E’ il cane che si morde la coda. I sindaci si guardano intorno. Vorrebbero fare di più per le proprie comunità. Ripristinare i servizi, smuovere l’economia. Ma se la campagna vaccinale non decolla si resta al palo. Anzi si rischia di fare grandi passi indietro. E così senza dosi ( la sigla delle case produttrici conta poco) nemmeno gli ultraottantenni rischiano di vaccinarsi. E’ in attesa anche il personale della scuola, con la Basilicata fanalino di coda o quasi (Puglia e Lazio sono avanti) nella campagna vaccinale. Altro che Primule e altre menate da archistar. Il nodo è nei vaccini e la Basilicata, piaccia o no, in questo e in altri settori vale quanto il due di coppe a briscola. Nel senso che ha poco potere contrattuale.

Da qui la lettera del sindaco di Matera, Domenico Bennardi, che ha scritto al presidente della giunta regionale Vito Bardi, per avere risposte. Tanto più che dal 1 marzo la “Città dei Sassi” (si scrive in maiuscolo) vorrebbe attivare le vaccinazioni nelle scuole, cominciando da quelle dell’obbligo. Ma non basta la buona volontà organizzativa dell’assessore alla Protezione Civile Raffaele Tantone, che non si è mai risparmiato -insieme all’Amminstrazione- per portare avanti le diverse iniziative anticovid. Bennardi è disposto a fare la propria parte. Ma chiede certezze, impegni precisi e anche un coordinamento dei sindaci. Siamo realisti. Il taglio dei vaccini nei confronti dell’Europa e quindi dell’ Italia ci penalizza. E il nostro potere contrattuale è quello che è. Miracoli non se ne possono fare e nè possiamo rivolgerci al mercato come ha fatto Israele. Peccato. Si è perso tempo per la mediocrità e la disorganizzazione riscontrata e denunciata in diverse occasioni. Avremmo potuto avviare la campagna per tempo, quale regione pilota con pochi abitanti diffusi in maniera ” molto distanziata”. Peccato. E fa rabbia dover constatare che si è smantellata nel tempo, ora i nodi sono venuti al pettine, la medicina del territorio. Tutto questo mentre nei posti di comando si stanno dilapidando 23 milioni di euro per l’avvio -ex novo- della facoltà di medicina di Basilicata, riservata 60 studenti. A chi serve lo sappiamo. A che serve lo sappiamo. Ancora errori e quattrini buttati a mare. Chi paga? Ma la gente di Basilicata,naturalmente, da Matera a Potenza, da Melfi a Policoro, da Lauria a Rionero, che continua e continuerà ad emigrare per avere servizi decenti.

IL SINDACO BENNARDI SCRIVE A BARDI SU PREOCCUPAZIONI ANDAMENTO PIANO VACCINALE, RICHIESTO COORDINAMENTO DEI SINDACI DEI COMUNI COINVOLTI

Il 26 febbraio Domenico Bennardi, sindaco di Matera, ha inviato al presidente della Regione Basilicata, dott. Vito Bardi, una nota con la quale rappresenta tutta la propria preoccupazione sull’andamento del piano vaccinale nella città dei Sassi.
“A partire dal 22 febbraio l’ASM di Matera ha iniziato la somministrazione del vaccino ai quasi 4.500 cittadini ultraottantenni, ma con il ritmo attuale occorrerebbero circa due mesi ultimare l’operazione” ha ricordato Bennardi.

“C’è comunque una buona notizia: anche grazie all’interessamento dell’Amministrazione comunale, ed in particolare dell’assessore Raffaele Tantone, dal 1° marzo inizierà la vaccinazione del personale docente delle scuole comunali. Sono consapevole dello sforzo organizzativo che la Regione sta compiendo e dei limitati margini d’azione che il Presidente Bardi ha. I tempi del piano vaccinale, infatti, dipendono dall’effettiva disponibilità delle dosi che vengono gestite e consegnate direttamente da Roma. Tuttavia, ho rappresentato al Presidente la necessità di imprimere una forte accelerazione e di avere quanto prima un quadro chiaro e certo dei tempi della campagna vaccinale nel Comune di Matera. Come Amministrazione siamo a disposizione per realizzare, in una logica di leale cooperazione, tutte le iniziative necessarie perché possano aumentare esponenzialmente la fornitura e la somministrazione di vaccini per i nostri concittadini. Ho anche chiesto che il Presidente promuova un coordinamento fra i sindaci dei diversi Comuni coinvolti, con l’obiettivo di analizzare i dati di contagio per avere un quadro più chiaro sulle azioni da intraprendere congiuntamente. Solo con un’azione sinergica di tutti gli attori in campo potremo incrementare le vaccinazioni partendo proprio dagli anziani e dalle categorie maggiormente esposte”.