HomePoliticaVespe sfoglia la margherita...Ceto medio? Sbriciolato. Serve nuova classe politica

Vespe sfoglia la margherita…Ceto medio? Sbriciolato. Serve nuova classe politica

A sfogliarla è Franco Vespe, reduce da un visita in Cina, dove il partito comunista tira dritto e con una stabilità (piaccia o No e con tutte le analisi del pro e contro) da far invidia alle traballanti democrazie occidentali, a una Unione europea priva di autonomia decisionale(Italia compresa) e allineata su posizioni e diktat di Paesi guerrafondai come Stati Uniti e Israele. Per farla breve l’astronomo e scacchista materano con un salto temporale cita Alcide de Gasperi per quanto fatto, nel solco dei Padri Costituenti, per aver fatto crescere il ceto medio, quali antidoto concreto al ”regolamento” dei conti con l’esperienza fascista. E per farlo selezionò una classe di giovani politici ”preparati e illuminati”. E qui casca l’asino…Come e dover attivare questo processo? I partiti della Prima Repubblica, spazzati dalla questione morale e da altre condizioni involutive, erano un punto di riferimento e formazione con l’apporto di sindacati e di altri centri di incontro e di dibattito. Con i social, l’ignoranza diffusa e la delega delle sorti dello Stato ad arrivisti e opportunisti e a supporter della mediocrità non si vede nulla all’Orizzonte. Forse occorrerebbe salire sul Monte Bianco, sulla Torre di Pisa o su Duomi e torri di avvistamento per capire che fare.L’Italia, intanto, alle prese con gravi problemi economici e di credibilità, è in campagna elettorale con una deriva sovranista evidente e una legge truffa per portare in Parlamento, con o senza preferenze, quote rosa e arcobaleno, tanti allineati e coperti. Vespe, serve un ronzio verso l’alveare della stabilità…

LE RIFLESSIONI VESPIANE
Visitando Taipei mi sono issato sul grattacielo 101 che è stato per lunghi tratti il più alto del mondo. La cosa che mi sorprese fu la presenza in cima al grattacielo di una gigantesca sfera piena d’acqua. Poi mi informai e appresi che quella palla serviva ad aumentare l’inerzia del grattacielo. La fisica ci dice che l’inerzia non è altro che la resistenza che un corpo oppone ad una forza ad esso applicata. Per quel grattacielo quella palla serve per resistere ai terremoti. Non sono qui per fare lezioni di Fisica ma per segnalare una impressionante analogia con i sistemi socio politici. Anche nelle società democratiche vi sono delle sfere inerziali che stabilizzano il sistema. Questo fattore stabilizzante è stato la formazione di un ceto medio che esigeva progresso ma non rivoluzioni; voleva migliorare e/o correggere la qualità della convivenza senza pretendere di imporre società perfette. In Italia i costituenti capirono coralmente la lezione tragica della II guerra mondiale e le sue cause. Dopo la prima, le miserie prodotte dalla guerra aveva spazzato via quel ceto medio ampliando il consenso intorno a proposte massimaliste e radicali, travolgendo così proposte moderate o riformiste. Con esse però evaporò anche democrazia e libertà del nostro paese, come in Germania e in Spagna. In Russia con il passaggio del testimone dallo Zar a Lenin si scacciò semplicemente terrore con altro terrore! Dicevamo che i costituenti italiani capirono immediatamente che la società italiana, attraversata da una feroce guerra civile, andava stabilizzata e pacificata. Non ci poteva essere una Norimberga italiana. Avrebbe lasciato aperte per anni ferite di una guerra civile che, nei fatti, continuò anche dopo il 25 Aprile, come ha documentato nei suoi innumerevoli libri Gianpaolo Pansa. De Gasperi, con Togliatti optarono per una pacificatrice moratoria di sedicenti delitti fascisti. L’alternativa sarebbe stata una caccia all’uomo ed epurazioni alla Polpot che avrebbe prodotto altre centinaia di migliaia di vittime. Questa lezione i costituenti la capirono. A quanto pare non l’aveva capita invece Michela Murgia, la santa Giovanna d’arco della sinistra italiana. La nostra Michela pontificava sulla mancata eradicazione del fascismo dalla società italiana, a suo dire ancora serpeggiante fra noi, perché non c’era stata appunto una Norimberga italiana. Tutte le forze democratiche, anche se su diverse posizioni programmatiche, invece, ai tribunali ed ai plotoni di esecuzione preferirono concorrere all’irrobustimento di quel ceto medio in Italia per aumentare l’inerzia del nostro sistema democratico rispetto a sollecitazioni rivoluzionarie violente.

