lunedì, 6 Febbraio , 2023
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Un programma per l’eredità di don Sturzo. Ma Chiesa, Italia e società sono cambiati

Pasquale Tucciariello ci crede, insiste per cercare di colmare un vuoto, oggettivo, che contrassegna l’assenza di impegno dei cattolici in politica, dopo la diaspora creata da Tangentopoli con il ‘’calvario’’ di Piazza del Gesù e le aggregazioni forzate, scelte o opportunistiche verso le aree di centro destra e centrosinistra con gli inevitabili scantonamenti del trasversalismo. Le ‘’Balena bianca’’ non c’è più e l’acqua in cui nuotava ha subito mareggiate e inquinamenti, che l’ha portata ad arenarsi nel cimitero dei partiti della Prima Repubblica che ha lasciato in eredità tutti i contraccolpi della ‘’questione morale’’ denunciata 40 anni fa e passa da Enrico Berlinguer e Aldo Moro. Da allora la situazione si è incancrenita e la qualità della politica si è abbassata, con un ruolo debole rispetto ad altri poteri dello Stato come quello giudiziario, per esempio. Ci vorrebbe moderazione, buon senso, formazione. Quella scuola di formazione politica che don Luigi Sturzo aveva individuato insieme ad altre direttrice, che Pasquale Tucciariello, ricorda e indica tra i possibili percorsi. Servirebbe una ‘’costituente’’ all’insegna del ‘’ chi siamo? Cosa siamo diventati (soprattutto) e dove e con chi vogliamo andare?, risposte senza le quali non si va da nessuna parte. Il mondo cattolico oggi ha tante anime: integraliste, progressiste, del confronto, dell’attesa e anche delle delusioni. E potremmo continuare. Papa Francesco è avanti, spesso, davanti a un mondo chiamato a testimoniare provenienza, identità e indicazioni delle Sacre scritture. Da dove si parte e come conta poco. Contano i risultati. Un partito dei cattolici dalle tante anime, che provano a stare insieme ma nel segreto dell’urna, si sa spuntano altre motivazioni.

LE RIFLESSIONI DI PASQUALE TUCCIARIELLO
Don Luigi Sturzo oggi. Un possibile programma sturziano. La Chiesa Cattolica non vuole più informare e guidare la civiltà e quindi la politica. Ma se tornasse tra noi don Luigi Sturzo cosa potrebbe accadere? Mettiamo che la Santa Sede autorizzasse un sacerdote che volesse mettersi alla guida, con altri laici, di un movimento politico. Immaginiamone i percorsi. E proviamo a percorrere con lui le strade possibili. Anzitutto una premessa: c’è un problema di prospettive. Qual è la prospettiva culturale che anima ogni iniziativa politica di matrice cristiana? Chi siamo noi è certo. Ma dove vogliamo andare dovremmo definirlo almeno nei suoi più essenziali contenuti. a) Porre la persona al centro dei processi economici e scientifici e liberare l’agire economico e scientifico dalla dittatura della tecnica come anima razionale del mondo. b) Attuare la civiltà del Cristianesimo e rendere inseparabili fede e ragione, fede e cultura, fede e tecnica, fede ed economia, fede e politica.c) Rafforzare l’identità cristiana dell’Italia per rendere possibile l’identità cristiana dell’Europa.d) Rimuovere le cause che producono atteggiamenti relativistici e nichilistici per favorire invece libertà, democrazia, dialogo, responsabilità, riconoscimento della famiglia intesa come luogo primario di affetti, di educazione. L’ideologia gender, assolutamente minoritaria e la sua pretesa di legittimare le unioni omosessuali giuridicamente e moralmente con tutte le sue derive pericolose per la comunità italiana a trazione cristiana, non imponga alla stragrande maggioranza un suo status interno. d) Realizzare l’idea di giustizia come bene, di libertà come bene, di economia come bene, di studio come bene, di formazione come bene. Ogni attività umana è intesa come bene, per il singolo nella sua straordinaria libertà-possibilità-capacità di produzione in senso lato e per la comunità che se ne avvantaggia.e) Lo Stato nelle sue varie ed articolate espressioni vigili sulle libertà dei singoli ed intervenga in tema di sopraffazioni e di violazioni del corretto vivere civile. Lo Stato faccia crescere e sviluppare. Lo Stato e la società non siano di freno alla libera iniziativa dell’individuo. Lo Stato faciliti la felicità nei suoi cittadini. Ieri, don Luigi Sturzo (1871-1959), si impegnava per realizzare un’alternativa cristiana al socialismo prima e al fascismo dopo. Oggi, si impegnerebbe per realizzare una alternativa alla razionalità della tecnica con i suoi esiti relativistici e nichilistici. Per realizzare i beni comuni, ideali e pratici. E in assenza di un nuovo don Sturzo o di un nuovo De Gasperi che indicassero idealità antropologiche possibili? Il deserto. Questo deserto. La Chiesa lo sappia. Pasquale Tucciariello, Centro Studi Leone XIII. Gennaio 2023.

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