo a ripetere a me stesso ; trent’anni fa per la prima volta, nel 1988, dopo la denuncia alla Magistratura per l’esecuzione della linea ferroviaria delle FFSS nell’Oasi di San Giuliano, mi balenò questa fantastica idea che era in grado di far “ingoiare il rospo”.Il rospo o i due rospi sono là immobili che attendono di “saltare”,uno sul Bradano ed uno sulla Cripta del Peccato Originale, ma è proprio necessario “spostarli un pò più in là” per non tenerli sullo stomaco o è forse meglio fargli assolvere ad un compito così strategico per i trasporti nazionali quali quello di rendere il Nord-Italia ed il Sud-Italia più vicini con il collegamento della Linea FS Ferrandina-Matera con la Linea FS Gravina-Spinazzola-Cerignola-Foggia e consentire a tutta l’Italia di collegarsi con Matera Capitale Europea della Cultura 2019?

    • bella la comparazione dei rospi che stanno per saltare…ma certa politica non vuole portare avanti il progetto. Lo hanno detto e ribadito il ministro del Rio, il presidente della giunta regionale Pittella e altri. La gente, tranne poche eccezioni,tace o si impegna poco. Eppure la storia di fallimenti (ben tre di imprese) su quella linea, il 700 miliardi delle vecchie lire sprecati e il silenzio di organismi inquirenti oltre alla coscienza dei materani dovrebbero indurre a ben altra attenzione. Senza dimenticare Matera 2019. Siamo su un binario morto…e li ci sono altri rospi da ingoiare

  9. DOPO AVER LETTO E SENTITO TANTE CAZZATE COME QUELLE SOPRAILLUSTRATE SORGE SPONTANEO IL DUBBIO CHE DA QUELLE PARTI NON ESISTA PROPRIO NESSUNO IN GRADO DI RAGIONARE E CAPIRE. SOLO UNA COSA – FORSE – POTREBBE ESSERE UTILE: MANDARE TUTTI QUELLI CHE LA PENSANO COSI’ A FARE UN BEL VIAGGIO SULLA RICOSTRUITA FERROVIA DELLA VAL VENOSTA (CON LA “LITTORINA DIESEL” E TUTTO IL RESTO), E DOPO, A FARE ALMENO UN GIRETTO PER SOMMI CAPI SULLA GRANDE RETE DELLE FERROVIE SVIZZERE A SCARTAMENTO RIDOTTO. POI, FORSE, SE NE POTREBBE RIPARLARE….

    • Mi dispiace ma è Lei che ha scritto una montagna di cazzate! Come può paragonare realtà così lontane e differenti??? Si vergogni piuttosto, e venga a farselo un giro, si renderà conto delle fesserie sesquipedali che ha scritto!!!

  10. Si vede che Valentino Tosatti non è mai venuto a Matera e, soprattutto, non ha mai fatto un tragitto a lunga gittata Nord-Sud con aerei o treni che siano !. Lo spirito Sabaudo (predatorio ) che lo contraddistingue, effettivamente lo autorizza a mettere a confronto le minuscole infrastrutture ferroviarie della microscopica Val Venosta con quelle strategiche che servono per connettere una buona volta il Nord con il Sud del paese che latitano criminosamente. Se per Valentino Tosatti è normale che in un capoluogo di provincia -Geografia, Geometria e, soprattutto buon senso lo dovrebbero eleggere a nodo nevralgico infrastrutturale di collegamento Nord-Sud- la ferrovia non sia mai arrivata! L’ha mai guardata la cartina geografica ? Sa Vittorio Tosatti che l’arrivo in una città della ferrovia dello stato, aldilà delle logiche costi-benefici, è prima di tutto il segno tangibile dell’appartenenza di quella città alla comunità nazionale ? Lo sa Valentino Tosatti che l’ineffabile Del Rio pochi anni fa ha fatto un piano infrastrutturale che prevede finanziamenti per il 98,8 % al Nord e l’ 1.2 % al Sud ? Dopo che ci ha informato sul pesante debito infrastrutturale della Val Venosta, noi meridionali siamo disposti a cedere anche la nostra lussuosa percentuale di investimenti infrastrutturali in favore della Val Venosta . Caro Franco Martina temo che il nostro ineffabile Valentino non sia mai sceso qui agli inferi! Lo invito a farlo!

  11. Batto subito nella tastiera leggendo questi paragoni fuori campo di un’altro Valentino: Peccato che ha il mio stesso nome. Io di fatti posso parlare come utente turista ben informato riguardo il percorso Malles-Merano (STA) da un lato e Bari-Matera (FAL) dall’altro. Guarda il caso ho le mie radici nel Trentino-Alto Adige ma anche parentela acquisita nella Basilicata.
    Sono d’accordo che la Ferrovia Val Venosta è stato un bene per codesta valle; anzi si parlare già da anni di trovare una congiunzione con le Ferrovie Retiche in Svizzera, al di là del Passo del Forno ad ovest. Chiaro che ha aiutato molto a rinnovare e sviluppare l’accesso pendolare e turistico di tutta la valle per il le città importanti come Merano e Bolzano. Però non bisogna dimenticare che si tratta di una valle al di fuori del corridoio centrale ricorrente da secoli tra il Brennero ed il Lago di Garda.

    Come già trattato, i centri al nord-est sono allacciati ad un’alto livello di qualità e cadenza alla rete ferroviaria italiana e pure internazionale (Brennero-Bolzano-Trento-Verona). La Val Venosta è veramento solo un corridoio strettamente locale, forse un pò regionale; ma non nazionale.

    Completamente un’altro discorso è la situazione in generale nel sud e specificamente l’asse ferroviaria al centro della Puglia-Basilicata-Calabria. Io le ho già provate tutte con i mezzi pubblici, arrivando dal nord a Bari o Brindisi e poi cercando di arrivare a Matera, oppure più in la verso ovest… Mi rammentò qualche trenino per pendolari e scolari in una valle poco frequentata nel Trentino; ma rimasto a livello anni 1960! Si, le motrici sono nuove. Ma per primo le frequenze e la velocità (non ci sono trenti diretti Bari-Matera) fanno di ogni viaggio un sight-seeing involontario nell’alta Murgia di quasi due ore: in macchina un’oretta. Per secondo arrivato nel centro della Basilicata a Matera, sono bloccato dal tronco morto della FAL che non mi da coincidenze veloci verso il sud/ovest.
    Delle zero corse la domenica, persino in alta stagione turistica, non ne pariamo nemmeno, come già ironizzato in un’altro contributo.

    Vuoi arrivare a Metaponto o altre spiagge Ioniche? Va in macchina. Vuoi viaggiare verso il sud della Calabria? Prenditi una macchina. Vuoi andare di domenica a Montescaglioso? Hai tre corse di autobus ad orari lavori-turni dell’ospedale: Altrimenti lascia perdere o va in macchina.

    La smetto quà di pigolare ma volevo far capire che l’argomento io lo conosco di persona e supporto al 100 % il contributo iniziale riguardo questo deficit intollerabile nella bella terra Lucana. Dopo molti anni sono veramente stupefatto che sembra non cambi quasi niente. Dico quasi, perché almeno la nuova stazione Matera Centrale sta diventando finalmente realtà (anche se – come di consueto – non pronta per Matera2019).

    La speranza è l’ultima a morire. Avanti dunque!

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