Questo ceto medio si identificava fino a pochi anni fa con il centro politico. Lo chiamavano Zentrum in Germania. Si diceva, sia da sinistra che da destra, che per vincere bisognava sfondare nell’elettorato di centro. Oggi temo che non sia più così. Quel ceto medio ormai è stato spietatamente eroso da una globalizzazione Darwiniana e da conseguenti crisi economiche e del welfare . Il contesto politico internazionale, sta li a dimostrare che la rudezza, la franchezza offensiva, le primitive, sanguinose e rozze prove di forza, la gara a chi le spara più grosse, sono ormai la cifra dominante dei tempi moderni. Questo stile grezzo e protervo ha spazzato via ogni forma di elegante e raffinato gioco di fioretto di cui faceva uso la diplomazia tradizionale. Il dramma è che anche stati democratici, come USA e Israele, hanno abbandonato la tradizionale prudenza e misura democratica che un evoluto ceto medio esige, per adottare violente e feroci azioni di guerra che sono andate ben oltre i principi della legittima difesa, fino a sconfinare sul terreno dei crimini di guerra! Ma queste azioni sono state adottate per compiacere una opinione pubblica interna radicalizzata e non più mitigata dall’inerzia stabilizzatrice di un ceto medio forte e dominante. Negli USA ormai non abbiamo più Repubblicani e Democratici, ma Trumpiani MAGA e AOC-Woke (AOC: sono le iniziali della senatrice Alexandra Ocasio-Cortez).

Due schieramenti che sparano assurdità etico-antropologiche demenziali, pronte a passare alle vie di fatto. I toni del confronto sono infatti da guerra civile. Anche l’Italia sta subendo ormai da qualche anno lo stesso processo. Il ceto medio anche in Italia è stato eroso inesorabilmente, sprofondando sempre più nelle fasce di povertà. Le proposte politiche alla “moda” ormai, sia a destra che a sinistra, sono radicali, estremistiche. A sinistra proposte radicali M5S+AVS sono ormai maggioritarie; mentre il PD di Elly Schlein ha silentemente espulso dal partito gran parte di quei rappresentanti moderati che facevano parte dell’ex partito popolare / Margherita con il quale era stato combinato il matrimonio. Un matrimonio celebrato proprio per piacere e conquistare quel ceto medio che si ritrova(va) nelle proposte moderate e riformistiche del centro. Cosa altrettanto speculare sta accadendo a destra. Sfondano anche lì proposte massimaliste e radicali.

Salvini con la sua nuova Lega arrivò al 34%; poi la Meloni pasionaria, mentre oggi sta spopolando Futuro Nazionale di Vannacci. Probabilmente arriverà a conseguire percentuali a due cifre alle prossime elezioni politiche. A voler rappresentare il centro sono eroici cespuglietti che, messi insieme, non raggiungono nemmeno il 5%. Toh il 12% se volessimo aggiungere Forza Italia! Dobbiamo renderci conto che stiamo vivendo un periodo delicato con similitudini impressionanti a quello successivo alla I guerra mondiale. Un periodo che fu caratterizzato anche da una bassissima qualità della classe politica eletta. E’ così se ci si limita a parlare alla pancia della gente. Basta ascoltare oggi un qualsiasi talk show per rendersi conto della sconfortante bassa qualità degli attori che animano il dibattito politico. Tornando invece alla DC di Alcide De Gasperi, una delle sue armi vincenti per neutralizzare le “tossine fasciste presenti ancora nella società italiana” fu invece quella di selezionare una brillante, giovane classe politica molto ferrata culturalmente. Le risorse umane le attinse gran parte dal mondo cattolico. Questo a Michela Murgia evidentemente è sfuggito! Forse dovremmo oggi ripartire da questo. Forse oggi la Chiesa italiana, invece di prendere od essere parte del dibattito politico da pollaio che si sta sviluppando, dovrebbe almeno contribuire a creare questa nuova generazione di politici colta è illuminata. Serve per riempire nuovamente la palla stabilizzatrice oggi pericolosamente vuota!

