lunedì, 4 Marzo , 2024
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Una strana antipolitica

Un Paese in cui l’evasione fiscale è un enorme pozzo nero di rapina e di ingiustizia, un Paese dove la corruzione raggiunge dimensioni da manovra finanziaria, dove la mafia si è introdotta in molti gangli della spesa pubblica e della imprenditoria privata, dove questi fenomeni rubano al Paese denaro e futuro, sviluppo e speranza, questo Paese ha ragione di indignarsi e protestare.

Un paese che paga cifre astronomiche ai calciatori, che senza batter ciglio paga miliardi l’anno alla chiesa cattolica, che paga stipendi da fiaba a insulsi presentatori TV, che assiste allo scempio quotidiano del pubblico denaro in opere inutili e ruberie, ha ragione di indignarsi.

Ma contro chi si indignano invece gli Italiani? Contro la mafia? Contro il calcio? Contro gli evasori? Contro la chiesa? Contro i ladroni, contro i corrotti, contro i milionari divi del maleodorante palinsesto delle TV, contro i mazzettari della porta accanto, contro i maneggioni dell’ufficio accanto?

No.
Si indignano contro i politici.

Contro i politici che loro stessi eleggono, contro i loro rappresentanti. Prima li votano e poi (quando non ne hanno nulla in cambio), li maledicono.
Su tutto il resto, tacciono.

L’impressione è che molti Italiani siano indignati contro la democrazia.
Più che contro lo sperpero di denaro pubblico, che tutto sommato non li disgusta tanto – specie se ne posson pigliarne un pezzettin – tanti nostri concittadini inveiscono contro le istituzioni.
E c’è chi soffia sul fuoco riempiendo TV e social di odio contro i politici, le loro pensioni, i loro vitalizi, come se il vero problema dell’immenso debito pubblico italiano fosse quello.

L’impressione è che molti Italiani si indignino contro la democrazia rappresentativa e che ci sia chi scientemente li stia aizzando in una direzione pericolosa.

Hanno tentato molte volte di togliere all’Italia la democrazia conquistata dopo un conflitto mondiale; con golpe militari, con leggi elettorali sospette, con Logge deviate, con Gladi associativi, con attentati sanguinosi, con le stragi degli anni 70, con le stragi del ’93, con i partiti di plastica, con l’intimidazione e la soppressione di magistrati scomodi.

Finora non ci sono riusciti.

Il capolavoro sarebbe che gli Italiani, finalmente, disgustati, rinunciassero spontaneamente alla democrazia.

C’è chi soffia sul fuoco dell’antipolitica e il fenomeno è preoccupante.

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