Rieccoci. Il mondo è fatto a scale…chi le scende e chi le sale. Ma fate attenzione ai colpi bassi di ipocriti,opportunisti, faccetoste pronti a farsi largo a gomitate e a far ruzzolare in basso anche la propria città. Antonio Serravezza, scelto tra gli uomini di acciaio sul palco del cineteatro Duni per la bottega della fonderia comunale, gestita da mest Rafajal, alla fine ha constatato che era già pronta la fusione tiepida dei compromessi trasversali che hanno portato a risultati fallimentari. E cita, giustamente, quello che poteva essere Matera 2019 e non è stato con tanti giovani messi da parte, alcuni con tante belle speranze per quanto comunque sono riusciti a fare, e altri finiti altrove ad arricchire -inevitabile- l’economia di regioni e Paesi vicini e lontani. Un grazie si fa per dire, ai maneggioni di sempre, pronti a farci fare un tuffo nel passato. Serve riportare ‘’Matera al primo posto’’. Se ci state e volete bene a Matera fatevi avanti. La scalinata la si fa tutti insieme, anche a quattro gradini alla volta come era solito fare il buon Antonio della stagione spensierata della ‘’giovinezza’’ decantata da Lorenzo il Magnifico. Ma con una raccomandazione: occhio a non fare passi indietro. E attenti a quanti vi chiederanno un voto per affossarvi nel passato. Matera al primo posto.

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MATERA AL PRIMO POSTO

Quando ero giovane mi piacevano le scale e le salivo quattro alla volta poi cinque anni fa mi hanno catapultato sul palco del teatro Duni dove c’era per sfondo una scala con tante sedie accatastate per raggiungere il 2020. Oggi le scale non mi fanno alcun effetto al contrario di altri che continuano a voler scalare, non più a cinque anni alla volta ma a dieci, per proiettarsi verso il 2029.
Ma, dico io, se non siamo o non sono siamo stati capaci a salire la stupenda e meravigliosa scala che ci ha offerto il 2019 cosa continuiamo con queste scale? Aiutiamo la nostra intelligenza a procurarci una base solida sulla quale costruire o diciamo meglio completare ciò che non è stato fatto e che è giusto terminare o realizzare per il bene della città. Possibile che andiamo ancora dietro ai fantasmi? Donne e uomini materani di buona volontà uniamoci finalmente con serietà e diamo una svolta storica a questa città che non è più quella che era solo una manciata di anni fa, ma che è risorta solo grazie all’imprenditoria privata non all’amministrazione che ci sta lasciando senza infamia e senza lode. Il grandissimo Dante nella Divina Commedia disse: …”Di essi nel mondo non rimane traccia e che Dio li ignora, non vale neanche la pena stare a parlare di loro”. Così senza scale proviamo a legarci insieme e lavoriamo per il futuro che è per i giovani non più per i nonni che potranno godersi l’ombra degli alberi della villa comunale seduti ad una panchina. Non è fantasia ma possibilità vera, reale. Conosco molto bene i giovani intelligenti e volenterosi, peccato che sono stati sempre ignorati. Forse avevano paura della loro moderna intelligenza e capacità per farli scappare dal nostro recinto e regalarli a chi sa riconoscere le competenze e le eccellenze. Il futuro è già qui stiamo attenti a non fare un passo nel passato!