Matera 21 Agosto 2026 Francesco Vespe

RELATED ARTICLES

1 commento

  1. Il problema del ceto medio è che si chiama così perché non è una classe: non è né classe operaia né classe borghese, o volendo usare il lessico gramsciano non è nè classe subalterna nè classe dominante. E allora proprio perché non è una classe , si scrive ceto medio e si legge indifferenza, opportunismo, familismo amorale. Questo è in buona sostanza il ceto medio che sceglie politicamente secondo i “tiramenti del momento” avendo come sua massima esistenziale : ” ce ne frega a noi”. Ci tengo poi precisare che Alcide de Gasperi , il ceto medio non l’hai mai conosciuto, perché all’epoca storica in cui era presidente del consiglio l’Italia uscita completamente distrutta dalla Seconda Guerra mondiale era in piena fase di ricostruzione economica, per cui il ceto medio non solo non esisteva ma anzi come ricorda Pasolini c’erano soprattutto nelle aree marginali del Mezzogiorno e del Nord est i “sottoproletari”, una classe estranea persino alla tradizione del pensiero marxista. Invece il Presidente De Gasperi fu autore di una operazione politica storicamente decisiva per le conseguenze rilevanti che ebbe nella storia repubblicana del dopoguerra. De Gasperi riportò al potere quella borghesia padronale che era compromessa mani e piedi con il fascismo, stroncando sul nascere il sogno di gran parte di coloro che avevano fatto la Resistenza, di vedere finalmente nascere un’Italia repubblicana che fosse realmente governata dai lavoratori “nella stanza dei bottoni” . Questa scelta politica del presidente democristiano non sfuggì a un acuto osservatore della società italiana, quale fu Italo Calvino, che nel suo bellissimo libro ” La speculazione edilizia” ambientato non a caso in quei giorni di agosto del 1954 quando De Gasperi moriva, nelle ultime pagine, scriveva, con compiacente sarcasmo e ostentata rivalsa che proprio quella borghesia che De Gasperi aveva salvato dalla rivoluzione comunista, mostrava una totale indifferenza davanti alla notizia della sua morte. Secondo Calvino questo perché quella borghesia padronale che viveva di eccessi e fuori da ogni regola di rispetto della legalità costituzionale ( come continua a fare adesso più di allora) mal sopportava per non dire che disprezzava profondamente lo stile di vita austero e umile , quasi monacale del presidente DC. A partire dalla fine degli anni sessanta del secolo scorso il nostro Paese, come aveva profeticamente intuito Pasolini, si sarebbe trasformato in un grande ceto medio totalmente indifferenziato e omologato agli interessi del potere costituito su cui Berlusconi avrebbe costruito il suo successo elettorale. Se oggi il ceto medio è in difficoltà economica è solo perché rappresenta bene la mediocrità della classe dirigente che esprime: per cui chi è causa del suo male pianga se stesso. In ultimo dire che le elezioni politiche in Italia si vincono al “centro” è solo una barzelletta, a maggior ragione in un Paese come il nostro a sovranità limitata , satellite degli Usa , dove i governi italiani si decidono e si disfano a Washington, le elezioni hanno avuto sempre una forte polarizzazione ideologica. Chi nella prima repubblica votava per la DC o per per il PSI di Craxi era animato da una forte pregiudiziale anticomuinista, e da una forte identità clericale e conservatrice della società italiana. La stessa orrenda visione conservatrice intrisa di una buona dose di fascistame che caratterizza l’elettore della coalizione di destra al governo o di Vannacci. E’ in buona sostanza il riproporsi in forme nuove di quello che Umberto Eco chiamava lo spessore reazionario della società italiana. Insomma il “cosiddetto centro politico moderato” è per citare Gramsci solo “un ‘allucinazione particolaristica” dei tanti e troppi tuttologi che purtroppo spuntano ovunque anche dove non te lo aspetti.

Rispondi

I più letti